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"Amunì" di Giuseppe Provinzano pure regista all'Horcynus Festival di Capo Peloro- 26 agosto 2017 - a cura di Gigi Giacobbe

"Amunì" di Giuseppe Provinzano "Amunì" di Giuseppe Provinzano

Amunì di Giuseppe Provinzano
pure regista all'Horcynus Festival di Capo Peloro- 26 agosto 2017

Quando nel 1946 Jean Paul Sartre pubblica La putain respecteuse, les Pieds-Noirs (arabi e nordafricani) cominciavano ad invadere Parigi e iniziava a diffondersi nei francesi un sentimento razzista sia pure mitigato per l'alto grado di tolleranza e di democrazia del loro patrimonio genetico. Il lavoro, liberamente ispirato al dramma di Sartre è stato riscritto da Giuseppe Provinzano col titolo di Il rispetto di una puttana, ed è al centro del Progetto Amunì messo in atto dalla Compagnia multietnica e multiculturale Babel Crew, vincitrice in Sicilia della seconda edizione del MigrArt 2017, voluta dal MIBACT, leggi Franceschini e il suo Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che quest'anno ha raddoppiato i fondi investendo un milione e mezzo di euro per finanziare i due bandi MigrArti Cinema (750mila euro) e MigrArti Spettacolo (750mila euro). La Compagnia di Palermo, composta da 10 attori, professionisti e non, provengono da diverse parti del mondo (Mali, Nigeria, Marocco, Tunisia, Egitto, Iraq ...Italia) con esperienze diverse e in modo satirico e grottesco cercano di trattare i problemi razziali della società occidentale. Anche se nello spettacolo in questione, titolato Amunì, termine siciliano che significa "andiamo", un modo per darsi una mossa e andare da qualche parte, non si parla di Ius soli (in latino «diritto del suolo») espressione che indica l'acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori, è come se invece la locuzione venisse sbandierata per tutta la vivace rappresentazione ricca di musiche etniche e tecno. Che vede al centro la prostituta Lisa/Lizzie (Marta Bevilacqua) che si è spostata in una città degli Stati Uniti meridionali e che al mattino, dopo aver trascorso una notte d'amore con il bianco Alfredo/Fred (lo stesso Provinzano), rampollo benestante del governatore locale, piomba nella sua camera da letto il nero Doudou/negro (Bandiougou Diawara) in cerca d'aiuto. I personaggi, apparentemente distanti, convergono in una storia a tinte gialle. La prostituta nel suo viaggio in treno assiste all'omicidio, senza alcun motivo, del compagno di Doudou da parte di tale Tommaso/Thomas cugino di Alfredo. Da qui in avanti il copione di Provinzano assume altri aspetti rispetto a quello di Sartre, perché al posto del governatore Clarke c'è una tale Marina (Rossella Guarnieri) donna influente politicamente, che cerca di convincere la prostituta a non testimoniare in favore del nero per una serie di motivi riconducibili tutti alla superiorità della razza bianca su quella nera e mentre in Sartre la prostituta si farà convincere dal governatore a firmare, sia pure forzatamente, il documento che scagionerà il bianco, finendo infine nelle ricche braccia di Alfredo, qui in Provinzano la donna non firmerà niente e certamente il potere bianco troverà un altro capro espiatorio, un'altra strada per farla franca e Lisa e Doudou andranno via insieme. Assieme ai già citati c'era un coro composto da Meniar Boutia, Hajar Lehmam, Andrea Sapienza, il narratore iracheno Yousif Latif Jaralla, e Molka Bouatia, spesso a declamare nei cinque microfoni sul palco le loro origini, la loro provenienza, i loro sogni, le loro speranze. Amunì è stato allestito a Capo Peloro di Torre Faro (la mitica Cariddi, giusto di fronte a Scilla) all'interno dell'Horcynus Festival diretto da Gaetano Giunta.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Lunedì, 28 Agosto 2017 06:54

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