domenica, 16 giugno, 2019
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Almada, Festival in memoria di Joaquim Benite (2013) - di Mario Mattia Giorgetti

E SE NOS METÊSSEMOS AO BARULHO?! E SE NOS METÊSSEMOS AO BARULHO?! di François Chattot, Jean-Louis Hourdin, Christian Jehanin, Martine Schambacher

Il trentesimo anniversario del Festival di Almada, voluto dal compianto regista Joaquim Benite e dalla sua compagna attrice Teresa Gafeira, è stato vinto dalla compagnia francese "Servizio Pubblico" che per ben due stagioni consecutive si è aggiudicata l'ambito premio del pubblco.
Tutto il calendario degli spettacoli, iniziato il 4 luglio e terminato il 18 luglio, scelto dal neo direttore Rodrigo Francisco, (il quale ha raccolto il mandato di Benite che è quello di fare un teatro necessario, culturale, e internazionale) è stato seguito da un crescente pubblico motivato, e il numero dei suoi abbonati è stato raddopiato, grazie ad una politica di prezzi modici, ed una serie di iniziative tese ad accrescere la partecipazione del pubblico con cene preparate dallo staff del teatro, musica, incontri nel grande spazio dell'Espanada.
Su tutto e su tutti campeggiava la presenza, ormai simbolica, di Benite, a cui è stata dedicata una tavola rotonda sull'operatato teatrale di questo personaggio che ha lasciato tracce importanti nel teatro portoghese e internazionale, sia come regista, sia come direttore del festival, sia come opertatore culturale. Lo dimostra in maniera lampante la mostra a lui dedicata, che ha raccolto anche documenti minimi del suo lavoro quotidiano, tanto per dimostrare che la sua vita è stata dedicata, sacrificando anche parte del suo privato, alla causa di un teatro sociale, rivoluzionario, umano.
La compagnia francese "Servizio pubblico" è composta da tre attori attempetati e una signora un po' più giovane dall'aria sbarazzina, dinamica, atletica, accattivante per simpatia e disponibilità a comunicare, da alcuni tecnici e da chi si occupa di amministarzione.
Lo spettacolo che loro hanno offerto gratuito era di una semplicità disarmante e prendeva le mosse dall'antica Commedia dell'Arte. I loro spazi scenici sono i cortili, o spazi circoscritti, dove arrivano con una camioncino tutto bianco, con una insegna sul fianco "generi alimentari", tipo quelli che si trovano lungo le strade, dove si vendono panini e altre lecornie ai passanti.
Aprono bottega, cioè il loro teatro, sollevando l'anta laterale e una luce al neon che illumina tutti gli attori che sono coperti da buffe maschere e tuniche rosse. Invitano a cantare ai presenti, a cui sono stati consegnati volantini con lo spartito di un refrain che il pubblico deve cantare; tutti i presenti sono accalcati in piedi di fronte al camioncino. Tutti sono preoccupati, perché restare in piedi per la durata dello spettacolo, è faticoso anche per il caldo eccessivo che invade l'aria. Il loro spettacolo non prevede impianti di riflettori, fonica, niente. Loro e basta, con i testi, i canti, i lazzi, i giochi; portano un messaggio politico importante, una garbata denuncia sulla sopraffazione del potere, sui temi delle tasse, sulla vessazione dei potenti sui più deboli.
Poi, la sorpresa: tutti vengono chiamati ad avvicinarsi a ridosso del camioncino, mentre in silenzio, sul retro, degli inservienti dispongono semplici panche, fino a formare una piccola arena dove gli attori potranno agire tetralmente, con il pubblico seduto.
Più di un'ora di teatro semplice, vero, complice, coinvolgente, che alla fine, tra applausi d'amore e di stima, il pubblico viene festeggiato al suon di bichierozzi di vino, come a dire che il teatro è un festa per tutti noi. E si resta lì a chiaccherare sui temi lanciati come sassi in uno stagno che formano onde che il pubblico raccoglie. Premio meritato e invito ad una riflessione. Che tipo di teatro vuole il pubblico di oggi? Ai teatranti l'ardua sentenza.

Mario Mattia Giorgetti

 


ALLA CASA DI RICERCA
UNA DOCUMENTARIO PER JOAQUIM BENITE

 

Joaquim Benite

Quel che rimane nella vita di una persona sono solo i contenuti che questa trasmette o ha trasmesso. Considerazione nata vedendo il documentario su Joaquim Benite, morto il 4 dicembre 2012, direttore e fondatore del Festival di Almada, grande produttore e regista portoghese. Ho pianto, vedendo il lavoro in fieri che ha prodotto e la sua storia, il suo pensiero, le sue idee. Considerazione questa che porta a delle riflessioni sull'importanza di vivere in modo intenso la vita, partecipando ad essa con dedizione e interesse per ciò in cui si crede.
Il documentario su Joaquim parlava proprio di questo, l'amore per la produzione artistica, l'amore per il teatro, per gli uomini, per la cultura, per la politica di un uomo che eccezionalmente ha vissuto nelle difficoltà, nelle lotte contro la dittatura di Salazar, in un credo per la società in cui ha vissuto. Tante le produzioni teatrali, ma l'ultima, Il timone di Atene di William Shakespeare, è stata ripresa nei suoi momenti salienti, con gli attori coinvolti, con i costumisti, con Teresa Gafeira, sua moglie e grande interprete delle sue regie.
Sono stati ripresi i momenti problematici, a causa della sua malattia, che lo ha portato alla morte, della sua vita vissuta con impegno e alla ricerca della felicità e della verità. La costruzione di un'opera teatrale è stato il suo ultimo contributo alla vita, al Festival, al teatro, agli amici. Benite è stato ricordato da tutti i partecipanti, alla Casa da Cerca, terrazza sul Tago, dove critici, professori, amici, poeti lo hanno omaggiato non dimenticando la sua ironia e il suo gusto per la vita. Hanno dato il loro contributo all'omaggio: Jean-Pierre Han (Francia), João Carneiro, José Gabriel Antuñano (Spagna), Maria Helena Serôdio, Maria João Brilhante, Marina da Silva e Mario Mattia Giorgetti (Italia).

 


 

CANDIDO
Un'operetta per il pubblico di Almada

Una platea gremita di spettatori. Un palcoscenico pieno degli orchestrali dell'Orchestra Sinfonica Portoghese e il Coro Nazionale.
San Carlos, un'inaspettata e frizzante Operetta Candido di Leonard Bernstein, a partire dall'opera satirica di Voltaire, con la direzione musicale di Paolo Santos.
Interpreti: Mario Alves (Candido), Diogo Oliveira (Massimiliano), e con Mario Redondo, Lara Martins, Patricia Quinta, Leila Moreso, Marco Alves dos Santos, José Laurenco, Rei Hermann Augustus, Ivan Nuno Dias.
Nella diversità dei generi, è stata rappresentata anche un'operetta, che ha rallegrato l'atmosfera del Festival di Almada. Importante il ruolo delle operette nelle società e tra il pubblico mediterraneo, in quanto queste rendono più leggera l'atmosfera, pur dando uno spessore culturale al messaggio ideale che un festival, ad esempio, da' al suo pubblico, ai suoi spettatori.
Candido o l'Ottimista fu scritto nel 1759. Voltaire, come è stato detto nel preludio all'operetta scrisse il Candido e le sue avventure nel tentativo di ridicolizzare il conformismo del suo tempo, l'ottimismo, l'entusiasmo tipico dell'Illuminismo. Diverse le versioni, nel 1956 Lillian Hellman ne riscrisse un dilibretto, un altro fu scritto nel 1989 da Hugh Wheeler.
Panglass, il filosofo, si fermò a Lisbona, dopo il terremoto del 1755. L'episodio raccontato si rifà all'Auto da Fè e all'Inquisizione, che vietò il Candido e Pangloss fu impiccato.
L'operetta è una "lettera d'amore alla musica europea". Le liriche furono scritte da autori come Leonard Bernstein, Lillian Hellman, John Latouche, Dorothy Parker, Stephen Sondheim, John Wells e Richard Wilbur.

Rosanna Bocchieri

Ultima modifica il Domenica, 11 Agosto 2013 20:02

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