lunedì, 10 dicembre, 2018
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VOIX HUMAINE (LA), CAVALLERIA RUSTICANA - regia Emma Dante

Anna Caterina Antonacci in "La Voix Humaine", regia Emma Dante. Foto Massimo Franceschini, Fondazione Haydn Anna Caterina Antonacci in "La Voix Humaine", regia Emma Dante. Foto Massimo Franceschini, Fondazione Haydn

La Voix humaine
Francis Poulenc
Libretto di Jean Cocteau tratto dalla sia Pièce omonima
Prima rappresentazione 6.2.1959 Thèatre nazional de l'Opera Comique, parigi
Interprete
Elle Anna Caterina Antonacci

Cavalleria rusticana
Pietro Mascagni

Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Tratto dalla novella omonima di Giovanni verga
Prima rappresentazione 17.5.1890 Teatro Costanzi di Roma
Interpreti
Santuzza Teresa Romano
Turiddu Angelo Villari
Alfio Mansoo Kim
Mamma Lucia Giovanna Lanza
Lola Francesca Di Sauro
DIRETTORE Francesco Cilluffo
REGIA Emma Dante
SCENA Carmine Maringola
COSTUMI Vanessa Sannino
LUCI Cristian Zucaro
COREOGRAFIA Manuela Lo Sicco
CORO OperaLombardia
MAESTRO DEL CORO Diego Maccagnola
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direzione musicale di Francesco Cilluffo. Regia di Emma Dante.
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.
Coproduzione Teatri di Opera Lombardia e Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.
Allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Bologna.
Bolzano, Teatro Comunale, dal 30 novembre al 2 dicembre 2018

www.Sipario.it, 2 dicembre 2018

Una produzione consolidata del Teatro Comunale di Bologna, allestimento commissionato alla regista Emma Dante che ha voluto trovare un filo di raccordo tra La Voix Humaine di Francis Poulenc, (1959) dal monologo drammatico di Jean Cocteau (1930) e Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni (1890) dalla novella omonima di Giovanni Verga (1880) ha dato avvio alla rassegna promossa dalla Fondazione Orchestra Haydn di Bolzano e Trento Opera 20.21., per questo 2018 - 2019 dedicata principalmente a cosa vuol dire "opera" nell'ultimo secolo passato e in questo che s'avanza. "Forces of Nature", è il titolo guida che comprende oltre a quanto visto, la composizione di Roberto Davis Rusconi, artista residenziale, Dionysos Rising, Amalia di Michael Choen Weissert, Vixen di Leoš Janáček per concludersi con La Wally di Catalani. Volutamente la direzione artistica di Matthias Lòsek, con la presentazione del titolo di Mascagni, sembra si sia voluto ammiccare un pubblico che stenta ancora ad entrare nei linguaggi musicali e teatrali della contemporaneità. Nulla di più errato se si considera la Cavalleria Rusticana, sia nella scrittura originale di Verga che nella versione musicale di Mascagni, ha rappresentato un affrancamento della cultura di fine Ottocento dagli stilemi del tardo Romanticismo verso nuove correnti culturali declinate nel Verismo italiano. E l'accostamento con La Voix Humaine non diventa casuale in quanto anche il testo di Jean Cocteau (1930), monologo per sola voce, è il risultato in Francia di una reazione al naturalismo e una rivalutazione delle convenzioni teatrali basate su testo e voce. Amico da lunga data di Cocteau, Francis Poulenc nel 1958 si decide a musicare quest'opera dedicata alla voce umana, al canto come strumento. Testi teatrali che diventano musica collegati da una forte componente femminile, dall'amore, dall'odio e dalla morte, come comune è lo stile di scrittura dove tempo narrato scorre uguale al tempo musicale. Tanto si è già scritto su questa prova lirica della regista siciliana sospesa tra il monologo telefonico, ora concitato, ora fatto di inquietanti silenzi, fra due amanti con l'unica voce di lei, e la trama fatta di istinti selvaggi della Cavalleria dove l'amore, il tradimento amoroso viene risolto da un delitto d'onore sullo sfondo di una società chiusa in cui le donne non muoiono in palco ma sono vittime delle convenzioni sociali racchiuse nei propri ancestrali riti sociali. Bianco e nero le dominanti in scena. Emma Dante colloca Elle, Lei, in un spazio (scene di Carmine Maringola, costumi di Vanessa Sannino e luci di Cristian Zucaro) che ricostruisce un salotto essenziale monocromatico, bianco e rosa, letti o divani, ma che si disvela essere una stanza di ospedale psichiatrico, con personaggi che si inseriscono nella scena come fantasmi rievocati dal suo stesso immaginario colloquio con l'altro capo del telefono, tra suggestione mentale e schizofrenia di chi permane ancorato alle sue certezze ma non riesce a prendere atto della realtà: la finzione di descrivere una giornata che non è andata proprio come lei vuol far credere al suo interlocutore che la sta abbandonando. E' struggente la voce di Anna Caterina Antonacci come protagonista del monologo. Non ci sono arie: è una sorte di flusso continuo di canto che passa dal "recitar cantando" al declamato, dove alla voce si alternano lo xilofono che riproduce il trillo del telefono, e incisi orchestrali quale colonna sonora del clima di tensione drammatica, il tutto esaltato dal colore di voce lirica del soprano, ricca di sfumature che le è propria senza eccedere nel recitato e senza forzare pur nella concitazione drammatica. Il tutto ben sostenuto dall'orchestra Haydn di Bolzano e Trento e dal direttore Francesco Cilluffo parte direttoriale di questo tour tra le provincie liriche lombarde. Finale catartico con pubblico bolzanino che si è sciolto in un lungo applauso nei confronti degli artefici della rappresentazione acclamando più volte alla ribaltala protagonista. Con la Cavalleria Rusticana di Mascagni, Emma Dante ci ha fatto addentare nel suo mondo interiore fatto di profondi legami con le sue radici ancestrali siciliane. Nero colore di scena come neri sono i costumi delle due donne protagoniste, Mamma Lucia e Santuzza, sola eccezione la veste a fiori di Lola, voce giovanile e sfrontata di Francesca Di Sauro; di come neri quelli dei figuranti: gli unici elementi colorati i ventagli azzurro rosso e verde giallo elementi sfoderati nei momenti di festa collettiva e le vesti della processione e rappresentazione della Pietà finale. La Cavalleria della Dante è intesa come un dramma collettivo, una Sacra rappresentazione laica di dolore su cui si innestano i rituali della Settimana Santa fatti di Cristi in croce processioni e pie donne. Essenziale la scena fatta da tre elementi praticabili funzionali che di trasformano in case, cortili, chiese. Per questa ripresa della Cavalleria Rusticana, il circuito Lirico Lombardo (Pavia, Brescia, Cremona, Como) si è affidato ad un cast giovane supportato da alcuni elementi di comprovata esperienza. Cast che aveva il suo punto di forza nel Turiddo del tenore Angelo Villari che ha dimostrato di possedere buoni mezzi vocali delineando il suo personaggio tra passione e indifferenza senza eccedere in effetti del declamato, specie nell'invettiva contro Santuzza. Ancora da formarsi il mezzosoprano Teresa Romano con la sua Santuzza, brava attrice dotata di buoni mezzi vocali nelle parti più acute ma ha ancora da perfezionare l'emissione delle zone più scure della voce. Corretto l'Alfio di Mansoo Kim a suo agio nella parte attoriale ma deve prestrare maggior attenzione alla dizione per essere più credibile nel fraseggio. Autorevole per la lunga pratica nel ruolo la Mamma Lucia di Giovanna Lanza, che si prende in carico le vicende di Santuzza e di suo figlio Turiddo, incredula e inconsapevole della tragedia che le sta colpendo. A lei l'onore del quadro finale: sarà proprio Mamma Lucia a trasformarsi in una moderna Madonna dei Dolori attorniata da figure che nei loro visi deformati diventano santi e madonne dell'immaginario religioso che delimitano l'orizzonte morale e sociale dei protagonisti e dei destini umani di donna. La direzione di Francesco Cilluffo ha accentuato le connotazioni bandistiche della partitura creando qualche momento di sfasamento tra palco e buca; se l'Orchestra Haydn ha raggiunto una sua personalità nel repertorio contemporaneo, in questa situazione, nel repertorio operistico più tradizionale, ha lasciato trapelare la ricerca di equilibrio di suono tra le varie sezioni. Corretto l'esecuzione del coro OperaLombardia diretto da Diego Maccagnola
Applausi finali dal pubblico che non ha riempito tutti gli spazi disponibili nel moderno teatro Comunale di Bolzano, ma quanto mai variegato per età e con un folto gruppo di studenti provenienti da Trento giunti con un comodo bus navette organizzato dal teatro stesso.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Lunedì, 03 Dicembre 2018 10:10

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