lunedì, 20 novembre, 2017
Sei qui: Home / Recensioni / CINEMA / (CINEMA) - "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi. Il senso dei killer per la neve

(CINEMA) - "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi. Il senso dei killer per la neve

Toni Servillo in "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi Toni Servillo in "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi

La ragazza nella nebbia
di Donato Carrisi
Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon
Italia, Francia, Germania 2017

Il senso dei killer per la neve

Ad Avechot, piccolo paese di montagna, l'agente Mayer (Cescon) porta l'ispettore Vogel (Servillo) dallo psichiatra Flores (Reno) perché, a seguito di un incident, sembra aver perso la memoria. Già dalle prime battute del colloquio, al medico appare chiaro che l'uomo finge l'amnesia e lo fa parlare; lui è un poliziotto famoso per aver risolto casi importanti sempre con grande clamore giornalistico ma che è incappato in un guaio giudiziario: l'ultimo suo arrestato, sospettato di essere un serial killer, era stato assolto in appello e aveva ottenuto un risarcimento milionario. Chiamato, insieme al suo braccio destro Borghi (Richelmy) ad Avechot per indagare sulla scomparsa dell'adolescente Anna Lou (Ekaterina Buscemi), una ragazzina dai lunghi capelli rossi tutta casa e comunità religiosa, si era subito messo all'opera chiamando la sua amica/nemica Stella Honer (Renzi), star giornalistica televisiva specializzata in casi criminali. La presenza della televisione convince la Polizia a mandare uomini, apparecchiature ed elicotteri per aiutare l'ispettore. Viene fuori che un ragazzo nevrotico, Mattia (Jacopo Olmo Antinori), era solito riprendere di nascosto la ragazzina e che in un video da lui girato il giorno della scomparsa vicino alla casa di Anna Lou si veda aggirarsi la macchina di Loris Martini (Boni), professore di liceo trasferitosi da poco dalla città nel villaggio, decisione non indolore, nata dal tentativo di ricucire il rapporto con la moglie Clea (Lucrezia Guidone) reduce da una relazione adulterina. Ora loro e la loro figlia Monica (Marina Occhionero) - che è furiosa con il padre per aver dovuto lasciare la città ed i suoi amici - vivono alla meglio con il magro stipendio di insegnante di lui e sono pieni di debiti. Vogel, sollecitato dai media e dai disperati genitori (Daniela Piazza e Thierry Toscan) di Anna Lou, si convince che gli indizi che portano a Martini – il filmato di Mattia, la mancanza di un alibi per il giorno della scomparsa, una misteriosa ferita alla mano e un sms ambiguo ad una sua allieva (Sabrina Martina) – siano prove sufficienti e comincia a costruirgli intorno un muro di sospetti, lasciando parte del lavoro sporco alla Honer In paese si appalesa il famoso avvocato Levi (Antonio Gerardi) che si offre di difendere Martini, mettendolo in guardia contro la pericolosità e il cinismo del poliziotto ma dopo un drammatico incontro a due con il suo persecutore, a seguito del ritrovamento dello zaino di Anna Lou con tracce del sangue del professore, questi viene arrestato. Vogel si gode la ritrovata fama mediatica ma la telefonata di una giornalista tedesca (Greta Scacchi), che si è rovinata la carriera per inseguire l'Ombra (un serial killer che trent'anni prima uccideva in tutta la valle adolescenti dai capelli rossi rimetterebbe tutto in discussione ma...
Carrisi è uno dei nostri giallisti più tradotti in Europa, ha alle spalle un solido lavoro di sceneggiatore (Casa famiglia, Nassirya, Moana) ed è un accanato cinefilo come ben si vede in questa sua opera prima, nella quale abbondano le citazioni: da quelle dichiarate al Fincher di Seven e de L'amore bugiardo, a I soliti sospetti (la serie di finali a sorpresa) e a Fargo (la poliziotta con il colbacco, che nel romanzo era un uomo), alle atmosfere di The village di Shyamalan ma anche dei due Fiumi di porpora con Reno poliziotto scontroso, forse anche l'assai meno riuscito La ragazza del lago di Molaioli. Sicuramente meno voluti sono i riferimenti a Omicidio all'italiana di Maccio Capatonda e al recentissimo L'uomo di neve, anche se l'allegra satira sui format televisivi sanguinolenti del primo, qui, prendendosi sul serio, rischia di sfociare nel moralismo conformista, mentre la solitudine delle valli innevate di Carrisi è più efficace della stucchevole neve norvegese di Alfredson. Quest'ultima notazione aiuta a capire che siamo davanti ad un buon film, con un cast europeo notevole (anche se Servillo, come talvolta gli capita, sembra compiacersi troppo della propria bravura a scapito della credibilità del personaggio), una regia nient'affatto insicura e soprattutto la scommessa vinta di fare un'opera di genere di qualità (anche commerciale – vengono in mente gli ottimi esordi di Petri con L'assassino e di Damiani con Il rossetto). La trama gialla è ben calibrata anche se, nelle ultime scene, appesantita da finali via via un po' telefonati. Insomma, però, ben venga un "whodunit" (poliziesco con scoperta finale dell'assassino) italiano non televisivo e di buon impatto. Avercene.

Antonio Ferraro

Ultima modifica il Lunedì, 30 Ottobre 2017 06:36

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via G. Rosales 3, 20124 Milano MI, Italy
  • +39 02 65 32 70

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.