lunedì, 10 dicembre, 2018
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BLOOM'S DAY - regia Claudio Collovà

"Bloom's day", regia Claudio Collovà "Bloom's day", regia Claudio Collovà

di Claudio Collovà

con Sergio Basile
Scene e costumi Enzo Venezia

musiche Giuseppe Rizzo

luci Pietro Sperduti

prodotto dal Teatro Argot di Roma

in scena al Teatro Savio di Messina il 3 aprile 2016

www.Sipario.it, 4 aprile 2016

E' da una decina d'anni che Claudio Collovà ruota attorno al pianeta dell'Ulisse di Joyce. Edificando le sue regie sui personaggi emblematici del romanzo più conosciuto e meno letto della letteratura internazionale, forse per la sua pazzesca punteggiatura, forse per il suo modo labirintico di procedere tra le tante location della città di Dublino. Ma volendo il lettore ritornare a ri-leggerlo, tenga presente che trattasi d'un romanzo di avventure urbane che ha per protagonisti due uomini: uno più maturo Leopold Bloom, trafficante semita vagabondo, che impersona l'Ulisse del poema e l'altro più giovane, inquieto intellettuale e Stefano Dedalus, che raffigura Telemaco. Due figure complementari in quanto Bloom cerca il figlio che gli è morto quando aveva 11 anni, Dedalus cerca il padre per equilibrare i sui vuoti mentali. Le avventure cui vanno incontro i due personaggi si svolgono nel giro di una giornata, dall'alba alla notte, e ogni ora ha il suo episodio corrispondente a un canto dell'Odissea. Adesso quest'altro spettacolo, Bloom's day (Il giorno di Bloom) presentato da Collovà nel Teatro Savio di Messina e prodotto dal Teatro Argot di Roma, è incentrato sull'infedeltà di Molly, cantante lirica e moglie di Bloom, il quale gravato da questo rovello vaga tutto il giorno per Dublino cercando di capire perché la moglie ha per amante un'altra donna di nome Marta, alla quale scrive lettere infocate con lo pseudonimo di Henry Flower. Quando gli spettatori entrano in sala, il corpo di Molly, dormiente o morta come l'Ofelia preraffaellita ricoperta di rose e fiori di Millais o come un fercolo d'una santa in processione, è situato nel centro della scena. Le luci sono basse e un suono greve e continuo accompagnerà l'azione per tutti i 60 minuti dello spettacolo. Giunge Bloom in bombetta, quello che Sergio Basile veste impeccabilmente, simile a quegli omini di Magritte che vagolano in lungo in alto e in largo. In realtà la sua Molly e viva e vegeta. E' la sua mente, forse, che vorrebbe vederla morta nel giorno del suo funerale. Bloom-Basile mangiucchia qualcosa, ricordando come la sua Molly ami fare colazione al mattino con pagnottelle calde, croste imburrate e thè, dialogando con quel manichino, in realtà solo monologando, incuriosito d'osservare col cannocchiale le donnine che può scorgere dietro le persiane. Parla Bloom senza sosta, spazzolando i capelli a quella bambola, scovando tra le coltri un paio di lettere della moglie che legge ad alta voce e soffermandosi in particolare ad esaminare il significato della parola metempsicosi. Poi Bloom fa pure i suoi bisogni in scena leggiucchiando un giornale e sfoderando con un aplomb tutto english delle massime del tipo "la gente ama il povero pur sapendo che conta il ricco" oppure "dove c'è del fumo potrebbe esserci del salmone affumicato". Si riposa Bloom, vedendosi poi in video beatamente immerso in una vasca da bagno con lui che si getta in testa dell'acqua calda fumante, e riflettendo ad alta voce sul essere ebreo, del resto come tanti illustri personaggi come Mendelsohn, Marx e tanti altri. Chiudendo infine bellamente sfoderando un paio di acrostici come IHS (Io ho sofferto) o INRI (Il nostro re inchiodato). Questo l'intenso spettacolo di Collovà all'interno della rassegna "Atto unico, Scene di vita , Vite di Scena".-

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Venerdì, 08 Aprile 2016 06:37

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