Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Rec
Recdi Jaume Balagueró e Paco Plaza
con Manuela Velasco, Ferrán Terraza, Jorge Yamam, Pablo Rosso
 
Il Messaggero, 7 marzo 2008
In Spagna la fine è vicina. Di casa

Quando La notte dei morti viventi incontra Blair Witch Project e quando il regista Balagueró (Nameless, Darkness, Fragile) imbraccia la telecamera digitale con il collega più giovane Paco Plaza (Second Name) ecco davanti ai nostri occhi Rec, l'horror della morta accanto raccontato dal punto di vista di un cameramen. Una troupe tv irrompe in un palazzo per scoprire, in compagnia di pompieri e polizia, che il condominio è invaso da zombi pestiferi. La fine è vicina. Di casa. Tutti intrappolati, 20 minuti finali invasati, salti sulle poltrone assicurati. Buffo che la nuova Hollywood (Cloverfield) e la nuova Spagna (Rec) realizzino due gioiellini del sovrannaturale molto simili: esasperazione della soggettività dell'obiettivo, agilità (85 minuti per entrambi), basso budget, giovane cast, mistero sull'orrore che colpisce l'umanità. Sia il mostro di Cloverfield che gioca a bocce con la testa della Statua della Libertà che il virus di Rec non si sa da dove provengano. Successone in Spagna, remake hollywoodiano in arrivo. Grande cinema. Quando ci stringiamo l'un l'altro in una sala buia. Gli americani e gli spagnoli sanno ancora farlo. Noi no. Che paura.

Francesco Alò

 
L'Unità, 21 febbraio 2008
L'anno zero dei vecchi horror

Potete fare tabula rasa degli ultimi 15 horror-fanta-thriller prodotti. Compreso Cloverfield, che ha unito un'idea neanche originale a una buona confezione e un ottimo no-marketing.

Se volete uscire dalla delusione strisciante, guardatevi Rec, film "condominiale" spagnolo che smuovere quel minimo ancora possibile nello spettatore abituato all'orrore telegiornalistico quotidiano. Un'opera a quattro mani di Jaume Balaguerò e Paco Plaza: entrambi impegnati da sempre nel genere, il primo con all'attivo titoli interessanti come Darkness e Fragile, il secondo con I delitti della luna piena.

Già segnalato nel concorso veneziano, ai premi Goya Rec ha raccolto il premio per l'attrice rivelazione, Manuela Velasco, al primo film. Con qualche polemica. Avrà giocato quel minimo di identificazione con il suo personaggio: giornalista e presentatrice fino ad oggi, in Rec è una spigliata cronista di "colore" che insieme al suo cameraman - l'occhio che ruba le immagini sulla scena e diventa la nostra prospettiva - deve seguire per una notte una squadra dei vigili del fuoco di Barcellona.

"Il 70% degli interventi non riguarda incendi", precisano: è infatti l'emergenza che affrontano i vigili con telecamere al seguito è un'anziana donna sanguinante, che vive sola in un appartamento raggelato.

I vicini di condominio, che hanno avvertito la polizia per le urla che sentivano, sono raccolti nell'atrio e attendono.

Basta questo per raccontare Rec, perché continuando si entra nel territorio dell'inspiegabile. Con la sindrome coatta da Angelo sterminatore, il cinema di paura ci mette davanti alla prospettiva claustrofobica di restare tagliati fuori, di perdere il contatto con la comunità che ci ospita come accade al condominio ripreso dal cameraman.

Quanto al girato e alla costruzione, Balaguerò&Plaza (che hanno sceneggiato insieme a Luis Berdejo) non fanno altro che applicare le regole del genere con oculatezza: urla inumane, rumori stridenti, penombre efficaci, un'estetica televisiva credibile, una procedura di emergenza che aumenta il mistero, una bambina e persino dei cinesi.

Come sia possibile che il climax della vicenda non scemi e che la tensione monti non dando tregua fino alla chiusura - senza speranza e senza Dio – è il piccolo miracolo di due filmmaker con le idee molto chiare.

Che riescono a fare un montaggio efficace (si tratta pur sempre di videotape televisivi simulati con lunghe riprese senza stacchi) incastrando gli episodi e non sacrificando la narratività.

Pasquale Colizzi

© Sipario 2009