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BESTIA SULLA LUNA (UNA) - regia Andrea Chiodi

Elisabetta Pozzi e Fulvio Pepe in "Una bestia sulla Luna", regia Andrea Chiodi Elisabetta Pozzi e Fulvio Pepe in "Una bestia sulla Luna", regia Andrea Chiodi

di Richard Kalinoski
traduzione di Beppe Chierici
regia di Andrea Chiodi
con Elisabetta Pozzi, Alberto Mancioppi, Luigi Bignone
scene di Matteo Patrucco, luci di Cesare Agoni
costumi di Ilaria Ariemme, musiche di Daniele D'Angelo
produzione Centro Teatrale Bresciano e Fondazione Teatro Due di Parma
al teatro Santa Chiara – Mina Mezzadri, 2 dicembre 2017

www.Sipario.it, 19 dicembre 2017

Un interno borghese disegnato da praticabili bianchi, un tavolo, una foto appesa alla parete, un attaccapanni: uno spazio sospeso in un tempo assoluto. E' questa la cornice in cui si svolge Una bestia sulla Luna di Richard Kalinoski, un lavoro che conquista pian piano, che sa coniugare storia privata con la grande storia. Sullo sfondo c'è il genocidio del popolo armeno, in primo piano la vicenda intima che lega Aram (Fulvio Pepe) e Seta (Elisabetta Pozzi), giovane armena come lui, sposata per procura e da cui vuole ostinatamente un figlio che non arriva. La storia dei due è raccontata da quel figlio ormai grande e adottato (Alberto Mancioppi) che nello svolgersi della vicenda è Vincenzo, scugnizzo italiano (Luigi Brignone). La voglia di ricostruirsi una vita e la necessità di non perdere la storia da cui si proviene convivono nella freddezza calcolata di Aram e nel darsi di Seta, coesistono sofferte nel dolore dell'uomo e nella sottomissione della donna, un donarsi anacronistico ma carico di passione che finisce con l'abbattere il muro di rabbia e solitudine dell'uomo. Le radici di una terra lontana, il peso della violenza subita e della fuga, la voglia di ricominciare e il timore di non riconoscersi più fanno della storia di Aram e Seta una vicenda che si dipana lentamente, che chiede allo spettatore la pazienza dell'ascolto e di farsi guidare. E' questa una bella sensazione che si fa spazio a poco a poco e che coinvolge chi guarda. Per far ciò è necessario che gli attori smettano di fare gli attori, è necessaria una recitazione in levare, essenziale, pulita, come essenziale e funzionale è lo spazio scenico inventato da Matteo Patrucco. La regia di Andrea Chiodi è raffinata e acuta, intelligente e misurata e quando Elisabetta Pozzi trova la giusta misura insieme a Fulvio Pepe tutto funziona, convince, così pure è in sintonia con i due protagonista Luigi Bignone; del tutto fuori registro Alberto Mancioppi così come il suo ruolo di contrito narratore, superfluo alla narrazione. La storia – per la strana alchimia che si crea quando quella naturalezza controllata degli attori prende il sopravvento - risucchia lo sguardo e l'attenzione dello spettatore che vive, soffre, gioisce del riscatto e del compimento d'amore di quella coppia armena in cerca di una loro armonia in cui amore e dolore, passato e fame di domani si compiono nel presente della storia vissuta. Assistendo a Una bestia sulla Luna si avverte il piacere di accoccolarsi in salotto, farsi raccontare una storia non per distrarsi, non per svagarsi ma per conoscere la vita vissuta, le passioni nate, cresciute e compiute all'ombra della Storia in cui anche una tragedia come il massacro degli armeni può diventare il drammatico punto di partenza per una vita rinnovata nell'amore e nella voglia di non darsi per vinti. Tutto questo regala la mano felice del regista Andrea Chiodi e la prova di Pozzi e Pepe che quando trovano il tono giusto per essere colpiscono nel segno ed emozionano. E tutto ciò non è poca cosa... anzi.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Martedì, 19 Dicembre 2017 20:01

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