mercoledì, 26 settembre, 2018
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66esima Edizione RAVELLO FESTIVAL 2018 - ESA PEKKA SALONEN. -di Marco Ranaldi

Esa Pekka Salonen Esa Pekka Salonen

66esima Edizione RAVELLO FESTIVAL 2018
ESA PEKKA SALONEN
Philarmonia Orchestra
Michelle Deyoung, Soprano
James Rutherford, Baritono
Richard Wagner Tristan und isolde: Preludio, Liebestod
Die Walkure: Addio di Wotan
Gotterdammerung: Alba e viaggio di Sigfrido,
Morte di Sigfrido e Marcia funebre, Olocausto di Brunilde

Il festival di Ravello giunge alla sua sessantaseiesima edizione e si apre nel nome dell'ispiratore, ovvero il tedesco Richard Wagner. Nel suo segno e nei suoi sogni il festival di musica classica diretto da Alessio Vlad prende il tempo di una discreta lunghezza che sarà riverbero di ottimi esecutori fino alla fine del mese di agosto. Pertanto Vlad conferma la sua ostinata bellezza, porre su uno degli scenari più incredibili del mondo, la musica di grande forza eseguita da ottimi musicisti. E' un unicum nel nostro panorama italiano, mettere assieme ottimi interpreti è una impresa da pochi. Proprio per questo quindi, l'ingresso nel regno di Ravello è nel nome di Richard Wagner con la forza di Esa Pekka Salonen a capo della Philarmonia Orchestra di Londra. Ci troviamo quindi di fronte ad un ascolto di massima concentrazione. Perché Esa Pekka Salonen è un direttore di grande raffinatezza, un cesellatore del suono. Fra le sue mani scorre una rara energia che trasmette alle orchestre che dirige, come la Philarmonia di Londra. Questa è una di quelle compagini di grande storia e nel tempo ha eseguito gran parte del repertorio romantico e moderno. Era l'orchestra di Karajan. Orbene, Esa Pekka Salone, con la sua proverbiale scioltezza, elasticità e dimestichezza, porta a Ravello un programma interamente wagneriano, un'impresa non facile. Anche perché la scelta cade su tre capolavori del compositore tedesco ovvero il Tristano, Le Walchirie e Il crepuscolo degli Dei. Si apre con una delle pagine più belle di Wagner ovvero il Preludio e il Liebestod dal Tristano: il suono è nella ricercatezza di interiori tormenti che rendono alle partiture un senso di profondità, di ricercatezza. Dopo questa sognante ricerca, il baritono James Rutherford si veste dei panni di Wotan personaggio delle Walchirie e interpreta il penoso e struggente Addio. La seconda parte è interamente dedicata al Crepuscolo degli Dei in un continuum che inizia con il bellissimo viaggio e morte di Sigfrido con la marcia funebre fino all'Olocausto di Brunilde interpretato con grande impeto e passione dal soprano Michelle DeYoung. Un'intesa perfetta, un equilibrio tale che ha reso questo primo concerto del Festival come una porta d'accesso al futuro remoto. Come pochi in tempi in cui la memoria della bellezza si perde.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Martedì, 03 Luglio 2018 07:43

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