martedì, 20 agosto, 2019
Sei qui: Home / Recensioni / Rassegna Festival / Stockholm: The 24th International Film Festival - Breathe In / Trust me

Stockholm: The 24th International Film Festival - Breathe In / Trust me

Breathe In, regia Drake Doremus Breathe In, regia Drake Doremus

Due film validi per contenuti
e per bravura degli interpreti

Un film al mattino, uno al pomeriggio, svicolato quello serale, ci hanno impegnato veramente in questa giornata piovosa e fredda. Ma per dovere professionale e di cronaca dobbiamo raccontare il visto, il vissuto.
Il film Breathe in, in programma al cinema Skandia, racconta una storia che può sganasciare uno nucleo familiare ben collaudato, quando arriva, grazie ad un programmato scambio di ospitalità, una giovane intelligente, bellina, ben fornita di attributi e con talento di virtuosa pianista, che fa breccia nei sentimenti del capofamiglia, insegnante di musica; la presenza dell'ospite getta anche un sospetto di tradimento da parte del ragazzo della figlia dell'insegnante; insomma, costei scatena un contraccolpo in seno alla famiglia gettandola in una crisi generale, tanto che lui e la giovane ospite progettano anche una fuga per farsi una nuova vita, mentre la figlia, esasperata dal comportamento del ragazzo che l'ha illibata, genera un proverbiale incidente d'auto; e lei seriamente ferita, provoca dolore in seno alla famiglia, con conseguente presa di coscienza del di lei padre, facendo scomparire dal contesto la giovane ragazza ospite, scintilla del corto circuito; e tutta la famigliola torna a sorridere nella foto ricordo, che simboleggia la felicità e l'equilibro ritrovato.
Ci troviamo di fronte a quattro attori, un uomo e tre donne, di straordinaria bravura, che reggono, tutto sommato, questa storia non nuova nel catalogo delle storie d'amore.
L'intreccio drammatico è anche sostenuto da momenti di musica di grande presa sul pubblico. La regia di Drake Doremus, classe 1983, che muove gli interpreti e le sequenze con misura e abilità di linguaggio.

Trust me, regia Clark Gregg

Se nel film Breathe In domina la musica, nel film Trust me regna sovrana la chiacchiera.
L'attore Clark Gregg, che ha ambizioni di regista, infatti uscì allo scoperto nel 2008 con il film Choke, ed ebbe una buona accoglienza, stavolta ci ha voluto riprovare con Trust me, di cui è anche protagonista assoluto, per denunciare il mondo rapace degli agenti cinematografici che si scelgono bambini talentuosi artisti da collocare nella bolgia della produzione di Hollywood. In questo film, ricco di duetti con faccioni in primo piano, si racconta la storia dell'Agente Howard, che ha abbracciato questa professione dopo essere stato un "enfant prodige", che prende a cuore la precoce bambina Kaylah, perché venga assunta come attrice per una produzione importante il cui contratto a lungo termine può portare un bel gruzzolo di soldi; e, come si sa, gli agenti fanno profitto sul lavoro dei loro rappresentati. E tra agenti che operano nel settore c'è una concorrenza spietata per avere la gallina dalle uova d'oro. Ma in questo caso la gallinella Kaylah, figlia di un padre ubriacone, violento e stupratore, a detta della figlia (Lana Giacose, giovane deliziosa e funzionante per bravura nel ruolo dell'aspirante attrice) rende la vita un po' difficile al povero Agente Howard, interpretato con notevole bravura da Clark Gregg, poiché la deve sottrarre dalle grinfie del padre, tenersela in casa, farle studiare la parte su cui si basa il provino, intrecciando il tutto col suo andazzo privato.
Un film ambizioso per la denuncia di cui si fa portatore, con un finale tragico: l'Agente morirà accidentalmente per un colpo di rivoltella scappato dalla mano del padre dell'attrice, durante una colluttazione con due poliziotti prontamente intervenuti nel diverbio aggressivo tra i due; e lo si vedrà nel momento del trapasso in una immagine onirica di se stesso: mette le ali per volare all'altro mondo, concretizzando così di significato quella farfalla colorata che attraversa insistentemente tante sequenze del film, per farla assurgere a simbolo di una vita precaria e surreale, come infatti surreale sarà il finale del film stesso.

Mario Mattia Giorgetti

Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2013 20:39

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.