giovedì, 18 luglio, 2019
Sei qui: Home / Recensioni / CINEMA / (CINEMA) - "BEAUTIFUL BOY" di Felix van Groeningen. L'amore di un padre per il figlio tossicodipendente

(CINEMA) - "BEAUTIFUL BOY" di Felix van Groeningen. L'amore di un padre per il figlio tossicodipendente

"Beautiful Boy", di Felix van Groeningen "Beautiful Boy", di Felix van Groeningen

Beautiful Boy
di Felix van Groeningen

Con Timothée Chalamet, Steve Carell, Maura Tierney
USA, 2018

L'amore di un padre per il figlio tossicodipendente
"Guardo il ragazzo che pensavo di conoscere a memoria e mi chiedo chi sia". Un padre pensa di sapere tutto del proprio figlio, ma a volte la vita infligge inattese ferite dolorose. Beautiful Boy è l'intenso racconto dell'amore incrollabile e della dedizione totale di un padre, David Sheff (Steve Carell), nei confronti del figlio tossicodipendente. Nic Sheff (interpretato dal giovanissimo candidato agli Oscar Timothée Chalamet) è un diciottenne di bell'aspetto e grande sensibilità e intelligenza. Ama leggere e sogna di divenire uno scrittore famoso, ma il male della droga lo ha trascinato in un tunnel oscuro da cui sembra impossibile fuggire e neanche l'amore dei suoi cari potrebbe essere sufficiente a salvarlo.
Beautiful Boy è tratto dall'omonimo bestseller autobiografico di David Sheff e da Tweak, la versione di Nic Sheff. Due romanzi che raccontano una stessa storia da punti di vista differenti: quello di una famiglia sconvolta dalla sorte di uno dei propri componenti e disposta a tutto per amore; viceversa quello di un ragazzo completamente assorto nel proprio dolore esistenziale, intrappolato nel limbo infernale della tossicodipendenza, un piacere letale di cui non riesce a fare a meno e che lo getta in un ciclo di vergogna e solitudine. L'integrazione del contenuto dei due romanzi autobiografici ha garantito al film una completezza idonea a raccontare questa storia in tutta la sua complessità.
Beautiful Boy è un film che colpisce dritto al cuore e descrive con attenzione e sensibilità una malattia che devasta la mente di chi ne è vittima. David Sheff vede il suo bellissimo ragazzo trasformarsi con il tempo in un relitto tremante dallo sguardo perso nel vuoto; teme ogni attimo per la sua vita, spezzata dall'eroina e dalla metanfetamina, una droga che danneggia seriamente i circuiti celebrali e dalla cui dipendenza è quasi impossibile liberarsi. Lo sguardo compassionevole e colmo d'amore di Steve Carell è commuovente, la sua ansia e preoccupazione palpabili. Timothée Chalamet riconferma quel grande talento che ci aveva conquistati in Chiamami col tuo nome, regalandoci un'interpretazione sentita e straziante, efficace e mai eccessiva. Queste due grandi performance rappresentano un pilastro per il film e un valore encomiabile, ma non c'è buon film senza un bravo regista: Felix van Groeningen (Alabama Monroe, Belgica) ci racconta con una delicata e incisiva semplicità un percorso di vita durato circa otto anni, impreziosendo con un'atmosfera rarefatta momenti felici del presente e del passato destinati imminentemente a un sentimento di nostalgia.
Contrariamente da quanto ci si possa aspettare da un film sulla droga, la famiglia di Nic, nonostante la separazione dei suoi genitori, era felice e piena d'affetto. Un bellissimo personaggio viene individuato nella sua matrigna Karen (un'intensa Maura Tierney), che vive il rapporto con lui come quello tra una madre e un figlio, sostenendo David nella sua disperata lotta per salvarlo. Ciò che viene sottolineato da questa esperienza di vita è quanto l'infelicità e la tossicodipendenza possano colpire chiunque, come una vera e propria malattia. Combatterla è veramente difficile, ma la forza dell'amore non si arrende di fronte a nulla e alle volte, dopo un lungo viaggio oscuro, come in una favola trionfa. Oggi Nic Sheff è un romanziere di successo e un autore di note serie tv.
Il titolo del film cita la bellissima canzone omonima di John Lennon, che ricopre un ruolo speciale in una colonna sonora fatta interamente di musica già esistente, rimandando a quel mondo musicale rock e punk che David e Nic condividevano con passione. Infine è opportuno aprire una parentesi sulla lettura di Let It Enfold You di Charles Bukowski da parte di Timothée Chalamet, la quale ricorre sia in una scena del film che durante i titoli di coda. Una poesia perfetta per esprimere i controversi sentimenti di Nic e l'insofferenza verso l'esistente, così come il risveglio interiore e lo sbocciare di un sacro entusiasmo per la vita grazie alla forza benefica e miracolosa dell'amore.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Giugno 2019 05:46

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.