domenica, 18 agosto, 2019
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Editoriale: Andar per Festival di Mario Mattia Giorgetti

Aida di Giuseppe Verdi Aida di Giuseppe Verdi Arena di Verona

Il pubblico è per la cultura

Se si vuol conoscere lo stato di salute dello Spettacolo in Italia, durante il periodo estivo, non si deve fare altro che saltare da un treno all'altro, o mettersi in auto e navigare in lungo e in largo per la penisola e guai dimenticarsi le isole.
A dispetto dei tagli imposti dal Governo, da una politica dissennata, miope, degradata, il mondo dello spettacolo ha dimostrato di saper superare questo stato di cose, ovviamete con innumerevoli sforzi, ma facendo comunque attività culturale, avendo come risultato di offrire al pubblico ciò che una società civile, responsabile, deve dare alla propria Comunità: crescita culturale.
Basta dare un'occhiata alla Guida ai Festival del nostro portale; basta scorrere quotidianamente le pagine dei quotidiani, anche se informano con notizie stitiche e scarne, per accorgersi che non c'é città, paese, borgata, che non abbia organizzato il proprio festival, la propria rassegna, un evento, sia di teatro, sia di musica, sia di cinema, sia di danza, sia di lirica. Abbiamo un'Italia che pullula d'iniziative; registriamo, borderò Siae alla mano, un movimento di gente impressionante, nonostante i costi ancora troppo alti per una giusta partecipazione di un pubblico da formare.
Un politico accorto dovrebbe farsi vivo in questi contesti, per analizzare la situazione e valutarne le conseguenze. La cultura è motore trainante di economia, dà occupazione, dà partecipazione, la cultura dà sapere; ma i politici non sono attenti, pensano ai giochi di potere, alle combinazioni algebriche, agli intrighi; e sono distanti da coloro che li hanno delegati. Per fortuna qualcuno ancora si salva; purtroppo pochi: non facciamo nomi per non fare torto a nessuno, per salvare la faccia a quelli che amano la tintarella e chiappe al sole. Glissons.

Mittelfest

Per dovere di cronaca, dobbiamo citare alcuni festival per non dare l'impressione di parlare a vanvera: citiamo ad esempio quello di Cernobbio, delizioso paese che si affaccia sul lago di Como, alla sua ottava edizione, svoltasi a Villa Erba, (quella di Luchino Visconti, favolosa, ricca di attrezzature, di spazi, immersa nel verde e abbracciata da piante secolari), che ha concluso il suo ciclo di spettacoli con un omaggio a Fabrizio De André con un titolo intrigante ed emblematico A forza di essere vento, evento ricco di enegia, musica, è un piccolo incanto che si apre sulle note di Korakhanè; e lo spettacolo si chiude su Viver con un gruppo strumentale Franziska, con una ritmica in perfetto stile pop-live e con un coro tutto fare: dal canto a momenti pantomimici, uno spettacolo creato e diretto da Gloria Clemente che non perde occasione per mostrarsi, un po' tarantolata; ogni evento è stato offerto gratis; ecco una bella iniziativa politicamente lungimirante, rivolta ad un pubblico giovane; ed ogni spettacolo ha visto il tutto esaurito. Ringraziamo il sindaco di Cernobbio e gli sponsor che hanno mostrato di credere nel festival. Passiamo a Volterra, borgo ricco di storia, bello e invitante: un palcoscenico posto su una vallata mozzafiato. Qua, da tempo, si organizza un buon festival e vengono distribuiti i premi Ombra della sera ai protagonisti della cultura, a coloro che offrono la propria esistenza all'arte, alla scrittura, alla comunicazione, allo spettacolo (ecco, ne citiamo i premiati: Paola Gassman, Paolo Ferrari, Mario Mattia Giorgetti, Ginevra Bompiani, Maria Rosaria Omaggio, Gianni Guardigli, Susanna Branchini, Franco Cangini); e anche qui, il pubblico non si è fatto pregare: presente, partecipante, motivato; ha dato forza e senso al lavoro degli organizzatori che sono quasi tutti volontari e che riescono a coinvolgere sponsor locali.
Andiamo ai grandi eventi, quelli che hanno bisogno di un forte sostegno economico pubblico, ma attualmente anche loro sono in uno stato di sofferenza.

Se ti capita, caro lettore, fai una capatina il prossimo anno all'Arena di Verona che festeggia il suo centenario, e lì, in quella occasione, ti renderai conto di quanto lustro, economia, bellezza di spettacoli, offre al Paese, ai turisti tedeschi e no, che arrivano come mosche attratte dal miele.

Tutto il contesto, la città, i negozi, gli addobbi: uno spettacolo. Un po' meno, la politica del terziario, degli albergatori, che anziché favorire il turista invogliandolo ad un soggiorno più prolungato con offerte di pacchetti a costi agevolati, lo agrediscono con costi elevatissimi praticando la politica del mordi e fuggi in nome dell'Arena. Una vergona. Ma si sa l'egoismo umano, individualista, non ha limiti. L'Arena ha presentato un calendario di opere consolidate e di forte di richiamo come: Don Giovanni, Aida, Carmen, Romeo e Giulietta, Turandot, Tosca. Inoltre, ha messo in atto un' ottima, lodevole iniziativa di solidarietà per i terremotati dell'Emilia Romagna tesa a raccogliere fondi. Gli spettacoli, tutti da vedere e molto apprezzati soprattutto sia quello firmato da Franco Zeffirelli (Turandot), sia quello di Gianfranco De Bosio (Aida); due riprese eccellenti con cast encomiabili.

Festival delle Colline Torinesi

In Sardegna, si è festeggiato il festival "La notte dei Poeti" alla sua trentesima edizione. Sipario gli ha dedicato un ampio Dossier con tutti i protagonisti che nel corso dele stagioni vi hanno partecipato. Insomma, una festa dove il pubblico é stato il vero protagonista.
In Sicilia, escluso Taormina, Siracusa, manifestazioni storiche, sempre molto frequentate da un pubblico entusiasta, si affermano nuove realtà, come l'apertura di un nuovo teatrino di 100 posti a Marsala, voluto e diretto dal drammaturgo Claudio Forti, come la rassegna teatrale, undicesima edizione, Pirandello Stable Festival, a Caos (Agrigento), diretta da Mario Gaziano che con cinque spettacoli in programma ha soddisfatto una nutrita platea di spettatori affezionati. Come non parlare del Festival Benevento CittàSpettacolo, diretto da Giulio Baffi, che ha messo in piedi un nutrito programma di spettacoli ed eventi culturali di vario genere: cinema, poesia, letteratura, mostre, ricordi, sfilate di vecchie e storiche auto (tutto fa spettacolo a Benevento) mirati a valorizare luoghi e siti: dal Centro Storico, (con il Galà di auto d'epoca) al Teatro Romano (con L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti); dalla Corte del Palazzo Paolo V (con la mostra Nel nome di Ciccio, un omaggio all'attore Nino Taranto); dal Rudere della Chiesa di San Lupo detta "Morticelli" (con Raccontami Benevento, performances d'attori e autori ispirate alla storia di Benevento) a Hortus Colclusus (dove Mariano Rigillo ha ricordato lo scenografo beneventano Paolo Petti, scomparso di recente, seguito poi dal bellissimo film Quijote di Mimmo Paladino); dal Teatro Massimo (dove è stato rappresentato M.K. Mortal Kabaret di Roberto Russo) al Teatro Comunale (dove ha trovato ottima accoglienza Ferdinando di Annibale Ruccello); dall'Arco del Sacramento (che ha ospitato lo spettacolo L'anima buona di Lucignolo di Claudio B. Lauri) al Mulino Pacifico (dove gli spettatori venivano obbligati a "vivere" durante la notte sette ore per lo spettacolo Giulio Cesare da Shakespeare); dalla Terrazza del Convitto Nazionale Pietro Garrone (con il Concerto all'alba per Ensemble di violoncelli, da ascoltare alla sei del mattino) e per finire al Teatro De Simone (con Robe dell'altro mondo di Gabriele di Luca). Come si vede, spazi insoliti, teatri tradizionali, orari provocatori che richiedono impegno di programmazione e organizzazione del pubblico che deve correre da un posto all'altro, con "corti circuiti" da orari troppo prossimi l'uno dall'altro. Ma il risultato è stato eccellente sia per la partecipazione sia per l'accoglienza del pubblico al programma. Come non ricordare il successo di pubblico riscontrato al Festival Operaestate di Bassano del Grappa come quello dell'Estate Teatrale Veronese al Teatro Romano.

Teatro Olimpico di Vicenza

Terminiamo questa disamina, questo viaggio sulla partecipazione del pubblico con una nota sul Teatro Olimpico di Vicenza, dove ha debuttato in prima mondiale Paradiso, libera interpretazione di Eimuntas Nekrosius, tratto dalla Divina Commedia di Dante, di cui il regista ha realizzato in questa stagione anche Inferno e Purgatorio.
Di questo spettacolo ne parla Nicola Arrigoni sul portale www.sipario.it alla voce recensioni.
Contrariamente alla consuetudine che ha sempre visto un pubblico un po' attempato, stavolta all'Olimpico, abbiamo notato un bel pò di giovani, che certamente amano questo regista e che, secondo noi, si sta eccedendo nel definirlo "grande e geniale".
Per noi va ridimensionato. In fondo, la scrittura drammaturgica del regista si concentra su un linguaggio d'immagini composto di azioni pantomimiche, accenni di danza, canti, momenti di mimo, musica dominante, oggetti semplici ed essenziali per "narrare" le storie che sceglie dove il teatro di parola viene soffocato dal succedersi delle scene visive.
In questo Paradiso i Canti di Dante, ricchi di poesia alta e difficile in prima lettura, diventano mero pretesto; e poi, sentirli recitare in lingua lituana e obbligati a oscillare la testa tra la scena e il limitato spazio per i sottotitoli, posto in alto, e spinti a leggerli velocemente, senza apprezzare il contenuto dei versi di Dante, il pubblico, a un certo punto, si sente legittimato ad abbandonare l'impresa per dedicarsi a ciò che accade sul palcoscenico dove, ripetiamo, si corre, si salta, si accennano passi di danza, si mima e dove compaiono oggetti che assumono un valore simbolico e criptico, ottenendo a volte immagini esaltanti e a volte un po' noiose.
Ma alla fine dello spettacolo, che si snoda in un'ora e mezza, il pubblico applaude con calore e convinzione perché riconosce lo sforzo e la bravura di tutti gli attori obbedienti al dettato del regista.
Per comprendere la tesi che il pubblico ha dato segni di partecipazione si consiglia di leggere gli altri servizi sui festival pubblicati sulla prossima numero di Sipario: da quello lirico di Pesaro a quello di innovazione di Santarcangelo; da quello del Teatro Povero di Monticchiello a quello di Borgio Verezzi, al Mittelfest.
Concludendo: è un immenso piacere, vedere un pubblico che di fronte ai tagli, ad una crisi che investe tutti i settori, sostiene la cultura, diventa più attivo, responsabile del proprio ruolo.

Ultima modifica il Domenica, 17 Marzo 2013 09:02
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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