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OTELLO - regia Davide Livermore

Otello Otello Regia David Livermore

Dramma lirico di Arrigo Boito, dall'omonima tragedia di William Shakespeare, musica di Giuseppe Verdi.
Direttore d'orchestra Andrea Battistoni.
Regia Davide Livermore.
Scene Davide Livermore – Giò Forma. Costumi Marianna Fracassa – Davide Livermore.
Progetto luci Davide Livermore. Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice, Maestro Pablo Assante.
Coro di voci bianche, Maestro Gino Tanasini. Allestimento Palau de Les Arts Reina Sofia – Valencia.
Con Gregory Kunde, Carlos Alvarez, Manuel Pierattelli, Naoyuki Okada, Seung Pil Chai, Claudio Ottino, Maria Agresta, Valeria Sepe
GENOVA Teatro Carlo Felice, dal 27 dicembre 2013 al 5 gennaio 2014

www.Sipario.it, 29 dicembre 2013
Sipario Mensile, 30 dicembre 2013
Dopo 45 anni torna l'Otello al Carlo Felice

Sono passati ben 45 anni dall'ultima rappresentazione dell'Otello a Genova. La penultima opera di Verdi, con il libretto di Arrigo Boito, ebbe il suo debutto a Milano nell'ambito della stagione di Carnevale e Quaresima del Teatro alla Scala, il 5 febbraio 1887, e fu composta dopo un lunghissimo silenzio (l'opera precedente, Aida, era andata in scena nel 1871), e contiene numerosi elementi di novità rispetto alle opere precedenti del compositore. Le forme chiuse sono sempre meno riconoscibili, ormai per gran parte sostituite da un flusso musicale continuo, che molti all'epoca considerarono di ispirazione wagneriana. I pezzi chiusi o i rimandi alla tradizione però non mancano, benché la loro condotta non sia mai prevedibile fino al grande concertato del finale del terzo atto o all'Ave Maria. La produzione presentata come ultimo appuntamento del 2013 al Carlo Felice porta la firma di Davide Livermore, ed arriva a Genova dopo il debutto, nello scorso anno nel Gran Teatro di Valencia. Uno spettacolo mastodontico la cui particolarità e complessità delle scene offre allo spettatore una visione tridimensionale unica, con proiezioni ed effetti luminosi sorprendenti realizzabili soltanto in teatri con tecnologie sceniche avanzate come è il Carlo Felice. I melomani che aspettavano l'opera mancante dal palcoscenico genovese dal 1968, sono stati ampiamente ripagati grazie a un allestimento di prim'ordine. L'impianto scenico ispirato al 'wooden O' di shakespeariana memoria è uno spazio vuoto circolare e pendente, sormontato da un anello e con una pedana centrale circolare sovraelevabile. Su quella pedana si sviluppano le scene clou, i passaggi più forti, i dialoghi più intensi arrivando alla tragedia della morte. Mentre sullo sfondo spesso alcune proiezioni traducono gli avvenimenti raccontati, come la coinvolgente tempesta iniziale. Il più è affidato all'immaginazione e all'emozione che arriva da una regia densa di significati metaforici. I costumi, il trucco e le acconciature oscillanti tra il gusto punk e quello metallaro di Marianna Fracasso hanno un effetto intenso e vagamente conturbante che ben si con fa con lo stile Guerre Stellari che caratterizza tutta le messa in scena.
Sul podio in ottima forma Andrea Battistoni che offre una lettura di forte tensione emotiva, cogliendo con intelligenza e puntualità gli aspetti drammatici, ma anche gli slanci lirici di una partitura che è fra le più complesse e articolate del nostro teatro. Sul palco un cast eccellente: Gregory Kunde, Otello, voce immensa, ma capace anche di estreme raffinatezze; Carlos Alvarez, uno Jago dalla notevole pre-stanza fisica e vocale; e poi c'è Maria Agresta, una magnifica Desdemona rivelatasi fin dal primo duetto d'amore, e strepitosa nel quarto atto con una 'Ave Maria' commovente, cantata coricata supina sulla fredda pedana soprelevabile. Spettacolo indubbiamente da non perdere in scena fino al 5 gennaio 2014.

Francesca Camponero

Sul grande palcoscenico del Teatro Carlo Felice, dotato di elevata tecnologia, approda un geniale spettacolo in cui scene, parole e musica sono un tutto inscindibile, è l'Otello realizzato da David Livermore, che si gioca sul versante dell'innovazione e insieme della fedeltà a Shakespeare. All'apertura del sipario, le immagini del mare in tempesta con le navi alla deriva scorrono sul fondale e suscitano emozione mediante alcuni effetti speciali, di solito non praticati in un'opera lirica. La raffinata scenografia va dalla creazione di un palco a spirale che si affossa o si eleva seguendo le azioni, fino agli elementi luminosi che fanno da siparietti. Il valore spettacolare di questo Otello è unito ovviamente alla realizzazione musicale affidata alla bacchetta di Andrea Battistoni, emergente maestro nel panorama internazionale, che abilmente conferisce impulso sonoro ai momenti più drammatici e toni sommessi ai passaggi lievi. Fulcro dello spettacolo è Otello cantato da Gregory Kunde, la cui voce si espande in toni potenti durante la rievocazione della vittoria sui turchi, mentre si colora di abbandono e commozione nei duetti d'amore. Tuttavia raggiunge il massimo coinvolgimento nei momenti dell'ira e del dolore. Al suo fianco, Carlos Alvarez – Jago in una interpretazione canora e scenica densa di sfumature vocali e di ambiguo comportamento, con un risultato encomiabile nell'assolo "Credo in un dio crudele". Desdemona è Maria Agresta, soprano dalla voce di timbro chiaro e melodioso, capace di esprimersi con dolcezza amorosa, ma pure con indignazione per le accuse mosse da Otello, e che nel finale canta una toccante "Ave Maria". Tutto il cast ha per lo più il consenso del pubblico, a cominciare da Manuel Pieratelli – Cassio, fino a Naoyuki Okada – Roderigo. Di grande effetto il gioco delle luci e l'apporto musicale.

Etta Cascini

Ultima modifica il Domenica, 29 Dicembre 2013 12:52

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