domenica, 25 agosto, 2019
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Sguardi attenti sulla danza contemporanea: La XX edizione del Dublin Dance Festival. - di Roberta Bignardi

Jean-Louis Ouvrard in "L'après-midi d'un Foehn – Version 1". Foto Jean Luc Beaujault Jean-Louis Ouvrard in "L'après-midi d'un Foehn – Version 1". Foto Jean Luc Beaujault

Ogni anno, nel mese di maggio, la città di Dublino alza il sipario su uno dei Festival più attesi della stagione: il Dublin Dance Festival. Chi conosce questa città e avuto la fortuna di viaggiare per l'isola di Smeraldo, sa bene quanti siano i festival irlandesi dedicati alla musica, all'arte, al teatro, alla letteratura, all'architettura. Il Dublin Dance Festival, giunto quest'anno alla sua decima edizione, è un momento davvero unico per la danza contemporanea internazionale. «Un principio fondamentale su cui il Festival si regge – spiega la direttrice Julia Carruthers – è quello di portare i grandi coreografi di impatto, per la prima volta, in Irlanda. Durante i primi anni di vita il DDF ha visto Merce Cunningham, William Forsythe, Mark Morris, Anne Teresa de Keersmaeker, Jérôme Bel, Alain Platel e Michael Clark. Io ho aggiunto Trisha Brown, Tero Saarinen, Lucy Guerin e Wim Vandekeybus all'illustre lista! Il DDF rappresenta davvero un grande lavoro nella danza a livello mondiale e oggi giorno Dublino può essere vista come una delle capitali europee più in fermento». Un Festival interamente dedicato alla danza contemporanea, insomma, che fa della città di Dublino una tappa importante nel panorama europeo: un lavoro dedicato alla valorizzazione delle produzioni irlandesi, accanto a giovani ed importanti nomi della coreografia internazionale, formando così un cartellone di tutto rispetto. In apertura l'ultimo lavoro della coreografa irlandese Emma Martin dal titolo Tundra, commissionato proprio dal Festival. La tundra (che dal lappone tunturia significa "pianura senza alberi"), esplorata dalla danza di Emma Martin, è un paesaggio oscuro e inquietante, un mondo che sfuma i confini tra incubo e realtà, caricato da una sensazione ansiogena, per una narrazione raccontata a gran voce dal movimento-azione. La scenografia (Emma Martin e Sarah Jane Shiels), suggestiva ed evocativa, ci racconta il quotidiano: una poltrona in primo piano, un vecchio televisore sintonizzato sul nulla, il tavolo e le sedie per una caricaturale cena surreale. Al principio un leggero sipario trasparente rende la visione quasi cinematografica, impendendo totalmente di comprendere cosa stia succedendo sulla scena. Di spalle, un uomo in grigio (Raymond Keane) fuma seduto sulla poltrona quasi a dimostrare il pieno controllo di ciò che andremo a vedere, mentre l'istallazione artistica di file di lampadine dall'alto attrae l'occhio dello spettatore senza lasciarlo riposare. Il senso di vertigine esistenziale si rispecchia subito nella coreografia, in particolare per le due danzatrici (Oona Doherty e Justine Cooper): a volte il movimento è fluido altre volte scattante, ma sempre energico e vivo, ma pur sempre bello nella sua stranezza. Attraverso un umorismo sarcastico, fatto di danza, voce e mimo, Emma Martin offre una parodia bizzarra della realtà. Sotto la colonna sonora di Francesco Turrisi che lavora sulle primordiali emozioni, passando da vivaci accordi a solenni melodie, come a planare sulle pianure piatte e ghiacciate della tundra.
Un altro interessante lavoro presente al Dublin Dance Festival 2014 è stato quello della Compagnia franceseNon Nova, supportata dal Ministero della Cultura francese, con il suo L'après-midi d'un Foehn – Version 1 che ha riscosso un grande successo in tutta Europa. Una rivisitazione del leggendario balletto di Nijinskij del 1912 per un pubblico di piccoli e attenti spettatori. Al centro della sala grande del The Ark (il teatro dublinese dedicato ai bambini), una pedana circolare, raso terra, circondata da decine di ventilatori. Al centro l'attore Jean-Louis Ouvrard che taglia tante piccole buste colorate, le annoda per bene, e le dispone sulla scena. Poi camminando intorno accende, uno alla volta, i ventilatori (la cui frequenza è regolata da un computer) e abbandona la scena. Ecco che prendono posto le magiche note di Debussy ed a svegliarsi, questa volta, è un danzatore particolare leggero e colorato. Quella piccola bustina creata dalle mani dello stregone, adesso sembra avere un anima: danza, respira, si muove nello spazio. Ad un tratto la scena si riempie di piccoli decine di danzatori colorati, che ballano tra di loro, fluttuando nell'aria e provocando lo stupore dei bambini-spettatori. Uno spettacolo di grande gusto e fantasia, dove l'idea del corpo che danza lascia il posto ad un puro e fantasioso gioco di movimenti aerei.
Ad animare gli spazi di Dublino la performance di danza urbana Bodies in Urban Spaces dell'austriaco Cie. Willi Dorner con i suoi 20 artisti: vere e proprie catene di sculture corporali che hanno riempito gli spazi della città per un happening urbano. Ed ancora: le due compagnie irlandesi Pan Pan Teatro e Collettivo Arcane, il nuovo lavoro di Liv O'Donoghue, quello della catalana Sonia Sánchez, dell' artista francese Clément Dazin; del coreografo svedese Örjan Andersson e del coreografo cipriota Alexis Vassiliou.

Still current

Ospite speciale di questa XX edizione Russell Maliphant dei Sadler Wells Associate Artist, con il suo nuovo lavoro Still Current. Sul palco dell'Abbey Theatre oltre a Maliphant, Thomasin Gülgeç con la sua fluida agilità, Dickson Mbi, famoso per la sua potente muscolarità e l'incredibile stile 'popping' insieme all' accattivante Carys Staton. Le coreografie di Maliphant sono diventate, già da tempo, una calamita per alcuni importanti ballerini: da Sylvie Guillem al campione di hip-hop Dickson Mbi appunto. Un movimento danzante che trattiene una bellezza particolare che nasce, a sua volta, sotto la superficie del corpo, nel tratto più profondo della forza dei muscoli, nel flusso e riflusso del respiro, per poi esplodere in un virtuosismo teatrale sorprendente. Due delle cinque opere sono riprese di 'assoli' precedenti: Afterlight e Two. Gli altri sono nuove creazioni per lo stesso Maliphant e i suoi danzatori. Fluido e potente Still current (Ancora attuale) gioca con la bellissima illuminazione di Michael Hulls che, attraverso i suoi flash luminosi, crea l'illusione che MBI tremi sotto un attacco di forze invisibili, incanalando la propria energia in quella del danzatore Staton. La scena, poi, si riempie di una luce verde diffusa, mentre Gülgeç esegue un assolo arioso con cerchi disegnati da un lungo bastone sottile. Corpi che lasciano un segno luminoso quasi a voler lasciare una traccia del proprio passaggio: corpi leggeri e fluidi, animati da un' energia potente che riempie lo spazio intorno catturando, come un onda, lo sguardo dello spettatore.

Roberta Bignardi

Ultima modifica il Mercoledì, 08 Ottobre 2014 10:22

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