martedì, 23 gennaio, 2018
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ELETTRA - regia Giuliano Scarpinato

"Elettra", regia regia Giuliano Scarpinato "Elettra", regia regia Giuliano Scarpinato

di Hugo von Hofmannsthal
con Elena Aimone: Clitennestra
Anna Charlotte Barbera: una serva
Lorenzo Bartoli: Egisto
Elio D'Alessandro: aio di Oreste
Raffaele Musella: Oreste
Giulia Rupi: Elettra
Eleonora Tata: Crisotemi
Francesca Turrini: la guardiana
Valentina Virando: una serva
costumi Dora Argento
luci Danilo Facco
musiche Elio D'Alessandro
video Daniele Salaris
regia, elaborazione drammaturgica: Giuliano Scarpinato
produzione, Wanderlust Teatro
www.teatrostabiletorino.it
Al Teatro Gobetti di Torino, il 9 e 10 gennaio 2017

www.Sipario.it, 12 gennaio 2017

TORINO - Nell'Europa viziosa e violenta della Belle Époque, percorsa da nazionalismo e antisemitismo, nonché da un feroce slancio colonialista, Hugo von Hofmannsthal scrive fra il 1901 e il 1903 un ripensamento della tragedia di Sofocle, sottolineando quella spirale di odio che di fatto meglio rappresentava il clima politico europeo di allora, affidando però la speranza di una possibile giustizia alla donna, il cui ruolo avviava all'epoca a definirsi in maniera più netta, stante, ad esempio, anche l'esperienza delle Suffragette. Oltre un secolo (e 2500 anni) più tardi, Elettra è un personaggio ancora strettamente attuale, simbolo della determinazione a ottenere quella giustizia che la malvagità dell'uomo spesso vorrebbe negare.
Elettra è la figlia di Agamennone, assassinato da Egisto, e di Clitennestra, complice nell'assassinio del marito, re di Micene. I due hanno anche allontanato il figlio Oreste, condannandolo a una vita di stenti, per evitare una sua possibile vendetta. Di questa missione si sente investita Elettra, e il dramma è appunto incentrato sulla sua determinazione, sull'odio che nutre per l'usurpatore e la madre consenziente. Caratteri cui si ispirerà anche Shakespeare per il suo Amleto, seppur con implicazioni esistenziali differenti. Ma questo per ricordare la straordinaria prospettiva del millenario teatro greco.
In apertura di sipario, il primo dettaglio che si scopre è apparentemente un altare, velato di bianco e con due candele ai lati. In realtà, si tratta di un'allusione, poiché non appena il sipario di apre completamente, l'altare si rivela una lunga tavola imbandita ai capi opposti della quale Egisto e Clitennestra stanno cenando, circondati dalle tre cameriere/cortigiane. Si conosce così il tono della corte, rozza e volgare, per la quale la ricchezza materiale è orpello del rango, dove il disprezzo per il giullare è un modo per ribadire il proprio potere. Dinamiche che purtroppo appartengono a tutte le epoche, e per esprimere l'universalità di questo dramma senza tempo, Scarpinato non sceglie un'epoca storica, ma si limita a suggerire tutte quelle che hanno interessato la vicenda: Egisto indossa un'antica armatura su abiti contemporanei, Clitennestra è abbigliata come una dama borghese del primo Novecento, così come le serve/cameriere; Elettra è invece avvolta in una sorta di cappotto militare, uno sdrucito abito dello stesso colore, e robusti anfibi neri: l'immagine di una guerriera espressione di una femminilità combattiva e, come vedremo, attuale.
Prigioniera nella propria abitazione, guardata con sospetto dal patrigno e dalla madre succube, Elettra è certa di essere destinata a vendicare il padre. È, con il fratello Oreste, l'unico personaggio dignitoso del dramma.
Infatti Bartoli dà con bravura vita a un Egisto rude e scurrile, per il quale la violenza senza scrupoli è un mezzo per acquisire e imporre il proprio potere; con l'assassinio di Agamennone prima, e con l'esilio comminato a Oreste e la derisione verso il giullare poi. Elena Aimone è una Clitennestra complessa e complessata: gelosa della figlia Elettra per la libertà e la forza che esprime, passiva nell'accettare la violenza di Egisto, si muove sul palco come una dama alcolizzata che ricorda la Mariagrazia de Gli indifferenti.
Eleonora Tata è Crisotemi, l'antitesi di Elettra, sorella pavida e egocentrica, interessata solo al proprio avvenire matrimoniale e preoccupata che le sue vicenda familiari le precludano i pretendenti.
Su questo scenario si muove una straordinaria Giulia Rupi, che interpreta la protagonista con particolare forza espressiva, primitiva e "animalesca" nella sua sofferenza che si sfoga nell'aperto odio per Egisto e la madre, ben conscia della missione che deve compiere per vendicare e onorare la memoria del padre. La suo violenta femminilità sembra scaturire da un acquerello giovanile di Carol Rama.
In attesa che il dramma si compia, lo spettacolo si concentra in particolare su due momenti: i confronti di Elettra con Crisotemi e con la madre. Nel primo, emerge la distanza fra le due sorelle, l'inconciliabilità del loro modo di essere, l'evanescenza di Crisotemi e la forza interiore della sorella, che sperava di trovare una complicità fraterna quando propone l'assassinio della madre e di Egisto.
Il confronto con la madre tocca toni ancora più drammatici: è lo scontro fra due astuzie femminili, giocato su allusioni più o meno scoperte, su ammissioni e minacce. Emerge una Clitennestra tormentata dalla coscienza, in cerca della pace interiore, e forse anche di un recuperato amore fra madre e figlia. Ma per Elettra tutto ciò è ormai impossibile.
Quando giunge a corte la notizia della morte di Oreste, Egisto e la servitù la accolgono con favore, mentre Elettra ne è come annientata, e Crisotemi è al solito tiepida. Tuttavia, quando poco dopo lo stesso Oreste giunge a palazzo sotto mentite spoglie e si rivela alla sorella, questa comprende come sia giunto il momento di compiere l'azione che da anni medita. L'usurpatore Egisto e Clitennestra cadono pugnalati, senza che nessuna delle "fedeli" serve provi un minimo di commozione né dolore. La catarsi è rapida, cinematografica, così come lo scorrimento dell'intero spettacolo. Compiuta la vendetta, Elettra muore, provando per la prima volta profonda felicità, all'idea che il suo destino si sia compiuto.
Il testo di Sofocle e von Hofmannsthal è universale, dalle pressoché infinite implicazioni: basti pensare che Freud elaborò la teoria del "complesso di Elettra", speculare al complesso di Edipo, con la figlia che uccide la madre per amore verso il padre. Inoltre,
L'impressione è che von Hofmannsthal abbia compiuta un'incursione anche fra le non convenzionali teorie di Otto Weininger, che nel suo controverso e sinistramente affascinante Sesso e carattere (apparso a Vienna nel 1902), descrisse, anche se indirettamente, una donna cultrice della memoria, impregnata di spirito critico e sprezzante della morte. Elektra, dallo sguardo pieno di sangue in cui l'odio scorre a fiumi, è la donna androgina, ossessionata dalla memoria e dalla vendetta, che si oppone all'ipocrisia familiare che vorrebbe invece dimenticare l'assassinio di Agamennone. Se è vero che, come ebbe a scrivere Simone Weil, "la miseria, l'umiliazione, l'ingiustizia, il senso di solitudine, d'essere preda della sventura, abbandonati da Dio e dagli uomini, non sono situazioni antiche, sono realtà di tutti i tempi...", Elettra è però una donna che rifiuta il fato e le sue leggi perverse, una donna volitiva che si inserisce nella tradizione delle "diaboliche", le donne fatali già approfonditamente ritratte da Barbey D'Aurevilly, Wilde, Beerbohm, passando per Drieu La Rochelle fino ad arrivare, (perché no), alle adolescenti puttane di Bret Easton Ellis.
Scarpinato allestisce uno spettacolo sul filo della memoria, poiché i momenti salienti sono accompagnati dalla proiezione, sullo sfondo, di spezzoni fotografici che richiamano l'infanzia di Elettra, di Oreste, momenti vissuti con la madre, il matrimonio di lei con Agamennone. Un passato puro, macchiato dal regicidio, e che Elettra intende appunto vendicare. E l'odio è visto paradossalmente anche come un sentimento di purificazione, nell'Europa del primo Novecento. Nel Duemila, la figura di Elettra può essere interpretata come il simbolo e l'auspicio del riscatto femminile contro la violenza di genere.
Meritati applausi per uno spettacolo intenso e ben recitato.

Niccolò Lucarelli

Ultima modifica il Venerdì, 13 Gennaio 2017 08:14

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