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ECCE HOMO - regia Lucilla Giagnoni

Lucilla Giagnoni in Ecce Homo Lucilla Giagnoni in Ecce Homo Regia Lucilla Giagnoni

di e con Lucilla Giagnoni,
musiche originali di Paolo Pizzimenti, luci, scene e video di Massimo Violato,
collaborazione al testo di Maria Rosa Pantè, assistente alla messinscena Daniela Falconi, segreteria d produzione Elisa Zanino,
si ringraziano: don Silvio Barbaglia, Acerbi Berrini, Marco Peresani e Telmo Pievani,
produzione Centro Teatrale Bresciano,
al Teatro Sociale, Brescia, 15 novembre 2013; in replica fino al 24 novembre 2013

www.Sipario.it, 18 novembre 2013

In completo beige si aggira come una qualsiasi spettatrice per la platea, quasi a voler vedere le facce di chi di lì a pochi istanti parteciperà al suo racconto, quasi per voler fare del suo narrare un dire ad personam, un colloquio intimo... Ecce Homo di Lucilla Giagnoni si propone fra intimità e universale come un'elegia, un canto appassionato sul passato, presente e possibile futuro della specie umana, partendo dia Darwin, passando per la Bibbia e avendo come punto di riferimento Pinocchio, quale metafora antropologica e cristologica. Sullo sfondo una sorta di pannello alla Mondrian, sospeso nel buio, su cui trova supporto illusorio il video di Massimo Violato che unito alle musiche denotativve, narranti di Paolo Pizzimenti fanno di Ecce Homo una macchina di parole ed emozioni che funziona, rapisce, convince, spiega e seduce, allude e descrive, interroga e dà risposte. Il viaggio inizia con «Non molto tempo fa».... il c'era una volta tornerà più volte, come archetipo del narrare e del favoloso, ma quel non molto tempo fa è tempo della storia, corrisponde a 150 anni fa quando Darwin scrisse ne L'Origine della specie: «luce sarà fatta sull'origine dell'Uomo e sulla sua storia». Origine e storia inizia così il raccontare per contrapposizioni, strade da scegliere, il raccontare binario di Lucilla Giagnoni che è sola sul palco, ma ha come suo doppio il riferimento alla figlia adolescente con l'implicito impegno etico di indicarle il cammino, di e-ducare. Il monologo di Lucilla Giagnoni ha un suo privilegiato ascoltatore, come deve essere per ogni storia che si rispetti. Così può iniziare la storia dell'umanità e dell'homo sapiens, del suo evolversi a salti, del suo procedere e retrocedere, avanzare e arrestarsi, sbagliare strada e perdersi, trovare la via giusta, ponendosi l'alternativa e quindi dalla nuova tappa raggiunta, ripartire. In tutto ciò c'era una volta un pezzo di legno, il racconto di Pinocchio diviene la metafora laica di un viaggio iniziatico che fa dire alla fine «ecco l'uomo», inteso come eccomi uomo con le mie fragilità, il mio corpo pronto a continuare il cammino, dopo aver esperito la morte: impiccato, trasformato in ciuchino, annegato e poi risorto, quel pezzo di legno che è albero, che è corpo, che è parola che dice, parola incarnata, che è materia plasmata da un Dio/falegname, che è legno della croce, ma anche promessa di resurrezione a vita nuova. In Ecce Homo tutto si tiene, Lucilla Giagnoni intesse un canto che lo spettatore segue paso passo: ora nelle peripezie metaforiche del Pinocchio collodiano con le sue simbologia ora nella 'storia' del cammino dell'umanità che parte dall'homo sapiens, per arrivare all'homo oeconomicus, colui che gestisce e amministra la casa, fino all'uomo schiavo del denaro, l'uomo contemporaneo che ha perso sé stesso, che ha il potere di cambiare il mondo e la sua stessa natura, ma anche il potere di distruggere tutto, di essere vittima di se stessa. In Ecce homo c'è l'invito a prendere coscienza del nostro essere homo sapiens, c'è la preghiera di Lucilla Giagnoni – complice un'efficace rivisitazione delle Beatitudini rivolte alla figlia – a perché la specie umana continui il suo cammino consapevole dell'altro, consapevole di quel figliare che è felicità, abbondanza, pienezza dell'essere, certezza del futuro, amore di madre verso il figlio, amore dell'uomo verso l'altro e la Terra Patria. Alla fine di Ecce homo si esce con la speranza nel futuro, con un po' di fiducia nel nostro essere uomini e di questi tempi non è male....

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Martedì, 19 Novembre 2013 09:41

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