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FESTIVAL MONTISI-MOLTALCINO 17-25 agosto 2018. - di Federica Fanizza

Festival Montisi-Moltalcino 2018. Foto Filippo Ciampoli Festival Montisi-Moltalcino 2018. Foto Filippo Ciampoli

Festival Montisi-Moltalcino 17-25 agosto 2018

Le piccole dimensioni di un festival tutto dedicato alle ragioni del "belcanto"
Un teatrino con soli sessanta posti, posto in una località, quella Montisi, di trecentocinquanta abitanti sparsa tra le terre senesi delle Val d'Orcia, da quest'anno aggregato al comune di Montalcino. Un programma, concentrato in due fine settimana, che conta otto concerti, di cui tre affidati ai partecipanti delle masterclasses di canto, tenute rispettivamente dal tenore Chris Merritt, gran voce del repertorio del "belcanto" negli anni'80, un gradito ritorno dopo la sua presenza nel 2016, dedicata espressamente alla tecnica vocale, e da Nicola Paszkowski, direttore d'orchestra, dedicata all'interpretazione del repertorio belcantista secondo quella scuola particolarmente attenta alle indicazioni dei compositori, avendo collaborato a lungo con Riccardo Muti. Sono state poco più di una decina le giovani speranze del canto che hanno partecipato ai corsi, arrivati un pò da tutto il mondo, dall'Australia, Stati Uniti e resto d'Europa come dall'Italia, grazie anche al sostegno di alcune borse di studio messe a disposizioni da privati cittadini sostenitori del festival. Infatti una delle particolarità del festival è la raccolta di fondi tramite il crowdfunding, promosso direttamente dal Festival, che ha raggiunto un buon numero di adesioni. A loro sono state dedicati tre appuntamenti nel corso della settimana, dando dimostrazione di quanto hanno appreso nelle lezioni di Merrit e Paszkowski. Speso si tratta di voci già formate con qualche partecipazione di concorsi alle spalle ma capaci di uscire da una sessione di lezione con la voce completamente trasformata al meglio delle loro capacità.

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Questi sono i numeri su cui ha potuto contare la quinta edizione del Festival Solobelcanto tenuto nella piccola località di Montisi dal 17 al 25 agosto 2018, progetto musicale originato dalla passione per il belcanto da Silvia Mannucci e da Giovanni Vitali, responsabile della produzione culturale dell'Opera di Firenze, che ne è direttore artistico capace di attrarre estimatori da Firenze e da Siena, un Festival che dà l'idea del piccolo considerandole dimensioni del Teatro della Grancia di Montisi e del paesino che lo ospita, capace però di coinvolgere, grazie a questa sua dimensione flessibile e tascabile, altre comunità vicine come Castelmuzio (denominato "borgosalotto" per la sua intimità edilizia) o da quest'anno il comune di Montalcino, che nel suo teatro degli Astrusi (si tratta sempre di un teatro di dimensioni accademiche non superiore ai 200 posti a sedere) ha ospitato certamente l'evento più atteso del festival, il concerto con il tenore spagnolo Celso Albelo, uno dei più grandi tenori odierni ascritto al "belcanto" in un omaggio al suo conterraneo Alfredo Kraus, realizzato in collaborazione con la Fundación Internacional Alfredo Kraus, evento che di fatto sancisce la nascita binomio Montisi-Montalcino associato al festival.

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Dimensioni accademiche che danno l'impressione di un festival che potrebbe correre il rischio di disperdersi tra i numerosissimi eventi musicali nella Toscana di piena estate. Ma ha una sua connotazione specifica che lo difende e che lo caratterizza, sottointesa nel titolo stesso del Festival, quel termine "SoloBelcanto" che ne fa una palestra di sperimentazione di artisti e di ricerca musicale dedicata alla voce. Si tratta essenzialmente di un festival dedicato al canto, anzi al "belcanto" secondo l'accezione del termine lanciato da Rodolfo Celletti con le sue ricerche sulle vocalità e riaffermato dagli studi musicologici di Philip Gossett, un festival che vuole ripercorrere quel repertorio storico di compositori e di voci per le quali si è associato questo termine. Nello stesso tempo intende ricostruire il repertorio di artisti toscani di un recente passato ripercorrendo biografie vocali come nell'evento omaggio al soprano toscano Bianca Scacciati, voce potente sopranile degli anni '20 che fece del repertorio post verdiano (Boito, Catalani, Mascagni, Turandot di Puccini) il suo cavallo di battaglia, rievocata dalla voce di Maria Billeri, soprano anche lei toscano, voce lirica spinta di gran qualità e interpretazione. Si aggiunga l'occasione del 150° anniversario della morte di Gioacchino Rossini; doveroso che il festival mettesse al centro del programma proprio il compositore pesarese non soltanto per occasione celebrativa, ma oggetto di approfondimento per questa edizione. Ed ecco che a ripercorrere il repertorio rossiniano sono stati chiamati artisti quali Silvia Dalla Benetta, Antonella Colaianni, Teresa Iervolino, Marco Filippo Romano, su tutti Celso Abelo, che appartengono a una generazione di artisti rossiniani applaudita nei teatri e nei festival di tutto il mondo. Sono state le voci del soprano Silvia Dalla Benetta, insieme al mezzosoprano Antonella Colaianni (reduci dal festival rossiniano germanico di Bad Wildbald) ad aprire la manifestazione venerdì 17 agosto 2018 nel teatro della Grancia di Montisi. Hanno dato voce al repertorio delle sorelle Carlotta, soprano, (Torino, 8 dicembre 1835 – Torino, 28 giugno 1872) e Barbara, mezzosoprano, Marchisio (Torino, 6 dicembre 1833 – Mira, 19 aprile 1919). Furono tra le cantanti preferite da Gioacchino Rossini nel periodo di rifugio parigino: per loro concepì le parti solistiche femminili per la Petite Messe Solennelle. Praticarono anche altro repertorio interpretando insieme Norma di Bellini, ma soprattutto Semiramide per il cui ruolo Carlotta Marchisio riscrisse alcune variazioni. Il programma presentato dalle due artiste ha ripercorso il repertorio specie belcantista in cui le due sorelle hanno primeggiato ed espressamente dedicato a loro da Rossini con l'assieme in Qui tollis dalla Petite Messe solennelle, un estratto dalla raccolta da camera Péché de vieillesse, vol. I (Le gittane) per concludere con il duetto dalla Norma di Vincenzo Bellini "Mira, o Norma" che insieme all'aria "Bel raggio lusinghier" della Semiramide costituivano gli elementi di punta di un programma che inseriva il consolidato repertorio rossiniano per soprano drammatico e mezzosoprano tra Tancredi, Anna Bolena, Italiana d'Algeri e Moïse et Pharaon. Il tutto con una resa vocale e interpretazione di altissima qualità per la resa nella linea di canto prodotta da tutte e due le artiste che avrebbe meritato di essere registrata a perpetua memoria. Il tutto supportato dall'encomiabile Michele d'Elia al pianoforte nel far percepire al pubblico la struttura e la musicalità delle arie accompagnate, il tutto eseguito con grande entusiasmo dal pubblico.

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Serata successiva sempre nel teatrino affollatissimo della Grancia di Montisi con protagonista il mezzosopprano Teresa Iervolino. Anche in questo caso programma ricercato dedicato alle parti "en travesti" (parti maschili gestite da voce di contralto) dal repertorio barocco al belcanto di Rossini, non trascurando una rarità musicale scritta nel 1812 da Giuseppe Mosca per il Marietta Marcolini, contralto che suscitò interesse da parte di Rossini per questo tipo di voce. Contralto ben strutturato, la voce della Iervolino in grado di gestire con competenza le agilità previste, tracciando un percorso dedicato a questa tipologia di repertorio che spazia dalla melanconia di Orfeo alla ricerca di Euridice delineata da Christoph W.Gluck, dal Rinaldo di Händel nel duplice ruolo di guerriero e di amante o dal Malcom rossiniano della romanticissima La Donna del Lago. Doveroso ricordo musicale alle vittime di Genova nel giorno di lutto a loro dedicato sulle note del Prelude religieux di Rossini offerto dal pianoforte di Michele d'Elia, guida musicale di gran competenza ed esperienza di tutto il concerto. Attimo di sospensione e di riflessione per concludersi con un'altra particolarità musicale concepita dal genio rossiniano la cantata per voce sola e pianoforte Giovanna d'Arco, protagonista che fu donna, ma chiamata a combattere in vesti da uomo senza rinunciare alla sua femminilità, composta da Rossini nel 1832 e dedicata a Olympe Pelissier, rappresentata privatamente solo nel 1859 testimone anche dell'evoluzione che la figura della vergine guerriera ha subito che, da mito esclusivamente letterario e non ben delineato dei tempi della composizione, assurge negli anni della rappresentazione in pubblico a simbolo politico. Acclamazione alla fine del recital che ha necessitato di ben tre bis per far desistere il pubblico da ulteriore richieste, occasione anche per presentare la versione della belliniana Casta Diva per contralto, possibile alternativa o soluzione diversa dalla consolidata versione sopranile. L'attenzione comunque del Festival era tutta concentrata sul concerto del tenore spagnolo Celso Abelo, degno erede del grande Alfredo Kraus per averne frequentato lo stesso repertorio e facendo propria la qualità tecnica e stilistica in quello che attualmente è il suo repertorio tra il Werther di Gounod, Fille du régiment, Elisir d'Amore e Lucia di Lammermoor di Donizetti, reso con leggerezza e maestria nel saper porgere i filati e i mezzitoni, tipici del canto tenorile di grazia. Al suo fianco il giovanissimo talentuoso soprano Eleonora Bellocci anche lei reduce dal festival tedesco rossiniano che ne è stata degna compagna nell'affiancarlo sia nei brani solistici del consolidato repertorio di coloritura (Romeo et Juliette, Les contes d'Hoffmann, Linda di Chiamounix) che nei duetti dal Signor Bruschino quali Maria e Tonio Quoi! vous m'aimez? dalla Fille du régiment e nella scena del Rigoletto (E' il sol dell'anima... Addio, addio) supportati in questo dal soprano Annalisa Ferrarini, allieva delle masterclass). Come sempre i grandi artisti non si risparmiamo a concedersi al pubblico con fuori programma eccezionali. L'accompagnamento al pianoforte di Davide Cavalli ha dato pieno supporto sonoro all'esecuzione degli artisti.

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Già si annunciano novità per l'anno prossimo 2019, con la collaborazione consolidata del comune di Montalcino che grazie al suo teatro offrirà maggior spazio con la possibilità anche di piccoli allestimenti scenici consolidando così la formula di ricerca musicale e repertorio offrendo momenti di lezione ad pubblico certamente formato ma ancora in grado di scoprire aspetti ancora misconosciuti della storia della vocalità del repertorio del primo Romanticismo.

Federica Fanizza

Montisi, Teatro della Grancia
Venerdì 17 agosto, ore 19
Le Marchisio, due sorelle per Rossini
Soprano Silvia Dalla Benetta
Mezzosoprano Antonella Colaianni
Pianoforte Michele D'Elia
Arie e duetti da opere di Gioachino Rossini

Montisi, Teatro della Grancia
Sabato 18 agosto, ore 19
Più d'esser femmina a me non par...
Mezzosoprano Teresa Iervolino
Pianoforte Michele D'Elia
Arie da opere di Giuseppe Mosca,
Gioachino Rossini, Georg Friedrich Händel

Montalcino, Teatro degli Astrusi
Domenica 19 agosto, ore 19
Omaggio ad Alfredo Kraus
Tenore Celso Albelo
Soprano Eleonora Bellocci
Pianoforte Davide Cavalli
Arie e duetti da opere di Jacques Offenbach,
Jules Massenet, Charles Gounod,
Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini
Montisi, Teatro della Grancia

Lunedì 20 agosto, ore 18
Solo Belcanto
al Belvedere di Castelmuzio

Mercoledì 22 agosto, ore 20
A cena con Solo Belcanto
a Vitis Vinifera
Montisi, Piazzetta del Castello

Giovedì 23 agosto, ore 21
Concerto per Montisi
Ingresso libero / Free entrance

Venerdì 24 agosto, ore 19
Bianca Scacciati, la principessa socialista
Soprano Maria Billeri
Pianoforte Davide Cavalli
Arie da opere di Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi,
Giacomo Puccini, Pietro Mascagni
Montisi, Teatro della Grancia

Sabato 25 agosto, ore 19
Anche il buffo, nel suo piccolo
Baritono Marco Filippo Romano
Pianoforte Gianni Fabbrini
Arie da opere di Domenico Cimarosa,
Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti

Montisi, Teatro della Grancia
17-23 Agosto
Master class di Chris Merritt
Pianoforte Ulla Casalini
Montisi, Piccola Accademia

17-23 Agosto
Master class di Nicola Paszkowski
Pianoforte Davide Cavalli

Ultima modifica il Lunedì, 27 Agosto 2018 07:07

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