domenica, 10 dicembre, 2017
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PETER GRIMES - regia Cesare Lievi

"Peter Grimes", regia Cesare Lievi. Foto Rocco Casaluci "Peter Grimes", regia Cesare Lievi. Foto Rocco Casaluci

op. 33 Opera in tre atti e un prologo
Musica: Benjamin Britten
Libretto: Montagu Slater, da un poema di George Crabbe
Prima rappresentazione: Londra, Sadler's Wells Theatre, 7 giugno 1945
Personaggi e interpreti
Auntie Gabriella Sborgi
Balstrode Mark S.Doss
Bob Boles Paolo Antognetti
Ellen Orford Charlotte-Anne Shipley
Hobson Luca Gallo
Mrs.(Nabob) Sedley Kamelia Kader
Ned Keene Maurizio Leoni
Niece 1 Chiara Notarnicola*
Niece 2 Sandra Pastrana
Peter Grimes Ian Storey
Rev. Horace Adams Saverio Bambi
Swallow John Molloy
Un ragazzo Carlo Alberto Brunelli, Leonardo Careddu
Dr. Crabbe (muto) Amos Colzani
Direttore Juraj Valcuha
Regia Cesare Lievi
Scene Csaba Antal, Costumi Marina Luxardo, Luci Luigi Saccomandi
Assistente alla regia Ivo Guerra, Maestro del Coro Andrea Faidutti
Allestimento della Fondazione Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Alighieri di Ravenna
Bologna -Teatro Comunale 18 maggio 2017 (1a rappresentazione)

www.Sipario.it, 21 maggio 2017

Tra la gente di mare di tutte le latitudini sopravvivono dei pregiudizi comuni che ancora oggi stentano a decadere: porta maledizione ad una comunità un marinaio o pescatore sfortunato che perde gli arnesi del suo mestiere, la gente stessa lo isolerà in modo irrevocabile anche a costo della vita stessa della persona e della propria sopravvivenza. In questo modo la maledizione di Peter Grimes, con l'accusa di aver portato a morire i suoi apprendisti pescatori, si trascina da una scena all'altra per concludersi con la morte stessa del protagonista.
Sin dal principio Peter Grimes è l'escluso. E non c'è forma migliore di un processo per ratificare questa condizione di alterità. Grimes non appartiene al branco: perché? Perché è povero? È diverso? Perché vive solo, arrabbiato, smanioso di affermazione e di denaro, sprezzante del pericolo nelle battute di pesca, quando esce in mare anche in condizioni vietate, per caricare la barca di pesci? Perché l'ultima volta è tornato a terra riportando il giovane mozzo, un bambino, morto? Eppure un sentimento d'amore lo prova, per l'insegnante del paese Ellen, vedova, e quindi anche lei provata nell'animo dalla solitudine che cerca di costruire una parvenza di affetto familiare ai giovani apprendisti che Grimes assume, donando un maglione da pesca con un ricamo di seta.
"Allontanati!", è l'unica indicazione che gli viene data dal "giudice" Swallow nel prologo. "Via, prendi la barca e fai vela al largo, finché non vedrai più la terra. Poi affondati". Queste invece sono le ultime parole che nell'opera gli vengono indirizzate dal vecchio comandante Balstrode, l'unico che è lo rispetta per le sue capacità di marinaio. E su questi momenti del prologo e del finale si delinea la vicenda umana e musicale del Peter Grimes di Benjamin Britten, su libretto che Montagu Slater trasse dalla Ballata XXIII del poema The Borough di Georg Crabbe (1810). Britten ne fa un caso psichico interessante e ripugnante insieme, lo trasforma una vittima dell'ostilità collettiva ma al tempo stesso spietato e rabbioso fino all'insensibilità nel trattare con i suoi apprendisti. La prima rappresentazione si tenne a Londra al Sadler's Wells Theatre, 7 giugno 1945 e dedicata alla memoria di Natalie Koussevitzky, che l'aveva commissionata. Il mondo che ci prefigura Britten è un ambiente chiuso e a suo modo violento, una piccola comunità, racchiuso realisticamente nel suo paesaggio e nei suoi personaggi, che vivono sul mare e del mare: borgo non tanto diverso da quello di Aldeburgh, dove nacquero sia Crabbe sia Britten. Un dato messo in luce anche dall'allestimento andato in scena al Comunale di Bologna curato da Cesare Lievi, regista con una lunga e prestigiosa carriera le spalle, soprattutto nella prosa, che debutta nella sala dei Bibbiena con uno spettacolo ripreso da un allestimento del Comunale di Modena in coproduzione con Ravenna e Ferrara prodotto nella stagione 2004 - 2005. Gli può essere rimproverato che questa regia possa essere antiquata e statica ma Lievi è stata capace di essere essenziale e pulito nel tratteggiare i personaggi e l'ambiente, giocando con il contrasto, nei movimenti sul palcoscenico, tra il protagonista, quasi sempre isolato distante fisicamente dal resto degli abitanti del Borgo di Crabbe, e il resto del consorzio umano con il quale peraltro, e inevitabilmente, condivide il proprio mondo. Un microcosmo rievocato attraverso le scene di Csaba Antal, una piazza sul porto con le costruzioni stilizzate della locanda, della farmacia e della chiesa, della baracca di Grimes, che secondo le indicazioni di Britten doveva essere una barca rovesciata sugli scogli, trasformata in un vecchia roulotte malandata. Un molo si protende verso la platea, a sbalzo sulla buca dell'orchestra, identificando il pubblico in sala con "il mare" stesso, ovvero con il luogo dove Grimes si lascia morire. Le luci di Gigi Saccomandi contestualizzano i vari momenti, esaltando un certo senso di staticità dell'impianto scenico anche se movimentato nel corso del primo atto dagli effetti luci e ombra della tempesta che incombe sul borgo. I costumi realizzati da Marina Luxardo riportano ad un ambiente tra anni'30 – 40 essenziali nel'l identificare i vari attori del dramma.
Oltre a Peter Grimes, protagonista nell'opera è il Coro, abilmente gestito da Andrea Faidutti, che dà voce e corpo alle maldicenze del Borgo con tutti i suoi rancori e pregiudizi nei confronti del protagonista.
Ma è il cast nel suo complesso che ha saputo esprimere al meglio le identità dei personaggi che dominano la vita del villaggio, dal farmacista con la sua insegna nella piazza del paese Ned Keene, interpretato da Maurizio Leoni, alla tenutaria dell'ambigua taverna Boar Inn, la Zietta (Auntie) interpretato vocalmente e con misura da Gabriella Sborgi insieme alle sue "nipotine" Chiara Notarnicola e Sandra Pastrana. Cosi come Mrs.Nabob Sedley, la pettegola del borgo e insistente con le sue insinuazioni sul conto del pescatore impersonificata da Kamelia Kader, come l'autorevole capitano Balstrode, con la voce di Mark S.Doss, che, insieme al Rev. Horace Adams di Saverio Bambi, e il giudice Swallow di John Molloy danno corpo autorevole alla varietà d'animo del paese.
Successo personale ha raccolto il soprano Charlotte-Anne Shipley nel ruolo di Ellen Orford, insegnante vedova, figura struggente e patetica nell'inseguire questo suo sogno d'amore per il pescatore. Pur nella complessità della costruzione musicale dell'opera che è strutturata per numeri musicali e piccoli interludi che vivono anche di vita autonoma, prevale il concetto di aria e proprio alla voce di Ellen è affidata forse il momento più struggente e commovente dell'opera, l'aria "Emboroidery in childhood" che ricorda, con in mano il ricamo sulla maglia del ragazzo morto, la nostalgia per un tempo trascorso invano.
Ha saputo dominare la scena Ian Storey che nel ruolo del titolo, con voce possente e talvolta rude e spigolosa, ha saputo tratteggiare i complessi aspetti della personalità del personaggio travolto tra il furioso e l'allucinato. Intensa è la parte finale che Britten gli assegna: una scena di pazzia, con tanti richiami a più famose scene di pazzia del repertorio romantico, strutturata tra canto e un remoto suono di corno da nebbia; del resto proprio l'interludio al 3 atto s'intitola the Fog (Nebbia) e innalza lo stato di inquetudine che attornia l'anima di Peter ormai avvolto nei fantasmi della pazzia.
Merito del caloroso successo di questa esecuzione spetta alla direzione di Juraj Valcuha. Il giovane direttore ha saputo gestire le sonorità cupe e molto timbriche della composizione di Britten, dove spesso dominano il complesso degli ottoni e l'unisono degli archi senza sovrapporsi alle voci, offrendo spazio ai momenti più intimi e lirici della partitura come il Finale che si dissolve in una sonora ricostruzione delle onde marine che si infrangono sulla scogliera, un "Mare" che si calma al momento dell'affondamento dell'imbarcazione di Peter con il suo proprietario. Il pubblico a fine serata ha tributato a tutti un grande successo.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Domenica, 21 Maggio 2017 02:03

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