venerdì, 20 ottobre, 2017
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MONTECARLO, IL CIRCO È VIVO! SI È CONCLUSO IL "41° FESTIVAL INTERNATIONAL DU CIRQUE", UN'EDIZIONE RICCA DI SPUNTI. -di Francesco Mocellin

I fratelli Askold e Edgar Zapashny. Foto Centre de Presse de la Principauté de Monaco I fratelli Askold e Edgar Zapashny. Foto Centre de Presse de la Principauté de Monaco

MONTECARLO, IL CIRCO È VIVO!
SI È CONCLUSO IL "41° FESTIVAL INTERNATIONAL DU CIRQUE", UN'EDIZIONE RICCA DI SPUNTI
di Francesco Mocellin

La quarantunesima edizione del maggior evento dell'anno nel variegato universo circense, ossia il "Festival International du Cirque de Monte-Carlo", si è aperta lo scorso 19 gennaio mentre gli operatori del settore e gli aficionados di ogni parte erano ancora un po' attoniti a cagione della scioccante news giunta solo pochi giorni prima dall'altra parte dell'oceano Atlantico: il colosso statunitense "Ringling bros. and Barnum & Bailey", ovvero the "Greatest Show on Earth" (slogan registrato in esclusiva e che ci rimanda al leggendario film di Cecile B. DeMille del 1952) aveva annunciato la chiusura delle sue due unità itineranti a partire dal prossimo maggio: dopo 146 anni il gigante del circo per antonomasia, la fonte dell'intrattenimento primario per milioni di famiglie americane chiuderà per sempre. La decisione della Feld Inc. è stata motivata sulla scorta di una somma di fattori che possono essere riassunti nella scarsa convenienza economica attuale nella gestione dell'attività circense della compagnia che annovera tra i suoi marchi anche "Disney on Ice" e "Disney Live". Ovviamente la notizia ha avuto una ricaduta negativa in Europa dove il circo vive una fase molto critica, col modello tradizionale dell'impresa itinerante che gira in tournée durante l'anno che pare soffrire particolarmente il mutamento dei gusti del pubblico e un certo ostracismo da parte delle amministrazioni locali. Continua a funzionare, per contro, il circo come evento estemporaneo, in forma di festival (Monte-Carlo su tutti) o di galà nelle feste di fine anno (fenomeno tipico di Francia e Germania in primis) oppure nelle forme del métissage tra danza, teatro e performance circense. Non è il linguaggio della pista a segnare il passo, quindi, ma l'abituale modo di venderlo al pubblico di oggi che probabilmente andrà rivisto, nel nostro paese, soprattutto.
Per l'Italia l'approdo al festival ha avuto uno sfondo a tinte fosche sia per la stagione autunno/inverno abbastanza avara di pubblico finora, sia per la dipartita nel giro di poco più di un anno di alcune delle figure di riferimento del panorama nazionale del settore: da Moira Orfei a Walter Nones fino ad Enis Togni, simboli di una sorta di golden age che si chiude.

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Anche per queste ragioni si respirava il bisogno degli effetti tonificanti del Festival di Monte-Carlo e della sua atmosfera mondana e rassicurante. Nel Principato di Monaco l'arte circense è davvero al centro del mondo e la competizione con in palio le statuette equipollenti agli Oscar del cinema (i "Clown" d'oro, d'argento e di bronzo) attira costantemente direttori, agenti, artisti, appassionati che sentono il desiderio di scambiare idee ed impressioni sullo stato dell'arte.
Negli occhi e nel cuore di tutti c'erano ancora le immagini e le forti emozioni provocate dalla straordinaria edizione celebrativa del 2016 quando, in occasione della quarantesima rassegna, erano stati richiamati sulla pista di Fontvieille, fuori concorso, i vincitori delle trascorse annate ancora in attività dando vita ad una serie di show irripetibili culminati nel Golden galà durante il quale troupe ed artisti di differente estrazione avevano dato vita a performance integrate come mai si era visto in precedenza, se non in occasione del XXX Festival del 2006 (cfr. SIPARIO n. 793-794 del 2016).
Per il 2017 il direttore artistico Urs Pilz è riuscito ancora una volta ad assemblare due programmi di selezione di tutto rispetto, rappresentativi del circo classico attuale con ampie aperture ai "numeri di regia" ed anche alla componente del nouveau cirque. In quest'ultima tendenza possiamo ascrivere le due attrazioni provenienti dalla vitalissima provincia del Quebec -"Chilly and Fly con un'acrobatica aerea che ha guadagnato addirittura un argento e gli equilibristi "mano a mano" del duo "Hand 2 stand" – oltre ai saltatori alla bascula svedesi "Sons Company" che hanno conquistato un bronzo e al trapezio romantico dei due francesi "Emotion".
Come capita sovente, è stato anche il festival delle animate discussioni tra gli esperti sull'attribuzione dei premi maggiori, quelli assegnati dalla giuria presieduta dall'appassiona Princesse Stephanie di Monaco, di cui faceva parte anche la nostra Liana Orfei. Agli attesissimi fratelli Askold ed Edgar Zapashny, autentiche star del circo russo – ma molto conosciuti in patria anche dal pubblico televisivo grazie alla loro frequentazione costante dei media - è stato riconosciuto un "Clown d'Argento" per la presentazione in coppia di un grande gruppo di felini con uno stile originale, poco convenzionale, quasi teatrale. Si trattava della loro prima apparizione – con questa tipologia di attrazione – fuori dai confini nazionali; figli di Walter, un'istituzione del circo sovietico, attuali direttori del "Bolshoi" collocato sulla "Collina dei Passeri" a Mosca (il più grande edificio stabile riservato in modo esclusivo all'arte circense nel mondo), venivano accreditati tra i possibili destinatari del massimo riconoscimento. Forse la presentazione del superbo ensemble di tigri e leoni non ha fatto grande presa sui giurati e qualche nervosismo di troppo degli animali nel secondo e terzo spettacolo di selezione ha finito per pesare nel giudizio finale. Come noto, il Festival di Monte-Carlo pretende sempre che la presenza degli animali negli spettacoli risponda ai massimi standard di benessere possibili, sia in termini di stabulazione che di addestramento. Di certo, i due fratelli hanno offerto un grande momento di dressage.
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Uno dei due ori è andato alla numerosa troupe di acrobati alla bascula guidata da Sergei Trushin proveniente proprio dal Bolshoi Circus col saltatore Artem capace di chiudere la performance presentando un quadruplo salto mortale su di un solo trampolo. La coreografia è stata curata dallo stesso Askold Zapashny che si è ispirato all'idea di "Watch Dog" con un sottofondo di rock pesante. L'altro premio del metallo più prezioso è stato attribuito ex aequo al duo "Sky Angels", una coppia proveniente dall'Uzbekistan che ha sorpreso il pubblico cimentandosi in un sostenuto aereo basato principalmente sulla forza dei denti, con passaggi che bilanciavano le suggestioni romantiche col rischio puro. Si è trattato della prima volta in cui sono stati premiati artisti provenienti da questa ex repubblica sovietica dell'Asia Centrale. Va sottolineato il merito del "Festival Città di Latina" diretto da Fabio Montico che aveva scoperto quest'attrazione nel 2015, così com'è capitato con altri numeri che hanno avuto fortuna anche a Monte-Carlo.
Tra i bronzi vogliamo segnalare le evoluzioni deliziosamente spericolate alla doppia altalena della troupe tutta al femminile "Skokov", proveniente dal Rosgoscirk di Mosca, l'energia esplosiva del grande giocoliere ceko Mario Berousek e l'impressionante dislocatore Alexander Batuev diretto efficacemente dal regista Grimailo: per questi tre un riconoscimento di maggior spessore non sarebbe stato esagerato. Anche le Skokov e Batuev, tra l'altro, erano già passati a Latina.

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Nella sezione riservata ai giovani talenti "New Generation" si è imposta nettamente la superpotenza cinese con un'impeccabile acrobatica alla barra della troupe di Shangai. Nessun artista italiano era in lizza nel festival principale mentre ai due numeri in competizione tra le promesse sono stati destinati due meritati bronzi: uno al diciottenne giocoliere dallo stile classico David Jr. - figlio del celebre clown David Larible - e l'altro ai pattinatori Kimberly ed Holer Zavatta, formatisi all'Accademia di Verona.
Nel corso del consueto simposio organizzato dell'"European Circus Association" il parlamentare ungherese Istvan Ujhelyi ha presentato un manifesto per la promozione dell'immagine nel circo mentre in occasione del pranzo della "Federation Mondiale du Cirque" alla presenza della Principessa Stephanie è stato attribuito a Maxim Nikulin, direttore dell'omonimo circo stabile – una vera istituzione per i moscoviti – il titolo di "Ambasciatore del Circo".
Una manifestazione pienamente riuscita sotto tutti i profili, di livello artistico assoluto e sempre capace di richiamare un numero massiccio di spettatori tanto da rendere necessarie otto ulteriori repliche del "galà de cloture" di martedì 24 gennaio, ripetuto fini alla domenica successiva.
Auguriamoci che l'energia positiva del festival si propaghi fino all'Italia ed illumini anche la Commissione del Senato che sta discutendo del "Disegno di Legge" presentato dal Ministro Franceschini che riserva al circo la bellezza di una sola riga.

Ultima modifica il Venerdì, 24 Febbraio 2017 06:13

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