domenica, 22 luglio, 2018
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La Sesta Edizione del ORIZZONTI VERTICALI, SAN GIMIGNANO - Ancora nuovi eventi nei luoghi magnifici di San Gimignano. - di Mario Mattia Giorgetti

Silvana Barbarini e ex allievi del corso di Teatrodanza Civica scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano Silvana Barbarini e ex allievi del corso di Teatrodanza Civica scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano

San Gimignano Festival "Orizzonti Verticali"

Ancora nuovi eventi nei luoghi
magnifici di San Gimignano

Alle 19 della sera, la piazza della Cisterna di San Gimignano è popolata da una fila di clienti in attesa di acquistare il lusingato gelato della Ditta Dondoli, i bar ai lati sono ricolmi di avventori, sui gradini del Pozzo centrale, sostano molti turisti.
Il sole squarcia il cielo per appoggiarsi sulle case.
Dall'attigua piazza del Duomo arriva un gruppo di giovani, tutti in nero, capitanati dal maestro del coro Emanuele de Checchi, che, con tanto di leggio in mano, si posiziona al centro della piazza rivolto verso il Pozzo, dove un tecnico invita gli astanti ad alzarsi per far posto al coro, che, subito, inizia la sua esibizione vocale con tanto di dinamica gestualità.
Ora, il sole illumina ad arte la parete, su in alto, della torre.
Dopo aver ricevuto gli applausi meritati dei curiosi che si erano asserragliati intorno al coro, il gruppo si sposta di nuovo in piazza del Duomo, seguito da molti di essi. Altra breve sosta con esibizione e poi tutti in marcia nella vicina piazza delle Erbe, dove, previa esibizione di un biglietto d'ingresso, si può assistere all'evento di Danza: un progetto di Ricci/ Silvana Barbarini, dal titolo "Uccidiamo il chiaro di luna", in cui si intrecciano danze, suoni del futurismo italiano. Hanno partecipato Sabrina Fraternali, Sebastiano Geronimo, Luciano Lanza, Erica Meucci, Flora Orciari, Daniele Podda, Gianmaria Borzillo, Luana Rossin, Francesca Siracusa, Loredana Tarnovschi, Cecilia Maria Tragni.
Il sole, ancora in alto, si staglia sulle pareti, degli antichi edifici, mentre il gruppo di danzatori, ex allievi del corso di Teatrodanza Civica scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, sosta ad un lato della piazza prima di entrare in azione dentro una coreografia futuristica di Silvana Barbarini, poi invasa da una ballerina solista, serrata in un costume tutto argentato, si manifesta, esibendosi, sul discorso registrato del futurista Filippo Tommaso Marinetti, pronunciato in anni remoti, evocando alla memoria la ballerina di allora, Cersi, che per prima fu coinvolta dal "Movimento Futurista".
E, infine, il gruppo, formato da quattro uomini e sei donne, tutti di nero vestiti, torna ad essere protagonista del fatto teatrale che viene bene accolto dal pubblico presente.
L'iniziativa di questo evento itinerante è stata una buona strategia per attrarre l'attenzione dei turisti "prendi e fuggi" e mostrare loro i luoghi, tutti intriganti, di San Gimignano.
La giornata, a sera inoltrata, si è conclusa in piazza Pecori dove l'instancabile, l'inossidabile duo Carlo Quartucci e Carla Tatò si è prodigato nello spettacolo "Cariatide Canzone", un Amarcord della memoria in prima nazionale che si articola su frammenti di testi di testi classici; che, forse, non tutto il pubblico ne conosce il contenuto, il contesto, e, quindi, può aver trovato difficoltà di penetrazione, comprensione, nei giochi vocali di Carla Tatò, un'attrice temprata, manipolatrice della voce da fare invidia al fu Carmelo Bene, mentre Carlo Quartucci in palandrana grigia coordinava i passaggi dei personaggi interpretati dalla Tatò, la quale, indossando una lunga tunica nera di base, aiutandosi poi con semplici cambiamenti sul volto, un cappello, degli occhiali, un turbante, ha affascinato il pubblico: è stata ammirata la sua abile generosità, bravura, nell'offrirsi nei suoi acrobatici passaggi recitativi, spinti da un sottofondo musicale, mentre sul fondo Carlo Quartucci si dilettava in controscene, coinvolgendo, addirittura, il suo cane, completamente ubbidiente nella sua parte.
In un gioco di luci, con un tormentone di proiezione dalle immagini arcaiche sulla parete fondo, il pubblico ha applaudito a lungo il duro e significativo lavoro dei due interpreti, cane compreso.

Mario Mattia Giorgetti

Ultima modifica il Venerdì, 06 Luglio 2018 07:42

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