sabato, 23 settembre, 2017
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Filottrano (Ancona) III edizione del festival di musica Barocca "Sulle orme del Cusanino". a cura di Federica Fanizza

"Sulle orme del Cusanino"-Giardino delle delizie. Foto Valerio Lancioni "Sulle orme del Cusanino"-Giardino delle delizie. Foto Valerio Lancioni

A Filottrano (Ancona) III edizione del festival di musica Barocca "Sulle orme del Cusanino" che dal 15 al 23 luglio 2017 si è svolta tra palazzi segreti e chiese nascoste sotto la direzione artistica del M° Antonio Pirozzi

L'amministrazione comunale di Filottrano dal 2015 è riuscita a creare attorno ad un suo illustre concittadino Giovanni Carestini (Filottrano, 1704 circa – Filottrano, 1760 circa) cantante castrato italiano, noto per aver cantato le opere e gli oratori di George Frideric Handel, Johann Adolph Hasse e Christoph Willibald Gluck, un piccolo festival giunto quest'anno alla III edizione.
La carriera di Carestini iniziò a Milano nel 1719 con il patrocinio della famiglia Cusani (da cui lo pseudonimo Cusanino). Nel 1721 cantò per Alessandro Scarlatti a Roma, nel 1723 si trovava alla corte di Vienna e in seguito si esibì a Napoli, a Venezia e ancora a Roma, cantando le opere di Hasse e Nicola Porpora. Nel 1731 si esibì a Monaco di Baviera per poi andare a Londra e cantare per Handel nel 1733, per Hasse a Dresda; si trasferì successivamente a Berlino tra il 1750 e il 1754 e poi a San Pietroburgo fino al 1756 per rientrare in patria a fine carriera.
La cittadina ha messo a disposizione degli eventi i suoi tesori d'arte fatti di chiese nascoste tra le vie del centro storico e di palazzi ancora di proprietà della nobiltà locale; che nascondono al loro interno, una grande ricchezza d'arte e di storia. In tali ambienti ha preso forma quindi il festival "Sulle orme del Cusanino" che dal 15 al 23 luglio 2017 ha animato il borgo, un Festival capace di essere attrattivo anche per tutta una serie di sponsor e partner privati (Filottrano è un polo dell'industria sartoriale di qualità) e per il pubblico locale unendo eventi di musicalmente raffinati e di raro ascolto, a proposte più popolari, dal film dedicato alla corte del re Sole emblematico dell'improprio nella colonna sonora degli inserti musicali barocchi, a percorsi gastronomici, senza, per questo, venir meno alla finalità della manifestazione, quella di far conoscere la cultura Barocca di un preciso ambito territoriale.
La direzione artistica del M° Antonio Pirozzi, esperto di canto barocco, è riuscita a richiamare professionisti di altissimo valore che hanno permesso di proporre spettacoli di musica e rappresentazioni sceniche in un periodo in cui è forte la richiesta di iniziative di alto profilo e qualità, in uno stretto connubio tra i vari luoghi della città e gli spettacoli proposti di forte effetto attrattivo, senza perdere di vista le esigenze di un pubblico fatto di elementi locale che ha presenziato, numeroso e con competenza, alle varie proposte insieme agli appassionati del genere, di varia provenienza geografica.

Il programma di questa edizione 2017 prevedeva alcune conferme con la presenza ormai consolidata del clavicembalista Andrea Coen che, in qualità di membro del gruppo di lavoro, ha assicurato il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura per la Musica Sacra. A lui l'onore dell'anteprima della rassegna con un concerto dedicato alla produzione per clavicembalo di Georg Philipp Telemann (in occasione dei 250 anni dalla morte) ospitato nella scenografica Villa delle Centofinestre, nelle campagne circostanti. Domenica 16 luglio, l'inaugurazione, invece, era affidata al complesso diretto dal violinista Enrico Onofri e dal suo Immaginarium Ensemble composto dall'archiliuto di Simone Vallerotonda e il clavicembalista giapponese, ma molto attivo in Italia, Takashi Watanabe.

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Nella suggestiva Pieve di S. Maria Assunta con un titolo quanto mai evocativo, "Non uditelo lo parlare?" La parola al violino nell'età del Barocco, Onofri (sarà presente nella prossima stagione sinfonica del Teatro del Maggio Musicale a Firenze) ha sapientemente ricostruito, in un ricco programma antologico, l'emancipazione del violino da strumento accompagnatorio di inizio Seicento, legato alla prassi del basso continuo, a strumento solista della forma sonata negli inizii del XVIII sec. A fine esibizione l'Amministrazione comunale lo ha insignito del Premio Cusanino 2017, che viene destinato a personalità musicali che si sono distinte nella prassi musicale barocca. L'anno scorso il premio era stato conferito a Federico Maria Sardelli.
Ma l'interesse del festival è rivolto alle contaminazioni con altre identità musicali, presentando, in una nascosta chiesa di S. Chiara, annessa all'attivo convento di clausura delle Clarisse, le dinamiche musicali della spiritualità orientale. L'artista polistrumentista Fabio Roccagli, originario del luogo, ha fatto risuonare negli spazi della chiesa le sue composizioni tra contaminazioni elettroniche e strumenti classici ed etnici, spaziando dai flauti indiani, i bansuri in varie tonalità, fino alle ocarine sudamericane, alle armonie delle campane tibetane e alle cupe emissioni del didjeridoo australiano. Il tutto alternato con testi estratti dalla meditazione indiana.
La festa Barocca è proseguita con eventi di richiamo: per gli estimatori del canto barocco il gruppo "Giardino delle delizie" (Eva Anna Augustinovicz e Katarzyna Solecka violini, Anna Camporino violoncello, Maria Adelaide De Nicola cembalo, Francesca Gavarini soprano, Annarita Cerrone mezzosoprano, Antonio Pirozzi basso) si è presentato con un ricco programma dedicato alla vocalità barocca, fino a Boccherini, passando per Mozart, senza tralasciare Alessandro Scarlatti e Pergolesi. E per connotare il Barocco come periodo della musica per danze e ballo, il cartellone del festival inseriva quello che è stato l'evento centrale, la presentazione del gruppo di ricerca musicale " La Rossignol" con il suo programma di danze, balli e arie del XVII secolo. Ha cercato il coinvolgimento del pubblico in uno stage di ballo cortese per renderlo partecipe all'evento in programma, fatto di ricche di citazioni musicali dal repertorio di corte del Rinascimento italiano fino alle musiche delle corti di Francia e Spagna del maturo Seicento.
Il Festival si è così concluso con un ritorno alle origini della musica vocale, quella dei mottetti e dei madrigali dei vari contesti musicali e artistici europei, dalla scuola inglese a quella francese, al mondo italiano, a cura della camerata vocale "Il Canto delle dame" un ensemble vocale al femminile.
Ma non solo musica per le strade, palazzi e chiese di Filottrano.
Per tutta la durata del Festival si sono alternati offerte gastronomiche con il progetto "Memorie di cucina al tempo del Cusanino" antichi sapori, che hanno culminato nella serata di sabato 22 luglio con l'evento "Street Food" in concomitanza con la festa barocca di danze e installazione di videomapping.
Sono state però le aperture di alcuni palazzi nobiliari del centro storico e nel contado la vera sorpresa di questa manifestazioni. Palazzo Accorretti che ospita in un settore il nuovo museo della battaglia di Filottrano (7 luglio 1944); Palazzo Gasparri (già Garampi, già Gentiloni), Villa Spada Lavinj, Palazzo Luchetti, Palazzo Tofani offrono i loro spazi per i concerti o per visite straordinarie per questa occasione. Speriamo che le attuali amministrazioni che credono nell'evento siano in gradi di passare la consegna affinché questa manifestazioni continui nel tempo e si affianchi alle ricche proposte delle terre marchigiane.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Domenica, 30 Luglio 2017 04:11

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