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ROMEO E GIULIETTA - coreografia Francesco Ventriglia

Madeleine Graham e Joseph Skelton in "Romeo e Giulietta", coreografia Francesco Ventriglia. Foto Ross Brown Madeleine Graham e Joseph Skelton in "Romeo e Giulietta", coreografia Francesco Ventriglia. Foto Ross Brown

Coreografia Francesco Ventriglia
Costumi e scene James Acheson
Musica Sergei Prokofiev
Arrangiamento di Nigel Gaynor
Luci Jon Buswell
Drammaturgo Mario Mattia Giorgetti
Assistente alla coreografia Gillian Whittingham
Orchestra Wellington diretta da Hamish Mckeich
con Madeleine Graham, Joseph Skelton, Massimo Margaria, Filippo Valmorbida, Paul Mathews, Kohei Iwamoto, Abigail Boyle, Jacob Chown, Sophie Arbuckle, Laura Jones, Emanuele Chiesa, Sir John Trimmer
e con gli Artisti della Royal New Zealand Ballet
St James Theatre, Wellington, New Zealand dal 16 al 20 agosto 2017
In tournée

www.Sipario.it, 5 settembre 2017

Romeo e Giulietta, balletto
di Ventriglia-Giorgetti-Acheson,
trionfa in tutta la Nuova Zelanda

In prima mondiale, il 16 agosto, ha debuttato al St. James Theatre di Wellington e poi in tournée per le principali città della Nuova Zelanda, la versione originale del balletto Romeo e Giulietta, ispirato al testo di William Shakespeare, della Compagnia Nazionale del Royal New Zealand Ballet: coreografie di Francesco Ventriglia, drammaturgia Mario Mattia Giorgetti, scene e costumi di James Acheson, i quali hanno restituito all'opera il suo aspetto socio-politico, che fu causa della tragedia di Romeo e Giulietta, e che tutte le precedenti edizioni ballettistiche, sempre su musica di Prokofiev, hanno ignorato per concentrarsi in "maniera romantica" solo sulla loro storia di sventurati amanti, ignorando la vera causa dovuta alla odiosa contesa tra la famiglia dei Capuleti contro quella dei Montecchi, cioè Guelfi contro Ghibellini.
All'operazione innovativa, Ventriglia ha chiamato a suo fianco Mario Mattia Giorgetti in veste di drammaturgo, lo scenografo-costumista James Acheson, tre volte premio Oscar, che ha dato vita a costumi ricchissimi di colori, di "vita" appunto, in una scenografia pietrosa, allegoria di morte, di cui diremo più avanti.
Inoltre, la Compagnia era composta da trentacinque ballerini, di cui cinque danzatori Italiani che Ventriglia ha voluto con sé, durante il suo periodo di direzione artistica, ora scaduto.
I danzatori, che hanno dato anche loro un contributo al successo, oltre 10 minuti di applausi da stadio, erano gli italiani Massimo Margaria, nel ruolo di Mercuzio, Filippo Valmorbida, in quello di Benvoglio, Emanuele Chiesa, nella parte del Principe di Verona, mentre le ballerine Linda Messina e Veronika Maritati, hanno assolto di volta in volta ruoli diversi, dalle prostitute all'amiche di Giulietta.
L'operazione innovativa, rispettosa del testo del Bardo, ha comportato molte novità. Che meritano di essere elencate.
Cominciamo dalla scenografia: uno spaccato di Verona, dove domina in alto, sul fondo la Chiesa principale protagonista della vita della città, da cui scende verso il pubblico una scalinata che sfocia nella piazza, dove, frontali, si confrontano i due palazzi nemici: Capuleti e Montecchi. Elementi scenici che poi diventano, con cambiamenti a vista, mura di Verona, salone per la festa in casa Capuleti, camera da letto di Giulietta, laboratorio di Frate Lorenzo, chiesa per il matrimonio. Niente giardino, niente piante, niente elementi naturalistici, romantici, solo la presenza di muri di pietra che dominano le sequenze della trama.
Seconda novità: lo spettacolo si apre con la processione dedicata al Vescovo nero, Zeno, venuto dall'Africa che tanto bene fece per la povera gente di Verona e ogni anno viene portato in processione, celebrato dalla famiglia Capuleti, a significare la sua appartenenza religiosa, facente capo a quella dei Guelfi, mentre stendardi affermano che i Montecchi appartengono ai Ghibellini.
Terza novità: vengono distribuite gratuitamente in piazza maschere a tutti i cittadini per festeggiare il Carnevale su ordine del Principe di Verona che voleva che durante i giorni di festa fossero tutti uguali, senza distinzioni di ruolo, per amore di libertà.
Quarta novità: Fra Lorenzo è presente in tutte le scene, da quella di Piazza dove c'è vita, ci sono scontri di morte, c'è mercato, c'è festa, a quella di casa Capuleti, poiché la Chiesa doveva controllare, assistere i propri fedeli.
Quinta novità: la morte di Mercuzio è una chiara denuncia che lui è vittima dell'odio delle due famiglie, che lui stesso odia, strappando i loro vessilli come simbolo di due tendenze politiche per tamponare la sua ferita mortale.
Sesta novità: l'azione in cui Romeo, esiliato a Mantova, corrompe il sensale che gli vende il veleno perché proibito per legge, viene portata in primo piano mentre a Verona si compiono i funerali di Giulietta.
Settima novità: la morte di Romeo nella cripta, corrisponde al risveglio di Giulietta mentre è presente l'autore del tragico progetto: Frate Lorenzo, che viene brutalmente respinto da Giulietta per aver fallito il suo disegno.
Ottava novità: l'opera non termina come tutti hanno fatto con la morte dei due amanti, ma prosegue in luogo pubblico alla presenza del Principe di Verona; e tutti pentiti dei loro errori egoistici, danno vita alla rappacificazione delle due famiglie: la morte di Romeo e Giulietta ha generato pace non solo tra Capuleti e Montecchi ma su tutta la società della città .
Tutte queste novità drammaturgiche sono state ben montate scenicamente dalla capacità creativa di Ventriglia, dandoci tante emozioni che emergono da piccoli ma significativi dettagli: come il fiore usato da Mercuzio per duellare con Tebaldo, come quando Romeo vede Giulietta morta, non ci vuol credere e la prende per rimetterla in piedi, per darle nuova vita, danzando con lei prima di compiere il proprio suicidio, e altri ancora.
Gli interpreti principali erano: Joseph Skelton, nel ruolo di Romeo, perfetto nella sua immagine e nella sua abilità di ballerino, mentre Giulietta era la dolce Madeleine Graham che ha sfoderato una gamma notevole di stati d'animo degni di attrice drammatica. Come Abigail Boyle nella parte di Lady Capuleti ha commosso per l'intensa interpretazione offerta sul corpo di Tebaldo, ucciso da Romeo.
Notevole anche la presenza di Paul Mathews nelle vesti di Tebaldo, mentre la Nutrice di Laura Jones era giustamente ironica e sdrammatizzante verso gli eventi che investivano Giulietta.
Anche la presenza di Lord Capuleti interpretato da Jacob Chown ha dato risalto alle scene. Da segnalare anche le prestazioni di Kohei Iwamoto nel ruolo di Paride e Sir Jon Trimmer in quella di Frate Lorenzo.
Intensa la direzione musicale di Hamish Mackeich dell'Orchestra Wellington.
Moltissimi gli applausi a scena aperta, e, come si è detto, ovazione finale commovente per tutti: protagonisti, corpo di ballo, maestro d'orchestra, coreografo, drammaturgo, assistenti, tecnici.
Un esempio che il teatro lo si fa con la partecipazione di tutti.
E questa edizione segnerà di fatto tutte le altre messe in scena di "Romeo e Giulietta" perché hanno ignorato la "verità" sulla loro tragica fine.
Dopo le numerose repliche di Wellington la compagnia effettuerà, come si è detto, una tournée nelle principale città della Nuova Zelanda che sono Christchurch, Auckland, Rotorua, Dunedin, Invercargill, Palmerston North, Napier.
Una edizione di così significativa portata innovativa ci auguriamo che possa raggiungere i palcoscenici europei.

D.G.

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Settembre 2017 00:16

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