lunedì, 10 dicembre, 2018
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CLUJ NAPOCA, ROMANIA - Il Festival Internazionale "INTERFERENCES" 2018, Un "MERCANTE DI VENEZIA", regia Gábor Tompa, in epoca moderna avvince il pubblico. -di Mario Mattia Giorgetti

"Mercante di Venezia", regia Gábor Tompa "Mercante di Venezia", regia Gábor Tompa

CLUJ NAPOCA

IL FESTIVAL "INTERFERENCES" 2018 


Un Mercante di Venezia in epoca moderna
avvince il pubblico del Festival "Interferenze"

Il "Mercante di Venezia" di William Shakespeare, scritto tra il 1594 e il 1598, viene classificato come genere una commedia, ma ha in sé anche un elemento di tragedia: il pegno del debito da pagare di Antonio verso Shylock è una libbra di carne che sarà estirpata dal corpo di Antonio.
Shylock è un ricco usuraio ebreo di religione ortodossa Antonio un ricco mercante di religione cristiana. I due si odiano, e qui l'autore vuol contrapporre due religioni.
La commedia si articola sul piano dell'amore di Bassanio per Porzia, che, però, per sposarla ha bisogno di 3000 ducati che chiede in prestito all'amico "particolare" Antonio condizionato dall'amore omosessuale che ha per Bassanio, che egli, ambiguamente, non disdegna: anzi fa leva su questo sentimento per convincere l'amico mercante a prestargli i soldi necessari da portare in dote a Porzia e azzerare alcuni debiti che ha in giro. Antonio non dispone della cifra, ma per amore, chiederà per lui un prestito all'ebreo, in attesa che le sue navi rientrino con un bel carico che darà ad Antonio il profitto necessario per restituire il prestito. Ma la sorte si mette contro nei tempi da rispettare per onorare il prestito. E qui sono di scena due segni d'amore opposti tra loro secondo la comune morale della società dominante: l'amore tra Bassanio e Porzia e l'amore tra Antonio e Bassanio.
Porzia, però, non è libera di scegliere chi sposare, poiché per condizioni di eredità imposte dal padre in punto di morte i pretendenti devono superare la sorte che si nasconde in tre scrigni. Altro segno di una certa convenzione sociale: i figli devono seguire la volontà del genitore.
La fortuna vuole che il sorteggiato sia Bassanio. Intanto, intorno a Bassanio nascono altri innamoramenti: Jessica figlia di Shylock si innamora di Lorenzo, amico di Bassanio e per lui scappa rubando gioielli del padre. Narissa serva di Porzia si innamora di Graziano, sempre amico di Bassanio.
Altra rivoluzione: Lancillotto servo di Shylock si licenzia per andare a servire Bassanio.
Tutti questi segni hanno sicuramente un valore simbolico con morale che consegnano la commedia al genere della allegoria.
Ora, pensando al "Mercante di Venezia" messo in scena in chiave moderna da Gábor Tompa, ci domandiamo: questi segni reggeranno al cambio di marcia determinato dalla lettura moderna?
Potranno questi personaggi vivere, seguendo la trama dell'autore, i loro curiosi intrecci che hanno il sapore della favola?
Sembra che Gábor sia riuscito a superare questi condizionamenti dettati dai segni simbolo creati dall'autore.
Sembra dall'accoglienza del pubblico ci sia riuscito in pieno.
Cosa ha combinato Gábor?
Ha creato un unico ambiente super moderno: pareti con vetri scorrevoli, colonne in acciaio inossidabile, al centro un ascensore trasparente che sale e scende introducendo molti personaggi, terrazze sopra le colonne. Unico ambiente che viene di volta in volta cambiato, operando a vista con servi di scena che arredano secondo l'ambiente che deve seguire.
Siamo non più a Venezia ma in una città americana dove attualmente pulsano i dollari degli ebrei americani. E dove la vicenda di Antonio-Bassanio-Porzia trova ampi riscontri.
I personaggi in abiti di oggi sono tutti credibili e si muovono con azioni e gestualità contemporanee.
L'allestimento è ricco di creatività, di intermezzi musicali, proiezioni sulle pareti in alto, microfoni che passano di mano in mano.
Un momento debole, ma non potrebbe essere diversamente, è la scena del processo in cui Shylock pretende il dovuto e viene contraddetto dall'avvocato in cui si nasconde, per travestimento, la fragile donna Porzia. Ma superato questo infrangente, la conclusione della commedia termina con la condanna di Shylock e la festa collettiva intorno agli amori che nel frattempo si sono ricomposti.
Applausi lunghi e a ritmo serrato a tutti gli interpreti.
E la regia di Gábor ha superato le diffidenze di molti.

 

SHAKESPEARE: THE MERCHANT OF VENICE
Hungarian Theatre of Cluj, Romania
November 24 18:00 - Main Hall

Antonio: Gábor Viola / Zsolt Bogdán
Bassanio: Balázs Bodolai
Gratiano: Ervin Szűcs
Salerio: Loránd Farkas
Solanio: Szabolcs Balla
Lorenzo: Péter Árus
Shylock: Zsolt Bogdán / Gábor Viola
Jessica: Éva Imre
Portia: Enikő Györgyjakab / Andrea Vindis
Nerissa: Csilla Albert
Stephano / Balthasar: Alpár Fogarasi
Launcelot Gobbo: Csaba Marosán
Old Gobbo: Attila Orbán
Tubal: Róbert Laczkó Vass
The Prince of Morocco: Loránd Váta
The Prince of Arragon: Ferenc Sinkó / Paco Alfonsín
The Duke: Áron Dimény
Other parts: Melinda Kántor, János Platz,
Bodyguards to the Prince of Morocco: Melinda Kántor, Andrea Vindis / Enikő Györgyjakab

Directed by GÁBOR TOMPA
Set and costume design: Dragoș Buhagiar
Dramaturg: András Visky
Director's assistant: Botond Nagy, Emőke Veres
Video images: András Rancz
Light design: László Erőss
Costume assistant: Gyopár Bocskai
Live music: Loránd Farkas, Szabolcs Balla, Ervin Szűcs
Choreography: Enikő Györgyjakab, Paco Alfonsín
Elocution technique: Márta Papp
Stage manager: Emőke Veres, Réka Zongor

Ultima modifica il Domenica, 25 Novembre 2018 10:45

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