martedì, 23 aprile, 2019
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COLPO DI SCENA - di e con Carlo Buccirosso

"Colpo di scena", di e con Carlo Buccirosso. Foto Gilda Valenza "Colpo di scena", di e con Carlo Buccirosso. Foto Gilda Valenza

Scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale,
Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Giordano Bassetti,
Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli, Roberta Gesuè

scene Gilda Cerullo e Renato Lori
musiche Paolo Petrella
aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
Teatro Orfeo – Taranto 22 marzo 2019

www.Sipario.it, 27 marzo 2019

Un "colpo di scena" non proprio "colpo di scena" si può definire l'ultima fatica teatrale scritta, diretta e interpretata dall'abilissimo attore napoletano Carlo Buccirosso, celebre innanzitutto per essere stato componente di uno dei più potenti trii comici della storia del teatro italiano (con Salemme e Casagrande); e successivamente per aver interpretato magistralmente complessi ruoli nelle pellicole del regista premio Oscar Paolo Sorrentino. Un "colpo di scena" mancato in riferimento all'epilogo dell'opera, che depone più che altro la soluzione drammaturgica, non su una vera e propria "sorpresa", ma su una soluzione alternativa risolutiva abbastanza "classica" ... che ovviamente non sveleremo, ma che comunque non rappresenta un vero e proprio "colpo di scena" sulla quale tanto il titolo dell'opera (e l'autore) punta.
Eduardo Piscitelli (Buccirosso), rigoroso vice questore di un classico commissariato di provincia, "inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati", tra i tanti fatti e fattacci che vede sfilare presso il suo ufficio, dimostra di essere fortemente incaponito con uno in particolare: quello inerente a tal Michele Donnarumma (Gennaro Silvestro), presunto stupratore e uomo dalle facili azioni violente. L'incaponimento di Piscitelli nei confronti di Donnarumma si dimostrerà "cronico" per vari motivi ... e metterà in dubbio sempre di più (a questo punto) le reali convinzioni che Piscitelli prova nei confronti di legge e giustizia, quelle convinzioni che abbondantemente sbandiera nel primo atto. Il testo, infatti, tra le tante tematiche, "sembra" poni alla base l'intenzione per una particolare riflessione sulla questione "violenza sulle donne" ... ma il tutto passa poi inevitabilmente in secondo luogo perché sovrastato dal personale astio che il vice questore palesa nei confronti dello sbandato e ladro Donnamurra; tanto da malmenarlo, insultarlo, e puntargli a più riprese la pistola alla tempia. Il reato di violenza sessuale che si accusa a Donnarumma, provocata nei confronti della neurologa Cuccurullo, rappresenterà vanamente per Piscitelli il movente che potrebbe incastrare il perfido violentatore, ed arrestarlo finalmente a pieno titolo. È la soluzione finale che, invece di rappresentare un vero e proprio "colpo di scena", darà, perlomeno, totalmente ragione alle convinzioni del vice questore.
Un testo particolare quindi, ma assolutamente gradevole. Dai tempi serrati e dall'ineccepibile rispetto ritmico. Vuoti in scena nemmeno a pagarli, perfetti fin dall'inizio. Roboanti in ogni parte le risate che genera il testo e la svelta verve comica di Buccirosso ... che forse in alcuni tratti stona addirittura, distorcendo la palese intenzione drammatica che l'autore vuole inserire in determinati momenti. La battuta comica, in alcuni tratti dell'opera, si sarebbe potuta sottrarre? O è il pubblico che, come spesso accade, in occasione di una serata con un noto attore comico, premeditatamente, ride anche nei momenti drammatici guastandoli? ... può capitare! Fatto sta che la risata non è davvero mai assente, e i toni "polizieschi" (nel caso in cui realmente ci fossero) vanno a farsi benedire.
Non si può che lodare ovviamente la preparatissima posizione di Buccirosso: un fiume in piena di parole, battute e "carrettelle" da grande teatrante, che ti conducono sempre all'apice di una battuta costruita con dettaglio e che quasi mai nasce senza una ben precisa costruzione, con un incipit meticolosamente assemblato. Altro aspetto interessante è che, tramite la sua scrittura, sempre trova il modo di "sbeffeggiare" vizi e virtù italiane, paradossi e assurdità politiche. La cadenza napoletana, asso nella manica di chi ha ben inteso quanto la potenza delle sfumature dialettali in una battuta mai potranno essere eguagliate da quelle di una in italiano in perfetta dizione, non rappresenta la caratterizzazione della pièce; semplicemente è quell'ingrediente in più che rinfresca e la fa "frizzare". La stessa praticità scenica e dialettica che caratterizza Buccirosso, la troviamo, giustamente, in tutta la sua impeccabile firma registica e drammaturgica; alcuni ruoli secondari, per esempio, sembrano recitare sempre la stessa caratterizzazione logica ... nel senso che: una battuta o un dialogo in "stile Piscitelli" e facilmente riscontrabile in qualsiasi altro personaggio, e questo appiattisce qualche caratterizzazione. Perfetti comunque tutti gli altri attori, che tengono i tempi di Buccirosso orbitandogli intorno senza difficoltà e affanni. A parte la "cadenza" che qualche attor giovane ancora non riesce a "naturalizzare", steccando con chi perfettamente finge la realtà in scena da bravo attore ... ma la compagnia è certamente vincente, serrata e coesa.
Nulla da dire sul disegno luci e sulle scenografie, interagenti con gli attori come fossero il secondo protagonista: semplice ed essenziale nel primo atto, complessa e dinamica nel secondo. Ecco, queste sì! Se c'è un vero "colpo di scena" lo fanno le scenografie.
Buccirosso, in fine, non delude perlomeno le aspettative comiche. Un vero professionista circondato da una perfetta squadra. Il suo teatro lo si può tranquillamente collocare oggi tra le opere di drammaturgia "modera", quelle che partono dalla tradizione ma che si contaminano in perfetta simbiosi con modi di fare e atteggiamenti d'oggi ... tra questi, purtroppo, a darne vita, quell'ormai certo e particolare "modo di recitare" che sta accomunando un po' tutto il teatro nazionale di nuova generazione, appiattendolo. Intorno a bravi attori (come Buccirosso) giovani e meno giovani che proprio ... non ce la fanno!

Valerio Manisi

Ultima modifica il Martedì, 02 Aprile 2019 07:49

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