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BIRRE E RIVELAZIONI - regia Tony Laudadio

"Birre e rivelazioni", regia Tony Laudario. Foto Marco Ghidelli "Birre e rivelazioni", regia Tony Laudario. Foto Marco Ghidelli

atto unico in otto birre
scritto e diretto da Tony Laudadio
con Andrea Renzi e Tony Laudadio
direzione tecnica: Lello Becchimanzi
suono: Daghi Rondanini
scene e costumi: Barbara Bessi
produzione: Teatri Uniti
Milano, Piccolo Teatro Studio Melato dal 22 novembre al 4 dicembre 2016

www.Sipario.it, 29 novembre 2016

Intelligente idea quella di mettere a confronto due colonne dell'educazione dei giovani: un genitore e un professore di un liceale nell'anno della maturità, quindi sul punto di concludere quel corso di studi che suggella l'adolescenza (età sicuramente difficile e piena di titubanze e di coraggio) iniziandolo - direttamente o indirettamente attraverso la scelta successiva di lavorare o di continuare a studiare - alla vita adulta, fatta di responsabilità, impegni e decisioni 'sbocciati' da un 'io' che diviene sempre più autonomo, anche in virtù dell'aiuto ricevuto in casa e a scuola.

Compiti difficili e delicati, quindi, quelli della famiglia e della scuola cui sono richiesti buon senso, competenza, preparazione, sensibilità... oltre a infinite altre doti che vivaddio nessuno possiede in toto per cui ciascun giovane cresce formandosi - chi prima, chi dopo - una propria personalità attraverso infiniti dubbi e altrettante certezze per arrivare a essere anche come i due personaggi in scena nella pièce.

Da una parte un birraio titolare di un piccolo esercizio commerciale che gli dà una certa sicurezza economica, una competenza dignitosa nel settore e l'idea di avere un ruolo oltre a quello di marito forse più o meno fedele e di probabile 'cacciatore di donne', insomma un uomo qualunque in attesa di vedere crescere il figlio per farne un 'compagno' di avventure, dall'altra un professore di una materia impegnativa e importante come l'italiano che permette di penetrare, scavare e intuire nell'animo di ciascuno dei propri allievi più di qualsiasi altra disciplina.
Ebbene costui capita nella birreria del padre di un suo alunno che pur assente diventa, anzi è il vero protagonista del lavoro teatrale attraverso il ritratto delineato dai racconti scanditi da otto birre che sciolgono i nodi inibitori aiutando i due a disvelarsi reciprocamente.

Ne derivano otto quadri ritmati dagli otto boccali che i due bevono insieme dal momento in cui sciolgono il ghiaccio dando inizio a un conoscersi che si dipana lentamente mettendo a nudo i veri volti e i problemi più profondi.

Se del giovane viene messa in luce l'incertezza della crescita e del trovare una propria identità sessuale, fatto non raro in quell'età in cui si imparano a conoscere pulsioni del corpo e dell'anima spesso confidate ad altri, non ai parenti ritenuti - a volte con ragione - non all'altezza e/o in grado di capire, è anche vero che un insegnante non è un genitore, né un confessore e in caso divenga depositario di 'incertezze' dovrebbe avere il buon gusto di rimanere super partes sia esso di sesso uguale o diverso e in presenza di possibili empatie dovrebbe tenerle ben celate almeno finché il giovane non abbia terminato il rapporto scolastico.

Quindi recarsi dal padre e insinuare una certa verità pur se legittima non depone a favore di quel docente che in tale modo toglie per egoismo e per una sorta di crudeltà revanchista serenità al padre e in particolare al figlio in un momento impegnativo della sua esistenza: pare quasi che essendo frustrato a causa delle continue e crudeli umiliazioni subite per avere manifestato le proprie scelte in fatto di sessualità e della conseguente solitudine debba vendicarsi anche se inconsciamente sugli altri per quanto ha subito e questo è tristemente squallido e desolante.

Così in questa pièce in grado di coinvolgere il pubblico per le verità che pian piano emergono anche grazie all'ottima recitazione dei bravissimi Andrea Renzi e Tony Laudadio può succedere che si finisca con il simpatizzare con quel padre - che ha tanto divertito la parte più giovane del pubblico - ignorantone e un po' buzzurro che non ha né compreso, né approfondito le problematiche del proprio pargolo, ma risulta vittorioso per quel sacrificio che avrebbe compiuto spinto da un insegnante che sebbene si riscatti nel finale pare di scarsa dignità umana e professionale.

Lo spettacolo ha sicuramente il grande pregio di mettere in evidenza un'infinità di problemi offrendo la possibilità di diverse chiavi di lettura tra cui quella del difficile rapporto tra famiglie e scuola, spesso uno scontro in cui molti padri e madri pretendono di fare i professori e questi tendono a sostituire quei genitori occupati più a gratificare di benefici materiali i poveri figli torturati a scuola che a educarli.
I buoni risultati derivano dalla collaborazione di ruoli diversi connotata da reciproca fiducia e non dalla loro confusione che genera soltanto adulti insicuri.

La pièce ha infine il pregio di mettere in risalto il potere conviviale di una bevanda antichissima come la birra, raramente protagonista sul palco e sovente compagna 'rigenerante' di tante solitudini.
Per tutti questi motivi merita di essere vista e letta secondo l'ottica di ciascun spettatore che troverà sicuramente il modo di riflettere divertendosi sull'insipienza degli uomini e di intenerirsi per le umane debolezze.

Wanda Castelnuovo

Ultima modifica il Domenica, 11 Dicembre 2016 09:46

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