giovedì, 23 novembre, 2017
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ALICE UNDERGROUND - regia Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

"Alice underground", regia Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. Foto Luca Piva "Alice underground", regia Ferdinando Bruni e Francesco Frongia. Foto Luca Piva

da Lewis Carroll
scritto, diretto e disegnato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
scene e costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
direzione e arrangiamento delle canzoni Matteo De Mojana
con Elena Russo Arman, Ida Marinelli, Umberto Petranca e Matteo De Mojana
luci di Nando Frigerio
suono e programmazione video Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell'Elfo
Teatro Duse dal 24 al 29 gennaio 2017, Genova

www.Sipario.it, 1 febbraio 2017

La peculiarità di Alice Underground, nella versione del Teatro dell'Elfo datata 2012, è rappresentata dal carattere visionario di oltre trecento preziosi disegni di Ferdinando Bruni, animati da Francesco Frongia e proiettati sulla quinta neutra che costituisce lo scarno spazio scenico dello spettacolo. Una quinta dotata di oblò e porte scorrevoli, che consentono agli interpreti di comparire e scomparire in scena in modo funzionale alle proiezioni: boschi psichedelici, alberi dotati di vita propria e luoghi in cui Alice sfida le regole logiche di Spazio e Tempo del mondo di Carroll. La interpreta Elena Russo Arman in vestitino e scarpe da ginnastica, un po' donna e un po' bambina, "un'età scomoda".
L'effetto teatro-cartoon del lavoro di Frongia&Bruni è un banco di prova per gli attori, chiamati a lavorare in sinergia con la vocazione cinematografica dello spettacolo senza apparirne in competizione e senza soccombere al ritmo impresso dalle immagini. Marinelli, Petranca e, soprattutto, De Mojana, anche ottimo cantante, hanno la capacità di rendere in modo convincente i quasi trenta personaggi che ruotano intorno ad Alice, come prodotti dal puro caso, come in un sogno o in un incubo. La musica cantata, e a volte suonata, dal vivo su temi tratti soprattutto da Beatles e Rolling Stones, riporta su un piano più emotivo e meno tecnologico il delicato equilibrio della messa in scena.
Tuttavia l'effetto dei quadri accostati uno di seguito all'altro rischia di rendere gravosi i novanta minuti di durata, nascondendo dietro l'apparenza di una solida struttura drammaturgica, una tendenza alla ripetizione ed alla ridondanza, evidente punto debole dello spettacolo.

Massimo Milella

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Febbraio 2017 12:05

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