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TODI FESTIVAL, 32 esima edizione - "GENERAZIONE XX" di Anton Giulio Calenda. -di Pierluigi Pietricola

"Generazione XX, regia di  Alessandro Di Murro. "Generazione XX, regia di Alessandro Di Murro.

TODI FESTIVAL

GENERAZIONE XX
di Anton Giulio Calenda
regia di  Alessandro Di Murro
Con Stefano Bramini, Jacopo Cinque, Alessio Esposito,
Giulia Fiume, Federico Le Pera, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao.

Musiche di Enea Chisci.
Una produzione Gruppo della Creta | Todi Festival | Fattore K | Golden Show Trieste

Che mondo bigio e banale quello che ci descrive lo spettacolo Generazione XX. È solo finzione? No. È lo spietato ritratto della realtà in cui ormai tutti vivono.
Anton Giulio Calenda alla sua prima prova da autore teatrale decide di puntare il dito contro la quotidianità. Contro un suo aspetto in particolare: quello dei mass-media, degli effetti nefandi che producono sulle persone intrappolandole.
Quale modo migliore per raccontare tutto ciò se non quello di una storia d'amore? Ed eccola bell'e pronta. In scena vi sono due giovani fidanzati in attesa d'una bambina che a breve nascerà: Linda e Giacomo. Di primo acchito pare non abbiano nulla di strano. Sono persone normali. Ma non appena prendono a discorrere, ecco che i loro dialoghi sono costantemente puntellati di modi di dire tipici dei social networks. Non riescono a veicolare concetti senza che qualche termine non suggerisca l'immagine di uno spot promozionale. E quando ciò accade, essi ripetono meccanicamente il messaggio di una pubblicità volgendo lo sguardo verso il vuoto.
Una vita tristissima. Resa ancor più grama dal fatto che non sanno come garantire un'esistenza serena alla loro figlia. D'improvviso, si presenta l'occasione. È Linda a coglierla. Per salvare un ipotetico personaggio pubblico – Bianco Tutti i Diritti Riservati – che sta per essere investito da un treno in corsa, eccola buttare sotto le rotaie un uomo. Da quel momento, tutto muta. Linda diverrà famosa, acclamatissima e seguitissima. Lo spettro di facili e lauti guadagni la porterà a rinnegare il suo amore per Giacomo, al quale porterà via anche la bambina.
A muovere le fila di tutto è un personaggio: Nero. Egli detta ciò che si deve dire e fare. Cosa si può o meno pensare. Quali decisioni prendere e non prendere. E tutto per il mantenimento del sistema. Nero ne è il fedele cane da guardia. Non appena vi può essere qualcosa che rischia di incrinarlo, eccolo intervenire prontamente. Nessuno osa ribellarsi. Per paura? No davvero. Soltanto perché, ormai, non vi è persona in grado di assumere decisioni indipendentemente da ciò che viene meschinamente imposto dalla Tv. La quale, però, tutto macina consuma e getta via. Come Linda, che esaurito il suo momento, torna ad essere la disgraziata di sempre.
Lo spettacolo è risultato essere drammaturgicamente ben costruito, severo e duro seppur qui e lì puntellato da qualche noterella beffarda. Gli attori, giovani ma preparati e ben diretti da Alessandro Di Murro, han saputo essere all'altezza del lavoro interpretandolo con quella giusta dose di distacco critico raccomandata da Brecht. Soprattutto Alessio Esposito (Nero) ha impersonato il suo ruolo abbinando ironia e crudeltà: ne è emerso un personaggio spietato come mai ci si sarebbe attesi.
Un buon lavoro, nel complesso, Generazione XX. Forse con un pizzico in più di leggerezza ed una giusta dose di umorismo, avrebbe guadagnato in incisività. Ma queste non sono doti innate: si acquisiscono col tempo, scrivendo e approfondendo sempre più.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Venerdì, 31 Agosto 2018 11:34

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