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ELEONORA PIMENTEL FONSECA/CON CIVICA ESPANSIONE DI CUORE
 - di Riccardo De Luca


"Eleonora Pimentel Fonseca/Con civica Espansione di Cuore" di Riccardo De Luca "Eleonora Pimentel Fonseca/Con civica Espansione di Cuore" di Riccardo De Luca

di Riccardo De Luca

con Riccardo De Luca, Annalisa Renzulli, Francesca Rondinella,
Salvatore Veneruso, Maria Anna Barba, Dario Barbato, Lucrezia Della Veneri

musiche Giovanni Sicignano

luci Ciro Di Matteo

trucchi Maria Alfano

regia Riccardo De Luca


produzione STATI TEATRALI in collaborazione con ISTITUTO ITALIANO per gli STUDI FILOSOFICI

Napoli, Palazzo Serra di Cassano, Napoli dal 22 al 24 settembre 2017

www.Sipario.it, 25 settembre 2017

Il risorgimento napoletano, nel fermento e nella passione degli eroi che lo resero grande, rivive nella splendida cornice di Palazzo Serra di Cassano. Un appuntamento speciale non solo per i patiti di storia patria, ma per tutti gli amanti della narrazione spettacolare.
Eleonora Pimentel Fonseca/Con civica Espansione di Cuore è una rappresentazione corale, impreziosita con canzoni e coreografie che ricostruiscono l'atmosfera di un'epoca. A curare il testo e la regia di un successo che viene riproposto dopo il sold out dell'inverno 2016 (e le repliche straordinarie nel cortile del Maschio Angioino un anno fa), Riccardo De Luca. A lui la responsabilità di trascrivere per il palcoscenico i romanzi Cara Eleonora di Maria Antonietta Macciocchi e Il Resto di Niente di Enzo Striano (di entrambi alcune parti sono state tradotte in dialetto napoletano del 700); documenti tra cui Il Monitore Napoletano e il Manoscritto del processo di separazione.
La trama è incentrata sulla figura di Eleonora de Fonseca Pimentel (interpretata da Annalisa Renzulli), la cui vita viene raccontata a cominciare dall'arrivo a Napoli. Appartenente a una famiglia di origini portoghesi, la bambina (che all'approdo in città ha appena otto anni) si innamora subito della vivacità e del "caos" culturali tipicamente partenopei. L'interesse smodato per i libri e la letteratura; la coscienza civica che si alimenta e si fortifica poco a poco; gli avvenimenti che, purtroppo, compromettono la sua dimensione affettiva (la morte prematura della madre, la caccia ossessiva del padre a un titolo nobiliare che li risarcisse moralmente, il matrimonio con un uomo incapace di comprenderla e infine la perdita dei figli, uno appena nato, l'altro ancora in grembo).
Lo spettacolo ci mostra la Eleonora eroina e intellettuale della rivoluzione, ma anche la donna nella sua tragicità più intima (figlia sfortunata, moglie e madre infelice). L'anticonformista che osa parlare in pubblico come fosse un uomo e fondare giornali (ad esempio, il Nuovo Monitore Napoletano). La "stramba" che invade la casa del suo sposo di libri considerati inutili da chi la circonda. La penna colta che si rifiuta di scrivere odi e sonetti per allisciarsi il re Ferdinando e la regina Carolina. Quello che Eleonora vuole è altro, ovvero il risveglio delle coscienze: spronare il popolo alla conquista di libertà e uguaglianza. Come accade in Francia. Eleonora, rea di stato, è una nobildonna, ma non ha diritto a essere giustiziata attraverso decapitazione (come ogni altro aristocratico). Per lei c'è la forca, riservata solitamente ai poveri e ai lazzaroni che vivono per le strade della città.
Gli attori ANNALISA RENZULLI, FRANCESCA RONDINELLA, SALVATORE VENERUSO, MARIA ANNA BARBA, DARIO BARBATO, LUCREZIA DELLI VENERI (oltre allo stesso RICCARDO DE LUCA) sono bravissimi nell'alternare ai dialoghi di Eleonora canzoni della tradizione e danze popolari. La messa in scena è di grande impatto: offre al pubblico luci e ombre del Risorgimento napoletano, nella fede dei coraggiosi intellettuali e nei sogni di riscatto provenienti dalla Francia; nell'oscurità in cui brancola il popolo oppresso, ignorante e incattivito.
Eleonora Pimentel Fonseca/Con civica Espansione di Cuore è l'opportunità di rileggere una pagina di storia partenopea ricchissima, quella del 1799. Malgrado gli sforzi di alcuni valorosi intellettuali e martiri (oltre a Eleonora, basti ricordare Luisa Sanfelice e Vincenzo Russo), la sola rivoluzione mai attuata in Italia e anzi collassata nel crollo della Repubblica Napoletana.

Giovanni Luca Montanino

Ultima modifica il Martedì, 03 Ottobre 2017 20:01

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