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COSÌ PARLÒ BELLAVISTA - regia Geppy Gleijeses

"Così Parlò Bellavista", regia Geppy Gleijeses "Così Parlò Bellavista", regia Geppy Gleijeses

tratto dal film e dal romanzo di Luciano De Crescenzo
Adattamento teatrale di Geppy Gleijeses
Regia | Geppy Gleijeses
Scene | Roberto Crea
Musiche | Claudio Mattone
Costumi | Gabriella Campagna
Luci | Luigi Ascione
con Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo, Patrizia Capuano
e Gianluca Ferrato (Cazzaniga)
e con Elisabetta Mirra, Gregorio De Paola, Agostino Pannone, Ester Gatta, Brunella De Feudis
In occasione del 90° compleanno di Luciano De Crescenzo
e ricordando Riccardo Pazzaglia
Napoli, Teatro San Carlo 26 settembre 2018

www.Sipario.it, 29 settembre 2018

Bellavista Parlò, Geppy Gleijeses lo porta a teatro

L'errore più grande che si possa commettere quando un regista decide di realizzare una trasposizione teatrale di un grande successo cinematografico è quello di fare continui confronti tra loro durante la sua visione perché esistono dei codici di comunicazione molto diversi. È questo quello che deve tenere a mente lo spettatore che deciderà di andare a vedere la versione teatrale di "Così parlò Bellavista" di Luciano De Crescenzo, fresco 90enne che ancora oggi dispensa con la sua solita ironia e semplicità pillole di saggezza. Il merito di questa novità teatrale, che nasce proprio in occasione del 90° compleanno di De Crescenzo ed in ricordo di Riccardo Pazzaglia l'uomo del cavalluccio rosso, va a Geppy Gleijeses che, a parte interpretare il ruolo del professor Bellavista, firma anche la regia, ma anche ad Alessandro Siani, che da qualche anno accarezzava l'idea di questo spettacolo e, dopo diverse consultazioni anche con l'autore, è riuscito a realizzarlo. Sul palco del Teatro San Carlo di Napoli è andata così in scena la prima nazionale dello spettacolo tra la grande curiosità di coloro che hanno apprezzato le gesta del famoso condominio napoletano. A parte Gleijeses, che nel film interpretava Giorgio il genero del professor Bellavista, c'è solo Casillo nelle vesti dello stesso personaggio interpretato nel film ovvero Salvatore il vice sostituto portiere del grande palazzo di via Foria, con i suoi incroci di scale e le sue prospettive, dove si svolgono le vicende. Oltre loro ritroviamo la moglie Maria interpretata da Marisa Laurito, grande amica di De Crescenzo, Rachelina la loro collaboratrice domestica interpretata da Nunzia Schiano nella duplice veste anche della giocatrice del bancolotto come Salvatore Misticone che interpreta non solo il cavaliere ma anche il signore del cavalluccio rosso, core 'ngrato e l'avvocato Russo. E poi ancora la figlia, il genero e tanti dei personaggi presenti nella pellicola e naturalmente il dottor Cazzaniga che arriva da Milano e pretende di far rispettare le regole con il grande disappunto di tutti gli inquilini, salvo poi essere il risolutore della questione principale che attanaglia i protagonisti. Sul palco dunque si svolge un racconto veloce e pieno di quadri che si aprono e chiudono in uno stile veloce ma efficace lasciando invariate, per fortuna, le frasi e le gag più celebri e che ancora oggi fanno parte della tradizione napoletana, come la famosa imprecazione di Rachelina contro la lavastoviglie che non "non vuole funzionare" o ancora "l'abbonamento addu Natasha" invece di spendere soldi per la droga come suggerito da Salvatore o allo "strunz" che rivolge a Saverio per poi rispondergli, quando lui gli chiede se si riferisca a lui, "tu nun ce stiv" fino alle continue citazioni poetiche di Luigino! Al centro dello spettacolo un omaggio a Pazzaglia, coautore del film del 1984, con la scena del cavalluccio che si svolge in sala e con il coinvolgimento del pubblico che ogni tanto chiede "scusate ma cosa è accaduto?". Insomma uno spettacolo che vale la pena di vedere ed assaporare perché i punti cardini del romanzo e poi film di De Crescenzo rimangono intatti, lo scrittore ha saputo raccontare con i suoi romanzi e film la Napoli vera con i suoi pregi ed i suoi difetti senza mai scendere nello stereotipo acchiappa consensi o nelle banalità che taluni autori e registi continuano a propinare ancora oggi. La bravura degli attori non si discute facendo parte della vecchia scuola napoletana che ancora oggi ha molto da insegnare alle nuove generazioni! L'emozione infine che il regista ha potuto provare nel portare in scena un grande successo, che lo vide alle prime apparizioni sul grande schermo ed oggi lo consacra un protagonista della scena teatrale italiana, la può conoscere solo lui a noi però quella partecipazione emotiva è pervenuta positivamente e anche se oggi "non è piú quel tempo e quell'età" è rimasta in lui sicuramente la grande passione verso un arte immortale.

Simona Buonaura

Ultima modifica il Domenica, 30 Settembre 2018 06:41

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