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AIDA - regia Franco Zeffirelli


Aida, regia Franco Zeffirelli Aida, regia Franco Zeffirelli Foto Brescia-Amisano / Teatro alla Scala

di Giuseppe Verdi

Direttore Gianandrea Noseda, Piergiorgio Morandi (17 nov.)

Regia e scene Franco Zeffirelli

Costumi Maurizio Millenotti

Luci Marco Filibeck
, Coreografia Vladimir Vasiliev 

con Alexander Tsymbalyuk (Il Re), Nadia Krasteva, Ekaterina Semenchuk (Amneris), Hui He, Liudmyla Monastyrska (Aida), Marco Berti, Jorge De Leon, Fabio Sartori (Radamès), Marco Spotti (Ramfis), Ambrogio Maestri, Alberto Mastromarino (Amonasro), Jaeheui Kwon (Messaggero), Sae Kyung Rim (Sacerdotessa)
Coreografia Beatrice Carbone, Denise Gazzo, Marco Agostino, Christian Fagetti (Coppia Selvaggi), Deborah Gismondi, Beatrice Carbone (Akhmet)

Milano, Teatro alla Scala, dal 25 ottobre al 19 novembre 2013

www.Sipario.it, 23 novembre 2013

Ultimo spettacolo in programma nel cartellone 2012-2013 del Teatro alla Scala, Aida chiude la stagione in attesa della riapertura il 7 dicembre con La Traviata, a coronamento delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, di cui quest'anno, da gennaio a novembre, erano inserite in cartellone, nell'ordine, Falstaff, Nabucco, Macbeth, Oberto conte di San Bonifacio, Un ballo in maschera, Don Carlo. Ultima opera del ciclo, Aida, sotto la direzione di Gianandrea Noseda e con la maestosa regia di Franco Zeffirelli, per altro già proposta in precedenti stagioni, narra dello sfortunato amore tra Radames, condottiero dell'esercito egiziano, ed Aida, principessa etiope schiava di Amneris, la figlia del faraone a sua volta innamorata di Radames, sullo sfondo delle guerre tra Egitto ed Etiopia.

La più spettacolare delle opere verdiane è nata in concomitanza con il non meno spettacolare evento del taglio dell'istmo di Suez. Per celebrare la titanica impresa Ismail Pascià, kedivè d'Egitto decide di allestire al teatro del Cairo, appena edificato, un'opera ambientata nell'antico Egitto, firmata da uno dei grandi compositori europei del tempo. La scelta cade su Giuseppe Verdi, il cui Rigoletto aveva per altro inaugurato nel 1869 il teatro fresco d'intonaco. Il Maestro di Busseto accetta la proposta nel 1870, con l'obiettivo di mettere in scena la nuova creazione al Teatro dell'Opera del Cairo nella successiva stagione invernale. Per accadimenti indipendenti dalla sua volontà non è possibile rispettare la scadenza del gennaio 1871, ma l'appuntamento è solo rinviato e la prima ha luogo il 24 dicembre di quello stesso anno alla presenza dei vip dell'epoca. A seguire l'8 febbraio 1872 la prima italiana al Teatro alla Scala. Da allora in poi Aida non ha fatto che riscuotere successi a livello mondiale, grazie ad un insieme di ingredienti che la rendono unica: alle scenografie grandiose, quali la marcia trionfale del secondo atto che costituisce una gioia per gli occhi di ogni tipo di pubblico, sono abbinate pagine musicali capaci di conquistare lo spettatore più refrattario, di cui Celeste Aida non è che l'esempio più eclatante. A questo si aggiungono i cori, le note di color locale, le danze che intercalano lo svolgimento della vicenda e che tengono sempre desta l'attenzione dell'audience. La scelta di integrare il balletto all'azione drammatica, la presenza di motivi ricorrenti di agevole memorizzazione, lo sfarzo in cui ben si innesta, però, il conflitto di natura squisitamente privata e l'introspezione dei personaggi, ne fanno un'opera che non è necessario essere melomani per apprezzare.

Aida è certamente la scelta ideale per le grandi rappresentazioni all'aperto, ad esempio all'Arena di Verona, sede in cui viene valorizzata al massimo la sua grandeur. Tuttavia l'allestimento di Zeffirelli, pur in uno spazio chiuso, riesce ad interpretare con fasto ed eleganza la spettacolarità del capolavoro verdiano. Prova ne siano le numerose repliche che non hanno mai stancato il pubblico scaligero dal debutto nel 2006 per l'apertura della stagione il giorno di Sant'Ambrogio di quell'anno, accolto da un'ovazione della durata di ben 13 minuti. La bacchetta di Gianandrea Noseda ed il nuovo cast di cantanti previsti per l'edizione del 2013 non hanno deluso le aspettative degli spettatori, che anche quest'anno, in una sala gremita, hanno confermato con uno scroscio di applausi il loro gradimento e l'enorme popolarità di cui gode tuttora la storia dell'infelice schiava etiope.

Myriam Mantegazza

Ultima modifica il Sabato, 23 Novembre 2013 18:44
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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