mercoledì, 15 agosto, 2018
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ETTORE MAJORANA. CRONACA DI INFINITE SCOMPARSE - regia Stefano Simone Pintor

"Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse" - regia Stefano Simone Pintor. Foto Alessia Santambrogio "Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse" - regia Stefano Simone Pintor. Foto Alessia Santambrogio

Composizione di Roberto Vetrano

libretto di Stefano Simone Pintor
Personaggi e interpreti
Ettore Majorana, Lucas Moreira Cardoso
Insieme di personaggi A, detto delle "interazioni deboli" 

Il Barbone Roberto Capaldo

La Cantante/Una Madre Alessandra Masini

Insieme dei personaggi ß, detto delle "interazioni forti"

Dio/il Generale/un Frate Pietro Toscano

La Fisica/la Studentessa/la Matriarca Federica Livi

Insieme dei personaggi G, detto delle "interazioni oscure"
L'Antimajorana/il Comandante/il Fisico, il Fratello Ugo Tarquini

La particella ombra Davide Paciolla
Regia Stefano Simone Pintor
Scene e Costumi Gregorio Zurla

Light designer Fiammetta Baldisseri

Video Studio Antimateria

Direttore Jacopo Rivani

Orchestra Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

Direttore del coro Operalombradia Diego Maccagnola
Trento, Teatro Sociale 20 - 21 gennaio 2018

www.Sipario.it, 22 gennaio 2018

L'attualità di Ettore Majorana a 80 anni dalla sparizione

OPERA 20.21 promossa dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prosegue il suo viaggio all'interno del teatro musicale contemporaneo, dedicato quest'anno al tema Fuga dalla realtà, con Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse composizione di Roberto Vetrano scritta su libretto di Stefano Simone Pintor, progetto rappresentato al Teatro Sociale di Trento sabato 20 gennaio con replica domenica 21 gennaio 2018. La composizione è risultata vincitrice del bando del concorso OperaLombardia per professionisti della lirica con meno di 35 anni, allestita in prima assoluta a Como nel settembre scorso circuitando per le stagioni As.Li.Co., (Como, Cremona, Brescia, Pavia e in ultimo di Bergamo), in coproduzione con la Fondazione Orchestra Haydn di Bolzano e Trento per poi approdare a Magdeburg (Germania) e al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia (Spagna). Che cosa è successo nella mente del fisico italiano Ettore Majorana che nella notte del 26 marzo 1938 a 31 anni di età e già docente universitario di fisica, sparì senza lasciare alcuna traccia su un traghetto da Palermo per Napoli? Nessuno fu in grado di dare una risposta aquesto mistero della storia italiana che coinvolse il più brillante dei "ragazzi di via Panisperna", quel circolo di fisici che a Roma lavoravano attorno alle ricerche sulla struttura dell'atomo con Enrico Fermi. Il libretto Pintor non vuole dare risposte esaustive in merito alla sua scomparsa ma dare voce alle varie ipotesi sul mistero che avvolge l' ultimo istante del fisico: si gettò in mare o fu assassinato? Oppure forse visse come un barbone, o si rifugiò in un convento? Probabilmente la verità non la conosceremo mai. Lo scrittore Leonardo Sciascia ne fece uno dei suoi migliori saggi: raccolse le notizie frammentarie sul fatto, le dichiarazioni di persone vicine allo scienziato, delineando in modo efficace la peculiare personalità del personaggio, giocando con il mito dell'intelligenza suprema e delle sue presunte capacità profetiche nonché con le sue contraddizioni. E su questo schema si basa la struttura musicale e testuale della composizione di Roberto Vetrano e del librettista Stefano Simone Pintor autore dei testi e regista stesso dello spettacolo. Il compositore 32enne leccese insieme al suo librettista hanno voluto, oltre che raccontare gli ultimi istanti della complessa esistenza dello scienziato, dar voce e musica alle leggi fisiche, alle formule matematiche e al mondo dell'infinitamente piccolo dei quanti, che danno forma e coesione alla realtà dell'universo quotidiano e concreto. Ma esiste una cosa di cui proprio la scienza e la fisica risultano incapaci di indagare: è la coscienza umana e l'imprevedibilità della mente e dell'agire umano. Il libretto non pretende di risolvere il "caso" e non accenna al fatto che lui facesse parte dei "ragazzi di via Panisperna" o che il suo maestro fosse Enrico Fermi, "padre" dell'energia atomica. L'introverso Majorana compare sul molo di Napoli in partenza per l'ultimo viaggio di cui si ha riscontro. Lo scienziato diventato clochard, come un viaggiatore che si uccide dal pontile della nave, o che fugge in Sud America, che entra in convento, che collabora con la Germania nazista. In mezzo, ai suoi interrogativi sull'etica della scienza e sulle conseguenze sociali di una scoperta, si inserisce anche il dialogo con Dio e la fisica, il tutto in un continuo eterno ritorno della storia che riparte sempre dallo stesso punto nella successione dei quadri ovvero, dalla banchina del molo di Palermo in quella notte del 1938. "Uno, nessuno o centomila" sono quindi i risvolti della vita del protagonista rappresentato da un volto coperta da maschera a sottendere, come nella concezione pirandelliana dell'arte, la totale mancanza di un unico punto di vista o di verità nella vita di ciascuno di noi. Del resto i personaggi del libretto vengono suddivisi in categorie secondo l'interelazione con il protagonista : insieme dei personaggi delle "interazioni deboli", insieme dei personaggi ß, detto delle "interazioni forti" insieme dei personaggi delle "relazioni oscure". Dal punto di vista musicale non può parlare di opera in senso stretto ma piuttosto di "teatro musicale" per la presenza di passaggi declamati e interventi attoriali recitati. La musica non si azzarda in eccessi di ricerca e di sperimentazione sonora, guarda ad un passato compositivo solidamente italiano che può trovare un riscontro nelle composizioni operistiche di Giancarlo Menotti e di Renzo Rossellini fatte di vocalità ardite ma sostanzialmente armoniche. E' abbastanza semplice e lineare la struttura musicale, Vetrano punta molto sull'unisono delle sezioni strumentali, fatte di rapide seguenze di percussioni e dei pizzicati degli archi inserendo arie strutturate che descrivono il sogno americano sul traghetto in cui si imbarca lo scienziato, l'incontro del professore con una studentessa a cui consegna gli appunti, la supplica della madre che si domanda: «Da cosa volevi fuggire, figlio mio?», la preghiera dei frati alla Sancta Dei Genitrix (la Madonna) prima che il fratello di Majorana bussi al convento chiedendo se Ettore sia lì, e il finale – ossia la nascita di Majorana 1906– con la nenia in siciliano della madre. Essenziale è l'allestimento nel suo complesso fatto da una passatoia che si proietta verso la platea avvolgendo la buca dell'orchestra mentre la scena realizzata da Gregorio Zurla è caratterizzata da un fondale poligonale sul quale sono proiettate immagini e video (curati da Design Studio Antimateria) che si espandono per la sala, immergendo il pubblico in un mare in tempesta, in un chiostro e poi in un vortice di equazioni matematiche, con di Luci Fiammetta Baldiserri. A Trento la parte orchestrale era affidata all'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con la direzione del ravennate 28enne Jacopo Rivani presente per tutte le rappresentazioni del circuito mentre la parte corale che è defilata rispetto all'azione fungendo più da commentario che partecipe era affidata al complesso Operalombardia diretto da Diego Maccagnola. Il cast dei cantanti è stato selezionato nel gennaio 2017 dalla 68° edizione del Concorso per Giovani Cantanti Lirici d'Europa dell'AsLiCo. Spiccano il soprano Monica Tiberia Naghi (la fisica e la studentessa) e il tenore Ugo Tarquini (l'antiMajorana, il fratello) ma anche il baritono Lucas Moreira Cardoso (Majorana), il mezzosoprano Alessandra Masini (la cantante e la madre nel finale) e il basso Pietro Toscano (Dio e il frate).Bella a prova attoriale di Roberto Capaldo (il barbone), l'unico elemento di collegamento tra i vari quadri ed elemento di disturbo. Successo di pubblico con numerose presenze giovanili destinatario di agevolazioni per l'acquisto dei biglietti. Il progetto era accompagnato, come in tutte le sedi di cui ha circuitato, da attività didattiche presso gli istituti superiori e da eventi dedicati alla promozione della fisica tramite giochi di ruolo e piccoli laboratori scientifici, nel caso di Trento affidati al coordinamento del Museo MUSE di Scienza della città.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Martedì, 23 Gennaio 2018 07:51

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