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ASSASSINE - regia Manuel Renga

"Assassine", regia Manuel Renga "Assassine", regia Manuel Renga

di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Monica Faggiani, Paola Giacometti, Elena Ferrari, Silvia Soncini, Chiara Anicito
assistente alla regia Alessandro Sgamma
scene Brein, Martina Lazzarini, Linda Riccardi
luci Alessandro Tinellicostumi DassùYAmorosomusiche Francesco Lori
trucco e acconciature Francesca Giacovelliideazione grafica Alessandra Cirillo
produzione Teatrouvaille
Milano, Teatro Libero dal 14 al 21 ottobre 2014

www.Sipario.it, 26 ottobre 2014

Omicidio come una delle belle arti

Il diavolo si nasconde nei dettagli, e talvolta anche nella banalità delle situazioni. Cinque donne, diverse per età e temperamento, eppure tutte accomunate ad unico destino: la lunga permanenza, in sala prove, per allestire il progetto teatrale sulle "assassine", disertato alla vigilia della prova decisiva, dal regista.

Nemesi di quattro assassine seriali indotte, per contrappasso, a provocare la nemesi di una aspirante omicida seriale "l'angelo della morte" o prova di resistenza, di cinque esseri umani indifesi, posti di fronte al libero arbitrio: seguire il destino del proprio alter ego teatrale o ritrovare la propria identità ...

Tranche de vie, analizzata, con occhio freddo da entomologo, dalla penna acuta di Tobia Rossi e dalla brillante messa in scena di Manuel Renga: in perfetto equilibrio fra desiderio di catarsi e accenti autenticamente ironici. Amore, rabbia e delusioni si legano - a doppio filo - alle passioni carnali e sanguinarie dei personaggi rappresentati nei monologhi.

Omicidio è donna ...

Idealizzazione atavica, della donna come portatrice di vita in netta contrapposizione con l'istinto morte. Tobia Rossi sfida idee preconcette per raccontare il "lato oscuro dell'animo femminile". Attraverso memorie e dettagli storici, la vita di cinque assassine ... autentici miti sanguinari che hanno scelto di seguire la propria inclinazione al male.

Elizabeth Bathory la "Contessa sanguinaria". Il suo fascino e la fama dei suoi efferati omicidi compiuti, per scongiurare la minaccia del decadimento e la conquista crudele di una immortalità terrena. La sfida più grande di Monica Faggiani ... Controbilanciare la natura crudele delle azioni attribuendo un lato frivolo e ironico alla dama sanguinaria.

La storia di Belle Guinness Una sorta di Landru al femminile ... ma anche il rovesciamento di una logica che vede la donna vittima, per elezione, di ogni genere sopruso da parte dell'uomo. Una Elena Ferrari spaccata in due fra il piano della finzione teatrale, vissuto nei panni di "Belle", e il buonismo radical chic dell'interprete. Mediocrità e ideali, destinati a mescolarsi, confondersi, per poi creare l'alibi di una reazione sacrosanta ad una violenza virtualmente commessa.

Leonarda Cianciulli storia di una maternità ripetutamente frustrata: diciassette gravidanza e solo quattro portate a termine. Crudele accanimento e il pegno di vite da offrire in cambio della felicità. Un caso che ha conquistato le cronache giudiziarie di Correggio ed anche l'immaginario di Silvia Soncini. il personaggio scelto per cultura e tradizione e reso, attraverso un monologo crudele, in perfetto equilibrio fra concretezza femminile e pensiero magico.

Ilse Koch vita tra crudeltà e sete di potere.

I delitti della "strega", commessi nel campo di sterminio di Buchenwald con l'appoggio del marito Otto Koch, le hanno valso la nomea di Iena di Buchenwald. Un potere di vita e di morte esercitato su altri esseri umani. Il monologo riassume la quintessenza di una professione di devozione al sadismo e all'annientamento di ogni residuo di umanità nelle proprie vittime. Ottima la resa, per Paola Giacometti, del profondo conflitto tra la fragilità della donna ingannata e il sadismo sicuro e perverso del personaggio interpretato in scena.

La morte pietosa

La scelta dell'angelo della morte è, per quanto riguarda Chiara Anicito, una contro scelta. Testimone e bersaglio delle provocazioni delle quattro assassine si rivela doppiamente vittima anche nel gioco metateatrale. Bersaglio degli strali delle compagne di lavoro per, una avvenenza ed una giovinezza da scontare, ed un destino di "assassina" scelto per sfuggire alla mediocrità ed entrare nel novero dei carnefici.

Un week end da "assassine"

Un valore aggiunto, alla riuscita della serata, è stato l'incontro con la criminologa Cinzia Mammoliti. Pareri e confronti con gli attori per capire ed esorcizzare le dinamiche fortemente contrastanti della pièce. Niente di più illusorio pensare: quanto sia radicato, in ognuno di noi, il confine tra equilibrio e follia.

Francesca Bastoni

Ultima modifica il Domenica, 26 Ottobre 2014 21:12

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