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CONCESSIONE DEL TELEFONO (LA) - regia Giuseppe Dipasquale

La concessione del telefono La concessione del telefono Regia Giuseppe Dipasquale

novità assoluta di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale
dal romanzo di Andrea Camilleri
regia: Giuseppe Dipasquale
scene: Antonio Fiorentino, costumi: Angela Gallaro
musiche: Massimiliano Pace, luci: Franco Buzzanca
con Francesco Paolantoni, Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Marcello Perracchio e Gian Paolo Poddighe,
Alessandra Costanzo, Pietro Montandon, Angelo Tosto, Franz Cantalupo, Valeria Contadino, Franco Mirabella, Raniela Ragonese, Giampaolo Romania, Sergio Seminara

Milano, Teatro Strehler dal 2 al 13 maggio 2007

Corriere della Sera, 4 maggio 2007
I personaggi di Camilleri sono divertenti ma un po' macchiette

Enormi faldoni rigurgitanti carte e polvere pronti a crollare sotto il peso di un foglio in più, sono lo spazio scenico - ideato da Antonio Fiorentino - in cui vive la commedia «La concessione del telefono» che Andrea Camilleri con il regista Giuseppe Dipasquale ha tratto dall' omonimo romanzo dell' autore empedoclino. Tra le scartoffie si aggirano personaggi - gli originali costumi sono di Angela Gallaro - travolti dalla valanga di equivoci, intrighi e complotti da loro stessi messi in atto. Motore della complicata vicenda è la richiesta di una concessione telefonica che il napoletano Pippo, abitante nella Sicilia di fine Ottocento con la moglie Taninè figlia del ricco commerciante don Nenè, marito in seconde nozze della giovane e bella Lillina, fa alla prefettura. Telefono che servirà nei piani del furbastro Pippo per fissare appuntamenti amorosi con Lillina. E la domanda di concessione scatena una serie di situazioni che si stratificano e si intersecano, protagonisti un prefetto truffaldino con la fissa del pericolo socialista, mafiosi e integerrimi funzionari, corrotti e corruttori, amanti e mogli, mariti e cornuti, padri e padrini. È un tourbillon di accadimenti e quiproquò sotto i quali si cela il peso della burocrazia, della mafia e del perbenismo. Una commedia che la regia spinge decisamente sul piano della farsa e che gli attori interpretano con visibile divertimento. Una farsa e una recitazione cui ogni tanto manca la misura e i personaggi diventano macchiette che suscitano un riso meccanico e il disegno di fondo si appanna. Uno spettacolo comunque divertente e nella nutrita compagnia di bravi attori vanno segnalate le prove di Francesco Paolantoni (nella foto, al centro), un Pippo opportunista che «tira a campare» al meglio, del poliedrico Pippo Pattavina e del più raffinato ma non meno divertente Tuccio Musumeci, di Alessandra Costanzo e di Gian Paolo Poddighe. LA CONCESSIONE DEL TELEFONO Teatro Strehler, fino al 13 maggio

Magda Poli

Ultima modifica il Lunedì, 12 Agosto 2013 08:32

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