lunedì, 11 dicembre, 2017
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VIAGGIO A REIMS (IL) Ossia L'ALBERGO DEL GIGLIO D'ORO – regia Pier Francesco Maestrini

"Il viaggio a Reims ossia L'albergo del giglio d'oro", regia Pier Francesco Maestrini. Foto studio ENNEVI, Fondazione Arena di Verona "Il viaggio a Reims ossia L'albergo del giglio d'oro", regia Pier Francesco Maestrini. Foto studio ENNEVI, Fondazione Arena di Verona

Dramma giocoso in un atto su libretto di Luigi Balocchi
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro
in collaborazione con Casa Ricordi, Milano a cura di Janet Johnson

Musica di Gioachino Rossini
Direttore Francesco Ommassini
Regia Pier Francesco Maestrini
Assistente alla regia Margaret Trecker White Peggy
Scene e costumi Alfredo Troisi
Animazioni Joshua Held
Corinna Lucrezia Drei (soprano)
La Marchesa Melibea Raffaella Lupinacci (mezzosoprano)
La Contessa di Folleville Marina Monzó (soprano)
Madama Cortese Francesca Sassu (soprano)
Il Cavaliere Belfiore Xabier Anduaga (tenore)
Il Conte di Libenskof Pietro Adaini (tenore)
Lord Sidney Marko Mimica (basso)
Don Profondo Alessandro Abis (basso)
Il Barone di Trombonok Giovanni Romeo (basso buffo)
Don Alvaro Alessio Verna (basso)
Maddalena/Modestina Alice Marini (mezzosoprano)
Don Luigino/Zefirino Stefano Pisani (tenore)
Don Prudenzio Omar Kamata (basso)
Delia, Francesca Micarelli (soprano)
Antonio Stefano Marchisio (basso)
ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL'ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi
Allestimento in collaborazione con il Theater Lübeck e il Theater Kiel
Verona, Teatro Filarmonico dal 20 al 28 maggio 2017

www.Sipario.it, 25 maggio 2017

In viaggio da Reims a Verona (via Parigi e Vienna Roma)

La cantata scenica Il Viaggio a Reims, fu composta da Gioachino Rossini, allora direttore al Théâtre Italien di Parigi, nel 1825 in occasione dell'incoronazione a Reims di Carlo X re dei Francesi e rappresentata, per la prima volta il 19 giugno del 1825 alla presenza del re medesimo con enorme successo. Considerando che Gioachino Rossini infarcisce l'opera e il libretto di situazioni comiche, al limite della farsa, compreso il rito dell'incoronazione, c'è da chiedersi il motivo del grande successo e il gradimento di questa composizione alla stessa autorità reale. Naturalmente concluse le celebrazioni, Rossini ritirò la partitura e riutilizzò una parte del lavoro per un altro progetto, Le Comte Ory nel 1828; così si perse traccia della partitura originale e completa. Quando nel 1974 Phillip Gossett fece il piano di lavoro per le edizioni critiche rossiniane, Il Viaggio a Reims fu rubricato con l'indicazione "subordinato al reperimento di fonti musicali" e iniziò un lungo percorso tra biblioteche ed enti musicali alla ricerca del titolo perduto. Così come in un puzzle, pezzo per pezzo, fu ritrovata parte della partitura della cantata a Roma sotto il titolo originale. Non si sarebbe certo immaginato che a Parigi estratti di un suo adattamento erano identificati con un titolo Andremo a Parigi? che riportavano echi degli eventi rivoluzionari del 1848. Cosi come una trascrittura della partitura conservata a Vienna con un titolo Il Viaggio a Vienna, celasse l'opera rossiniana elaborata da mani ignote per le nozze del 1854 dell'imperatore Francesco Giuseppe con Elisabetta di Baviera. Finalmente nell'estate del 1984 al Rossini Opera Festival con la direzione di Claudio Abbado e per la revisione critica, ma non ancora definitiva, di Janet Johnson e sotto l'egida di Phillip Gossett Il Viaggio a Reims di Gioachino Rossini venne presentato per la prima volta al pubblico, assumendo come titolo completo Il Viaggio a Reims Ossia L'Albergo del Giglio d'Oro : dramma giocoso in un atto su libretto di Luigi Balocchi, composto per l'incoronazione di S.M. Carlo X Re di Francia.
E così da quell'anno il divertissement rossiniano riprese il suo viaggio per i palcoscenici del mondo. Al Rossini Opera festival dal 2001 la sua messinscena costituisce un titolo fermo per gli allievi dell'Accademia Rossiniana, una partitura che prevede pagine di difficoltà estrema che mette a prova le capacità interpretative di tutte le singole parti della composizione.
L'allestimento di Verona, ultimo titolo della Stagione lirica 2016 – 2017 al teatro Filarmonico, è il risultato di una collaborazione tra il Theater Lübeck e il Theater Kiel con la regia di Pier Francesco Maestrini e Joshua Held, regista e costumista il primo, cartoonist il secondo.
Elemento vincente di questo progetto sono le animazioni che non fungono solo da fondale ma divengono parte integrante dell'azione, interagendo direttamente con gli artisti in un costante gioco di scambi. Tanti erano i riferimenti al mondo dell'animazione: dai collage irriguardosi dei Monty Python anni '70, alla grafica western di Bruno Bozzetto e alla grafica pubblicitaria d'animazione anni'60, come agli effetti speciali del periodo del cinema muto. Già con Il Barbiere di Siviglia rossiniano, proposto nella scorsa stagione, si era avviata questa sperimentazione, ma in questo caso l'interazione è stata più pressante tale da costringere anche gli stessi cantanti a dipendere da ciò che accadeva alle loro spalle piuttosto che alla buca d'orchestra, a detrimento della comprensione del canto. Inoltre troppo spesso l'animazione era anche accompagnata da rumori che disturbavano la percezione musicale. Che senso ha allestire un'opera in edizione critica che conta riferimenti musicali di prestigio, se il risultato è la sovrapposizione di rumori, gags comiche, e altri elementi estranei all'idea compositiva del musicista?. Alla fine la visione continua e vorticosa delle animazione può indurre affaticamento nel pubblico già coinvolto nell'ascolto e nella comprensione di quanto accade sulla scena anche se, il tutto costituisce certamente una risposta alla richiesta di modernizzazione degli allestimenti lirici.
Un merito al cast che in mariera collettiva ha sostenuto pienamente questa linea di regia .:Lucrezia Drei (Corinna), Raffaella Lupinacci (Marchesa Melibea) Marina Monzó ( Contessa di Folleville) Xabier Anduaga (Cavalier Belfiore) formatisi all'Accademia del Festival rossiniano di Pesaro hanno una lunga esperienza in questi ruoli e hanno dimostrando e confermato la loro qualità professionale musicale e e attoriale
Per gli gli altri interpreti Madama Cortese, (soprano Francesca Sassu), Il Conte di Libenskof (Pietro Adaini, tenore), Lord Sidney (Marko Mimica, basso), Don Profondo ( Alessandro Abis, basso), Il Barone di Trombonok (Giovanni Romeo, basso buffo), Don Alvaro (Alessio Verna, basso) va il merito di aver espresso al meglio la personalità che caratterizzava il proprio personaggio mettendosi pienamente in gioco proprio nella gran scena delle nazioni d'Europa, con una divertente frecciatina all'attualità della Brexit britannica.
La direzione di Francesco Omassini ha tenuto assieme tutto il gruppo vocale con l'orchestra avendo ben presente ciò che accadeva sullo sfondo del palcoscenico. Alla fine successo per tutti da parte di un pubblico che contava anche su un folto gruppo di giovani delle scuole cittadine veronesi.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Giovedì, 25 Maggio 2017 15:39

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