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A SOLO DRAMA - di e con Francesca Zaccaria

A solo Drama A solo Drama di e con Francesca Zaccaria

di e con Francesca Zaccaria
musiche di Franz Schubert
elaborazioni musicali a cura di Paolo Valenti
sguardo sul lavoro di Giovanni Di Cicco
produzione Compagnia Dergah Danza Teatro
in collaborazione con il Teatro dell'Archivolto
Teatro dell'Archivolto, Genova dal 13 al 14 marzo 2013

www.Sipario.it, 16 marzo 2013

Ancora una volta all'Archivolto di Genova Francesca Zaccaria dove in prima assoluta mercoledì 13 e giovedì 14 marzo ha presentato A Solo Drama, di cui è sia autrice che interprete. Uno spettacolo di 50 minuti di cui un primo studio è stato al Festival Radebeul in Germania, dove la danzatrice genovese è stata invitata da Jean-Laurent Sasportes a portare un solo, nell'ambito di un progetto che ha coinvolto anche tre danzatori del Wuppertal Tanztheater.
Siamo abituati a vedere la Zaccaria in performance intense e drammatiche e anche quest'ultima creazione è intrisa di malinconia, un autoritratto tormentato in cui l'anima si mette a nudo."In questi ultimi anni mi è capitato di interpretare diversi ruoli drammatici. L'avvicinamento a un certo tipo di personaggi ha fatto emergere ed evidenziato in me una personale natura compositiva che ha caratteristiche dolenti nella scrittura coreografica". Così la ballerina spiega l'impulso che ha dato vita alla sua performance. Ed in effetti il suo lavoro è una ricerca sul colore drammatico che all'inizio sembra non appoggiarsi ad alcun tema narrativo di riferimento, ma che andando avanti nell'elaborazione coreografica dello spettacolo delinea sempre più il tema dell'Annunciazione. Un tema affascinante quando si parla di femminilità, che in arte pittorica viene quasi sempre rap-presentato con uno stato di calma e che in questa coreografia viene affrontato in tutta la drammaticità di una scoperta non voluta. La coreografa esplora l'aspetto "violento" dell'imposizione divina, un urlo femminile umano e scomposto davanti al mistero, a ciò che non si conosce e lì per lì non si accetta. Ma pian piano anche quella pancia che ingrossa viene accolta come accolto è il suo frutto. E allora immaginazione, paura, meraviglia e, alla fine, anche amore trovano corpo e casa insieme. La danzatrice in questa messa in scena cerca di tirare fuori il meglio di sé, ma diciamo che ci si potrebbe ancora lavorare sù togliendo qualche ripetitività di movimenti che a tratti rende monotono l'assolo. Purtroppo in certi passaggi lo spettacolo ricorda troppo Annonciation di Preljocaj e molti gesti sembrano presi da lì, come la scelta dei brani musicali sembra essersi orientata su quegli schemi. Meno danzata e più recitata la versione della Zaccaria che comunque affronta questa prova con la passione e umanità di un'artista matura.

Francesca Camponero

Ultima modifica il Sabato, 30 Marzo 2013 18:03
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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