venerdì, 21 settembre, 2018
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(CINEMA) - "Loro 1" di Paolo Sorrentino. - Silvio e la sua corte dei miracoli...

"Loro 1" di Paolo Sorrentino "Loro 1" di Paolo Sorrentino

Loro 1
di Paolo Sorrentino
con Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio,
Kasia Smutniak, Euridice Axen
Italia 2018

Silvio e la sua corte dei miracoli... ma "finisce sempre così", tra solitudine e squallore.

Essendo solo la prima parte di un'opera cinematografica più ampia è impossibile dare un giudizio definitivo, ma Sorrentino tuttavia ci invita a farlo con la scelta di questa suddivisione in due parti. Così dobbiamo cimentarci in una riflessione su questo film, consci che Loro 2 potrebbe stravolgere ogni certezza. Ma il cinema è anche un sottile gioco tra regista e spettatore... e allora giochiamo. Fin dall'introduzione Sorrentino chiarisce la sua poetica citando Giorgio Manganelli: "tutto documentato. Tutto arbitrario". Non contano i fatti ma le interpretazioni e l'ispirazione artistica che questi generano.
Loro 1 è suddiviso in due "atti". Il primo segue le vicende di Sergio Morra (un Riccardo Scamarcio perfettamente calato nella parte), alias Gianpaolo Tarantini, ambizioso manager che cerca di inserirsi nella cerchia di Berlusconi mettendo insieme un giro di escort e belle donne per attirare la sua attenzione e sfruttare il suo punto debole. Ad affiancarlo la sua compagna Tamara, un'ottima Euridice Axen, di lui innamoratissima e talmente spregiudicata da sedurre l'ex ministro Santino Recchia (un Fabrizio Bentivoglio che fa pensare a Bondi), per riuscire a mettersi in contatto con Berlusconi, senza però concedersi mai realmente, perché lei Sergio non lo ha mai tradito. Ad una festa Morra conosce quella che diverrà la sua amica e complice, da cui è irresistibilmente attratto ma a cui non può ambire, perché lei appartiene solo a Lui, ovvero a Berlusconi: Kira, interpretata da una bellissima e seducente Kasia Smutniak, dietro le cui fattezze probabilmente si nasconde il personaggio reale dell'ape regina Sabina Began.
In questa prima parte il Cavaliere è una presenza invisibile ma costante, da cui tutti sembrano ossessionati. Lo chiamano Lui e il nome di Silvio Berlusconi non viene mai pronunciato, come se fosse una presenza metafisica, forse divina da cui bisogna ricevere un'investitura per esserne all'altezza e divenirne sacerdoti. Perfino sui cellulari è da tutti memorizzato come Lui. Forse perché è l'incarnazione di ciò che tutti loro desiderano: il potere, la fama e la devozione delle persone. Sorrentino ci proietta in una Roma caotica e corrotta dai peggiori vizi dell'umanità, un proseguimento ideale de La grande bellezza. Loro e Lui, la classe dirigente e Berlusconi, la massa e il singolo. Loro sono parassiti, Lui un uomo che ha creato la propria fortuna, che si è fatto da solo. Il mondo dei Loro è un inferno dove i diavoli danzano tra sesso e droga. L'idea di non rivelare quello di Lui per tutta la prima metà del film accresce il mistero e la curiosità, dona un tocco autoriale forte. Come scrive Sorrentino nelle note di regia: " Loro racconta questi italiani prevedibili ma indecifrabili, nuovi e antichi al contempo " e prosegue "anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono di provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne ed ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi". Sorrentino amplia i suoi punti di riferimento: alla nostalgia felliniana affianca la follia trash di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, che cita esplicitamente nella sequenza ambientata nella piscina di villa Morena, dove Sergio e il suo esercito di uomini e donne disinibite si lasciano trasportare dagli effetti della MDMA. La villa diviene la scena di un'orgia lussuriosa e quasi mistica, un momento eterno in cui l'amore (effetto della MDMA, la droga dell'abbraccio, come spiega uno scienziato che ci impartisce una lezione su di questa) invade lo spirito e il corpo di tutti, portando a una sorta di amore universale che coincide con il desiderio sessuale. Kira e Tamara sono le regine di questo Eden, le Eva senza alcuna vergogna, baccanti seducenti al centro della scena. Un personaggio è fuori dal coro: la giovane studentessa per bene che è però affascinata da questo mondo e che precedentemente era stata protagonista di una delle sequenze più enigmatiche del film, ovvero l'incontro con colui che Loro (questa volta è sinonimo di coloro che contano) chiamano Dio. La scena della piscina, come tutto il film d'altronde, evoca anche la TV anni '80 e i video di MTV. Prima è pervasa da un ritmo frenetico e da corpi sinuosi e danzanti, poi da una serafica e nostalgica quiete, che lascia percepire i desideri e le fragilità di questi personaggi. Sorrentino più di altre volte vuole rendere la bruttezza di questo mondo ma non rinuncia comunque come sua abitudine a conferire ai personaggi un'accennata malinconia che li rende umanamente più interessanti e comprensibili, lasciando trasparire sempre un velo di poesia. Loro sono lo squallore della società e al contempo le sue vittime.
In fondo Loro 1 si apre con il sacrificio di una vittima innocente: la pecora che muore per il freddo causato dal condizionatore della villa di Berlusconi. Questa metafora si presta a molte interpretazioni, più o meno sottili, fra le quali: il simbolo dell'innocenza che non trova posto in questo mondo corrotto e così muore; la pecora che guarda la tv, dove scorrono le immagini dei quiz di Mike Bongiorno, potrebbe rimandare allo spettatore che rimane intrappolato nell'effetto di trance e stordimento generato dalla televisione ma anche dalle bugie dei politici e dalle illusioni della società; la vittima sacrificale, forse Berlusconi stesso, come sembra alludere l'entrata in scena di Servillo, un Silvio che vedremo soffrire di solitudine e lasciato solo a se stesso.
La prima parte del film ci aveva mostrato finora gli effetti di Lui su Loro, fino a quando finalmente la telecamera inquadra un uomo mascherato da odalisca seduto nel suo grande giardino, che si alza, raccoglie dei fiori ed entra nella stessa lussuosa villa in cui avevamo visto avventurarsi la pecora, vede le stesse immagini in televisione, con lo stesso condizionatore che raffredda l'aria. Un déjà vu per lo spettatore, un momento di cortocircuito. Ma poi torna l'equilibrio. L'uomo si reca in una camera da letto dove una donna sta dormendo e si leva il velo: è ovviamente Silvio Berlusconi. L'interpretazione di Servillo è un po' caricaturale, non si percepisce una totale spontaneità e il suo volto sembra volontariamente una maschera piuttosto che la pelle di un personaggio che deve risultare credibile. Un personaggio che da subito si presenta "teatrale", di cui dovremo scoprire l'uomo dietro la maschera. Ad affiancarlo Elena Sofia Ricci nelle vesti di Veronica Lario, la moglie che ha perso fiducia nel proprio matrimonio a causa dei continui tradimenti del marito. In questa seconda parte Sorrentino inizia un'analisi introspettiva di Silvio. Non gli interessa il politico, ma l'uomo. Cerca di cogliere tutte le sfumature della sua personalità: l'eccentricità, la solarità, la paura della solitudine, l'attrazione per le belle donne, l'amore per la moglie, il bisogno di fare qualcosa e restare attivo, la fierezza nell'essere un uomo che si è fatto da solo. Afferma Sorrentino: "Il mondo ha un'idea di Berlusconi come persona molto semplice, ma studiandolo ho capito che è molto più complicato. Vorrei provare a descrivere questo personaggio complesso. Sono interessato all'uomo che sta dietro il politico. Non sono interessato agli aspetti politici"
La sceneggiatura affida a Servillo moltissime battute comiche, che forse alle volte rischiano di scadere nella banalità, molte delle quali sono inserite in un continuo scambio pungente di opinioni con la Lario, rappresentata come una sofisticata intellettuale. La loro è prima di tutto una storia d'amore, ormai quasi giunta al capolinea, ma piena di ricordi e nostalgia. Così dall'umorismo pungente si passa in un attimo a momenti lirici e romantici, in cui ciò che conta sono le persone, non i loro nomi, per concludere con un finale nostalgico e poetico, probabile introduzione alle atmosfere di Loro 2.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Venerdì, 04 Maggio 2018 11:56

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