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MANON - coreografia Kenneth MacMillan

Federico Bonelli - Des Grieux e Marianela Núñez - Manon in "Manon" Federico Bonelli - Des Grieux e Marianela Núñez - Manon in "Manon" ©ROH 2014. Foto di Alice Pennefather

Balletto in tre atti
Coreografia di Kenneth MacMillan.
Musica di Jules Massenet. Scenografie di Nicholas Georgiadis. Luci di John B. Read.
Allestimento: Julie Lincoln, Christopher Saunders.
Con: Marianela Nuñez, Federico Bonelli, Ricardo Cervera, Christopher Saunders, Laura Morera, Gary Avis e gli artisti del Royal Ballet.
Orchestra della Royal Opera House. Direttore: Martin Yates. Regia per il cinema: Ross MacGibbon
LONDRA, Royal Opera House, in diretta al cinema il 16 ottobre 2014.

www.Sipario.it, 26 ottobre 2014

L'arguto fervore amoroso di Manon in diretta da Londra

Fra gli innumerevoli portati dei recenti sviluppi tecnologici nel multiforme dominio dell'arte non si può non annoverare il privilegio di approdare a nuove e stimolanti fruizioni dello spettacolo dal vivo.
Come testimoniato nelle pagine del nostro Portale dello Spettacolo, nell'alveo delle plurime proposte culturali si enumerano, da alcuni anni, anche le dirette al cinema di eventi e spettacoli dai più prestigiosi palcoscenici del mondo con quella pianificazione che struttura stagioni cinematografiche di prim'ordine. Sotto questo rispetto volgere lo sguardo al cartellone proposto da QMI — azienda italiana distributrice delle dirette al cinema dalla Royal Opera House — significa aprire squarci di rilievo sulla ricca programmazione d'opera e balletto del rinomato teatro londinese.
Manon, il titolo d'apertura della stagione di balletto, richiama alla mente un riferimento storico che innerva una pagina considerevole della recente tradizione inglese. Proprio al Covent Garden, infatti, nel 1974 vide la luce per la prima volta questo capolavoro narrativo di Sir Kenneth MacMillan dedicato all'affascinante, tremenda e scandalosa storia d'amore del cavaliere Des Grieux e Manon Lescaut. L'ossatura cardinale del suddetto richiamo al corso storico della coreutica d'oltremanica non è costituita unicamente dal breve cenno relativo all'anno e al luogo del debutto di Manon ma è intessuta di riferimenti, citazioni e strutture coreografiche di quella tradizione britannica che è ampiamente percorsa nel balletto di MacMillan.
I movimenti plastici e l'eleganza delle pose sostenute attraversano, infatti, il tessuto coreografico del balletto in particolare negli sviluppi assegnati al diciassettenne studente di filosofia che in questa diretta gode dei distinti modi di Federico Bonelli. Orgoglio italiano del Royal Ballet, il suo Des Grieux vive con una modulazione tecnica che guadagna cura e precisione nell'incedere del balletto e che fin da subito palesa i tratti di un personaggio convinto che "il cuore — come ricorda Prévost, autore de L'histoire du Chevalier des Grieux et de Manon Lescaut — non ha bisogno di interrogarsi a lungo per sentire che di tutti i piaceri, i più dolci sono quelli dell'amore". Su questa certezza si snodano i compromessi, i sovvertimenti, gli ambigui disordini e gli adorabili slanci passionali del racconto di Prévost e della creazione di MacMillan.
L'incanto di colei che era "l'aspetto stesso dell'amore" è restituito da Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet che abilmente oscilla fra le plurime e ricche trasformazioni interpretative imposte dal ruolo. La sua Manon è un insieme di grazia, astuzia, preziosa qualità tecnica e pregevole verità espressiva.
Degna di menzione l'incisiva teatralità che Gary Avis dona al ruolo del carceriere.
Nel prezioso collage di brani musicali firmati da Jules Massenet, il balletto di MacMillan seguita a testimoniare — a quarant'anni dalla sua nascita — l'elegante estro di colui che consentì alla tradizione coreutica inglese di percorrere nuovi sentieri in un'impalcatura narrativa di marcata tensione emozionale.

Questa prima diretta della nuova stagione, Sipario l'ha condivisa, in Italia, con un'ospite d'eccezione: l'indimenticata Carla Fracci. Una breve e preziosa conversazione con la signora della danza italiana avvalora il nostro apprezzamento per questa iniziativa che nel segno dell'arte accomuna danzatori, spettatori e ballettomani di quaranta nazioni.
"Questa è una bella idea anche per avvicinare il pubblico — ci confida Carla Fracci —, è un fatto culturale, è molto bello e poi vedere due danzatori così allarga il cuore: sono bravi, proprio bravi! Un evento che speriamo sia colto positivamente e con un riscontro importante del pubblico: sa, noi viviamo in palcoscenico ma è il pubblico che decide, sceglie e critica.
Ovviamente qui manca il calore del teatro, io che ho anche ballato Giselle così (il film del 1969 con Carla Fracci, Erik Bruhn e l'American Ballet Theatre, n.d.r.) so che è completamente diverso dall'essere in teatro, nel tuo mondo, nel tuo habitat; tuttavia questo è live e invece in quel caso eravamo in uno studio, per cui è ben diverso.
Queste dirette, comunque, penso siano una cosa positiva da fare ed è molto bello anche per i danzatori, un'idea che può servire per studiare, per confrontarsi, sono delle lezioni; in più c'è un lavoro accurato anche per le riprese che non tralasciano i particolari: un bel lavoro!"

Vito Lentini

Ultima modifica il Domenica, 26 Ottobre 2014 21:46

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