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SEGERTO D'IMPORTANZA (UN) - regia Dan Jemmett

Un segreto d'importanza Un segreto d'importanza Regia Dan Jemmett. Foto Andrea Oliva

musica di Sergio Rendine su testo di Lorenzo Arruga.
Mozart
di Albert Lortzing
Regia: Dan Jemmett
Direzione musicale: Paolo Arrivabene
Interpreti principali: Arnoldo Foà, Bruno Praticò
Bologna, Teatro Comunale, stagione 2007

www.Sipario.it, 30 aprile 2007

Anno Mozart per il duecentocinquantenario della nascita.
Tra le conseguenze celebrative quantitativamente immaginabili anche, il répéchage di apocrifi, di à la manière de e di ricreazioni teatrali.

Il “Comunale” di Bologna ha voluto offrire una serata-dittico e ha accoppiato una chicca primo-ottocentesca tedesca, poco nota qui, con una trovata italiana di pochi anni fa.

Albert Lortzing (1801-1851), figlio d'arte teatrale, cantante, attore, direttore, in bilico tra primo Romanticismo (musicò una Undine come Hoffmann) e commedia brillante (Zar und Zimmermann, rappresentatissima nell'area germanica ancora oggi), fu giocatore della teatralità musicale con propaggini che toccano il Mozart tedesco e arrivano a Richard Strauss. Il teatro musicale nella sua storia passata e presente è ricchissimo di aperture interne autogiocanti perché, fortunatamente, è lontanissimo dalla immutabilità pietrificante di un disco, anche in una personalità limitata ma genuina come quella di Lortzing. Le Scene dalla vita di Mozart, dal 1832 date forse solo due volte all'epoca, sono un Singspiel (opera cantata e parlata) dove Lortzing rimpasta ogni sorta di motivi e di brani di Mozart per la parte musicale, senza trascurare perfino il contrappuntismo tardivo scoperto in Bach: l'ouverture è basata sul profondissimo Adagio e fuga, sebbene commenti una passeggiata al Prater.

Rappresentarle sarebbe stata l'occasione per conoscere meglio questo tipo di teatro. Ma il bacillo dell'aggiornamento è arrivato anche qui con l'opera accoppiata Un segreto d'importanza, musica di Sergio Rendine su testo di Lorenzo Arruga. Ha provveduto lui, su commissione del “Comunale”, alla “riscrittura drammaturgica” di Lortzing, con Carla Moreni, traduttrice dell'originale: è uno dei casi rari di collaborazione amichevole tra due colleghi critici.

Si è introdotto così l'elemento più straordinario: lo stupefacente inalterabile novantenne Arnoldo Foà nel nuovo personaggio dell'Attore che manovra tutta la pseudostoria di Mozart, dove non mancano Salieri - il preteso rivale - e perfino papà Leopold redivivo.

Il testo di Arruga era nato col titolo La faticosa vecchiaia di Wolfgang Amadeus Mozart ed era noto come una simpatica trovata; la fama ne aveva perfino ampliato le conseguenze in un Mozart che non essendo morto realmente ma “sparito”, in segreto avrebbe composto tutta la musica dei posteri.

Di fatto Arruga non aveva osato tanto, si era limitato a immaginare il fenomeno nel solo Rossini, ed è pur sempre un ammiccamento sapido. La musica di Rendine, per questa che l'autore chiama “una pazzia”, mostra una mano professionale sicura nel tentativo, non nuovo, di variegare la tradizione con la modernità sia “pesante” sia “leggera”. Al “Comunale” la regìa e l'allestimento di Dan Jemmett hanno fatto agire entrambe le opere in un unico impianto scenico. L'atto di Rendine è coprodotto con l'Opera di Roma. Nel cast spicca il Rossini di Bruno Praticò. Purtroppo la fase più comica si è avuta non nell'opera ma prima dell'inizio, con l'altoparlante incomprensibile che ricordava tanto il famoso film di Tati.

Ha diretto il dittico, cercandovi il meglio e il più vario, Paolo Arrivabene. Il pubblico bolognese è parso divertirsi moderatamente, malgrado qualche defezione.

Alfredo Mandelli

Ultima modifica il Lunedì, 22 Luglio 2013 08:47
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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