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BRACHETTI, CIAK SI GIRA! - regia Arturo Brachetti

Brachetti, ciak si gira! Brachetti, ciak si gira! Regia Arturo Brachetti

di e con Arturo Brachetti
regia di Serge Denoncourt
produzione Murciano
Iniziative in collaborazione con Just Pour Rire France
al teatro Ponchielli (Cremona) dal 16 al 17 novembre 2010

www.Sipario.it, 18 novembre 2010

Alla fine Arturo Brachetti in frak bianco ringrazia Fellini, Rossellini, Chabrol, Lang e Spielberg, la camminata di Totò e le tette di Litz Taylor, le gambe della Dietrich e i baffi di Groucho Marx, i bambini di Truffaut, e i silenzi di Bergman insieme alla bicicletta di E.T, della Vita è bella e di Ladri di biciclette. Come dire senza di loro avremmo meno sogni, avremmo meno mondi possibili in cui fare abitare i nostri desideri come le nostre paure. Ed è proprio al grande schermo e alla sua forza fascinatoria, quasi magica che Arturo Brachetti, il Peter Pan del trasformismo, il Fregoli del teatro italiano dedica il suo onemanshow, Brachetti, ciak si gira!, riprendendo in parte alcuni numeri del passato Brachetti in tecnicolor, ma sostanzialmente inventandosi un suo personale e autobiografico viaggio nel mondo in celluloide. L'attore che sembra un fumetto, sostenuto dai suoi mille costumi, da un video che gli costruisce intorno un mondo, costringe tutti a restare a bocca aperta e impone la fatica — piacevolissima — di seguire le sue mille trasformazioni: dall'omaggio al Nosferatu di Murnau all'Esorcista per arrivare ad uno straziante centone sul grande cinema di Fellini col Rex di Amarcord che appare in tutta la sua imponenza. Nella prima parte Arturo Brachetti coniuga la sua passione per il cinema con dettagli autobiografici, pretesto narrativo forse un po' macchinoso, ma che gli offre il la per mostrare le sue doti di illusionista. Il multiforme ego espanso di Brachetti si rispecchia così in tutti i suoi cari ed anche nei miti di Zorro, i Moschettieri, Tarzan, Mary Poppins conosciuti negli anni della tv in bianco e nero, prima ancora che sul grande schermo. Maestro di ombre cinesi – bellissimo e struggente il cammeo ad un'arte antica esempio di protocinema .- e ovviamente uomo dai mille volti, proprio come quel Lon Chaney, star del cinema degli albori cui rende omaggio, Brachetti è un'esplosione di citazioni ora irriverenti ora malinconiche, è uno, nessuno e centomila, soprattutto nella seconda parte dello show in cui il racconto biografico lascia il posto alle sole e bellissime citazioni cinematografiche di stampo hollywoodiano, dai classici Cantando sotto la pioggia o Cabaret, allo Squalo da Casablanca per arrivare a Via col vento senza dimenticare i più recenti Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Shrek, ma anche 007 e 2001 Odissea nello spazio e naturalmente Biancaneve oppure lo struggente Charlot. Recuperando pezzi del suo precedente show Brachetti in Tecnnicolor (di oltre dieci anni fa) e aggiungendone di nuovi, questo Brachetti, ciak si gira! — all'inizio della lunga tournée che a fine anno lo porterà alle Folies Bergères a Parigi, è una variazione sul tema, è un viaggio in tecnicolor fra i fantasmi del grande schermo, è un monologo sulla convinzione che l'unico nostro limite sia l'immaginazione, come diceva Fellini. Arturo Brachetti incarna la voglia stessa di magia, anzi dà azione alle immagini inseguendo i fantasmi della fantasia e si dimostra l'attore di razza che è. Forse lo spettacolo in sé abbisogna di rodaggio, deve trovare ancora il ritmo giusto, soprattutto nella prima parte, ma Brachetti è un mago e la sua arte regala una festa vera e propria, un esercizio per l'intelligenza, un viaggio elegante e a tratti poetico nel mondo scaturito dall'invenzione dei fratelli Lumière... Vedere per credere ed emozionarsi.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Venerdì, 09 Agosto 2013 06:48

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