domenica, 17 giugno, 2018
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(CINEMA) - "The Strangers: Prey at Night" di Johannes Roberts. - Il ritorno delle tre maschere assassine

"The Strangers: Prey at Night" di Johannes Roberts "The Strangers: Prey at Night" di Johannes Roberts

The Strangers: Prey at Night
di Johannes Roberts
Con Christina Hendricks, Bailee Madison,
Martin Henderson, Lewis Pullman

USA, 2018

Il ritorno delle tre maschere assassine

Cindy (Christina Hendricks) e Mike (Martin Henderson), sono due genitori modello che, in un momento critico per la loro famiglia, dovuto all'instabilità della figlia ribelle Kinsey (Bailee Madison), decidono di trascorrere un fine settimana in un campeggio dove abitano dei loro parenti, portando con sé, oltre che Kinsey, anche il figlio primogenito Luke (Lewis Pullman), un ragazzo atletico e di bella presenza. Ad attenderli la follia di tre sadici assassini, il cui volto è coperto da perturbanti maschere. Ben dieci anni dopo aver diretto il primo The Strangers, Bryan Bertino firma la sceneggiatura del suo sequel. Una prima differenza è subito evidente: se nel primo i protagonisti erano una coppia interpretata dalla carismatica Liv Tyler e da Scott Speedman, in questo secondo lo è una tipica famiglia americana costituita da quattro componenti. Dunque raddoppiano i personaggi in gioco, ampliando le dinamiche di inseguimenti e omicidi.
Un'altra differenza fondamentale è che diversamente dal primo, The Strangers 2 si svolge prevalentemente in spazi aperti, evitando un confronto diretto con il suo predecessore. Questa scelta, pur riducendo il fascino dell'intreccio narrativo, offre nuove soluzioni per gestire la tensione e spaventare lo spettatore, anche se non raggiunge la stessa efficacia dell'angoscia claustrofobica generata dall'invasione del proprio spazio intimo, la casa, da parte di inquietanti sconosciuti. In The Strangers 2 si susseguono angoscianti fughe su prati e strade di asfalto, per poi rientrare in spazi chiusi e riuscirne ancora più terrorizzati di prima.
I tre psicopatici persecutori indossano le stesse maschere di quelli del primo The Strangers, ma non sono specificati in alcun modo eventuali legami, preferendo lasciare indefinito questo mistero, forse per accresce la tensione, forse perché non è un elemento necessario da chiarire. Rimane invariato un presupposto: il male è male, agisce per puro piacere. Non viene fornita alcuna motivazione psicologica del comportamento dei tre antagonisti: sono disumani, senza una storia, senza un passato. Simboleggiano la crudeltà in se stessa.
Per una prima parte il film si focalizza sulle problematiche della famiglia protagonista, mai del tutto chiarite ma di cui si coglie la drammaticità e il disagio nell'affrontarle. Fondamentalmente però il disfacimento di questa famiglia è solo apparente, perché in realtà i membri che la compongono sono molto uniti tra di loro, ma è normale che nella vita ci si dimentichi dell'amore che ci unisce e si guardi solo a problemi irrilevanti. Kinsey è indubbiamente la vera protagonista della storia. Lei è la tipica adolescente infelice e apparentemente egoista. Sappiamo anche che ha commesso qualche grosso errore, anche se non ne viene chiarita la natura. Il rapporto con i suoi genitori, di fatto miti e comprensivi, è da lei molto sofferto e sente di essere sul procinto di essere allontanata dalla famiglia. Crede di essere sola. Ma,come è naturale che sia, l'incombere di un vero atroce incubo annullerà ogni falsa divisione. Gli horror hanno il potere di riflettere le paure e le ansie dell'essere umano, e spesso nella quotidianità tende a divenire oscuro e tragico ciò che potrebbe essere visto sotto un'altra luce, soprattutto se scorto attraverso lo sguardo dell'amore e del perdono. La minaccia di un vera tragedia, malgrado la sofferenza, ristabilisce le priorità, ricorda ciò che conta e cosa no. Ecco che i conflitti tra i personaggi semplicemente si annullano, mentre si sviluppa un'estenuante lotta per la sopravvivenza, in cui Kinsey dimostra di essere ben diversa da una ragazza che pensa solo a se stessa.
La sceneggiatura riserva delle pecche ed emerge alle volte un'ingenuità dei personaggi eccessiva.
Ma a compensare questa carenza è la regia di Johannes Roberts, esteticamente molto curata, che regala sequenze degne di merito, potenti e cariche di suspense, fra cui la scena della piscina, accompagnata dal brano Total eclipse of the heart. Infatti l'uso della colonna sonora è ottimo, e questa diviene un importante mezzo espressivo per accrescere la tensione e donare tocchi autoriali, servendosi anche di hit anni '80, periodo a cui il film fa riferimento anche in merito agli horror che lo hanno ispirato. Inoltre il film è un bacino di ingredienti che lasciano chiaramente trasparire la vastità della conoscenza di Bertino e Roberts del cinema dell'orrore. The Strangers: Prey at Night è un home invasion che, nonostante qualche debolezza nella fase di scrittura, mantiene alti gli standard del genere e regala un ottimo e terrificante intrattenimento nei vicoli angusti della paura.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Domenica, 10 Giugno 2018 05:54

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