sabato, 17 agosto, 2019
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FESTIVAL IN UNA NOTTE D'ESTATE DEL TEATRO LUNARIA 2019 - "OH DIO MIO!", regia Girolamo Angione. -di Gabriele Benelli

Piero Nuti, Miriam Mesturino, Gabriele Racca in "Oh Dio Mio!", regia Girolamo Angione Piero Nuti, Miriam Mesturino, Gabriele Racca in "Oh Dio Mio!", regia Girolamo Angione

OH DIO MIO!
di Anat Gov
Regia: Girolamo Angione
Interpreti: Piero Nuti, Miriam Mesturino, Gabriele Racca
Scene: Cristina Hong, Sang Hee
Produzione: Torino Spettacoli
Lunaria Teatro, Piazza di San Matteo, Genova, 29 e 30 luglio 2019

Il XXII Festival in una notte d'estate del Teatro Lunaria continua con Oh Dio mio!, testo della famosa drammaturga israeliana Anat Gov. Si tratta di uno spettacolo che ha già avuto in patria circa cinquecento repliche prima di essere rappresentato con successo all'estero. A Genova, nel corso nel corso dell'apprezzato festival diretto da Daniela Ardini e Giorgio Panni, Oh Dio mio! ha visto in scena Piero Nuti come acclamato protagonista di questo spettacolo prodotto da Torino Spettacoli e con la regia di Girolamo Angione. Ad accompagnare in scena Piero Nuti sono Miriam Mesturino e il giovane Gabriele Racca. Il testo offre al pubblico l'immagine dettagliata e realistica di un interno arredato per accogliere i pazienti della psicologa Ella. Oh Dio mio! è aperto dai personaggi di Ella, interpretata da Miriam Mesturino, e il figlio autistico Lior, interpretato da Gabriele Racca. Una parte importante e attesa dal pubblico è l'entrata in scena del sempre più bravo Piero Nuti, accolto da un caloroso applauso. Anche se Nuti catalizza l'attenzione del pubblico con la sua presenza ed esperienza, la Mesturino e Racca convincono nel corso dello spettacolo. Lo stesso Gabriele Racca interpreta efficacemente il ruolo di Lior, pur con poche battute e con l'uso di un linguaggio quasi solamente fisico. Piero Nuti interpreta Dio, un personaggio dotato di un registro insolito, eppure riesce a caratterizzarlo con profondità e la giusta ironia. Il testo di Anat Gov, caratterizzato da grande sarcasmo, è reso perfettamente grazie alla grandezza e sottigliezza dell'attore nato a Genova. L'apporto di Miriam Mesturino è in ogni modo pregnante e rende Ella una coprotagonista a tutti gli effetti. I dialoghi intessuti dai due attori sono surreali e spiazzanti, eppure densi di umanità e capacità di introspezione filosofica mentre il pubblico scopre assieme ad Ella che il misterioso paziente non è un mitomane ma effettivamente colui che dichiara di essere: Dio. Il linguaggio che i due attori adoperano è sempre raffinato, eppure immediato, capace di spaziare dal dinamico al mimico così da accattivare prodigiosamente l'attenzione dell'uditorio. Le battute tra i due si susseguono forti, acute, dirompenti eppure sempre molto intime. Se è sorprendente e curioso il personaggio interpretato da Nuti, nondimeno la Mesturino sa destreggiarsi bene nel personaggio della psicologa Ella, dapprima dubbiosa e sconcertata, poi così forte da tenere testa a questo Dio depresso e in preda al rimorso. Il pubblico scopre così una curiosa lettura del gioco del ruolo tra uomo e Dio basata su un rapporto che si fa paritario e senza schermi. Ad Ella si mostra un Dio dalla psicologia umana contraddistinta da rimorsi, rimpianti, pentimenti e addirittura capace di superbia. Dichiara ad esempio di aver creato l'uomo per avere compagnia in un creato tanto bello ma incompleto e di aver tentato la donna con la mela perché geloso di lei perché aveva preso il posto di Dio nella scala di valori di Adamo. La gelosia di Dio sarebbe alla base dei futuri problemi della prima coppia. Ella si dimostra divina di fronte a Dio prima provocandolo – il primo comandamento tradirebbe la paura di Dio di essere abbandonato – e poi avendone misericordia. In Oh Dio mio! vediamo quindi la prospettiva di Dio in un curioso rovesciamento intelligentemente dissacrante. Lo spettacolo si chiude in un lieto fine che riappacifica le parti e in un miracolo finale, grazie al quale il giovane Lior acquista la parola rivolgendosi alla mamma. La regia di Girolamo Angione è impeccabile e dà valore alla brillantezza del testo di Anat Gov grazie ad un ritmo calibrato in grado di offrire momenti di palpabile emozione.

Gabriele Benelli

Ultima modifica il Mercoledì, 31 Luglio 2019 20:37

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