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Ragazza del mio migliore amico (La)
di Howard Deutch
con Kate Hudson, Dan Cook. (Usa, 2008)
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Il Giornale, 19 giugno 2009
Kate Hudson e Dane Cook più goliardia che umorismo
Sulla carta, leggi sceneggiatura, La ragazza del mio migliore amico, dovrebbe far ridere molto. Invece nella dura realtà succede ben raramente. Forse perché i dialoghi sono più beceri che spiritosi e la voglia di trasgressione si trasforma in continue, fastidiose esplosioni di volgarità, spesso e volentieri gratuita. Gli spettatori non lo fanno mai, ma bastava un’occhiata allo scarno medagliere del regista Howard Deutch (basti dire che il suo pezzo forte resta il gracilissimo That’s amore-Due improbabili seduttori, con i compianti veterani Jack Lemmon e Walter Matthau) per non cadere in trappola.
Dunque siamo nella Boston dei quartieri medio-alti e il manager Dustin (Jason Biggs) si innamora di brutto della bionda collega Alexis (Kate Hudson). Peccato che lei non voglia saperne di relazioni stabili e lo scarichi al ristorante, strozzandogli in gola la dichiarazione. Lui, disperato, chiede aiuto allo scafato impiegato di un ufficio reclami Tank (Dane Cook), con cui divide l’appartamento. L’amico, riconosciuto maestro di seduzione, gli insegna il trucco, già sperimentato più volte con successo: io la invito fuori, facendole passare la più brutta serata della sua vita, così tornerà al volo tra le tue braccia. Tutto si avvera per filo e per segno, salvo un piccolo particolare: la ragazza prende una clamorosa sbandata per il falso (?) buzzurro. Con mille complicazioni, tutte largamente prevedibili.
Nel braccio di ferro con la goliardia, l’umorismo prende una batosta franceschiniana. Ecco un paio di battute indicative, tanto per darvi un’idea: «Se i se e i ma fossero piselli, ora staresti facendo sesso di gruppo» oppure: «Il tuo culo è come quello di un ippopotamo asiatico». Per fortuna gli attori sono meglio dei dialoghi, ma non ci voleva molto. Tra il malrasato, strafottente Dane Cook e la cinguettante figlia d’arte Kate Hudson, si fa largo in una comparsata l’ingrassato Alec Baldwin, oscena caricatura del playboy che fu.
voto 4
Massimo Bertarelli
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Il Mattino, 20 giugno 2009
Triangolo d’amore e d’amicizia
Ecco una commedia con un occhio al modello classico del triangolo sessista e uno alle storie contemporanee sull’instabilità sentimentale e sulla precarietà psicologica che caratterizzano molti rapporti amorosi. «La ragazza del mio migliore amico» è una commedia romanticamente scorretta costruita su un insolito triangolo, sul ribaltamento delle canoniche dinamiche d’innamoramento e sull’imprevedibile piega che prendono gli eventi. Howard Deutch, esperto artigiano con più di vent’anni di commedie alle spalle da «Bella in rosa» a «Un meraviglioso batticuore», ha provato a rigenerare il filone con un’idea originale per legare i tre protagonisti. La coppia formata dalla bella, bionda e brillante Alexis e il premuroso e morigerato Dustin, sembra bene assortita ma dopo alcune settimane di fidanzamento lei difronte all’invadenza e all’ossessiva gelosia di lui, comincia a mordere il freno fino alla rottura. Scaricato e innamorato, Dustin chiede aiuto al suo migliore amico Tank, uno scapolo incallito tanto abile nel sedurre e distruggere le donne da trasformare questo talento in un remunerativo lavoro. Lo specialista nel «recupero rapporti» usa una tecnica infallibile: tra appuntamenti, cene e inviti si rende così odioso da spingere le ignare vittime a tornare tra le braccia dei fidanzati. Il collaudato meccanismo stavolta però s’inceppa sia perché Alexis, da donna monogama e votata al matrimonio, diventa una sciupamaschi alla ricerca di semplici storie di sesso, sia perché Tank prova un’imprevista, strana attrazione per la ragazza del suo migliore amico. Il piano di Dustin, insomma, va a farsi benedire e il gigolò si trova diviso con comprensibili conflitti morali tra l’amicizia e l’amore, fino a quando nel corso di un movimentato party viene chiarito l’equivoco. Tra qualche citazione («Harry ti presento Sally») e qualche scena spiazzante (Alexis a suo agio in uno stripclub), Kate Hudson, Dane Cook e Jason Biggs danno al triangolo incisività comica e plausibiltà sentimentale. Ma la commedia poi si normalizza con l’unico finale (tradizionale) possibile.
Alberto Castellano
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La Stampa, 19 giugno 2009
La bionda Hudson così tosta e cattivella
Quale uomo, almeno sotto i nostri cieli, affiderebbe a cuor leggero le sorti del proprio rapporto amoroso nelle mani di un altro maschio più avvenente e cinico? Vero è che Dan Cook, pagato da fidanzati abbandonati perché induca le loro fanciulle a tornare all’ovile, utilizza una strategia davvero terroristica, mostrando prima un volto suadente e poi scatenandosi al peggio con maialesca strafottenza.
Ma che succederà quando, per aiutare lo sprovveduto coinquilino Jason Biggs, si troverà davanti la grintosa Kate Hudson? Diretta con poco sugo da Howard Deutch, La ragazza del mio migliore amico è una commedia cattivella e antiromantica, che a un certo punto devia sul sentimentale senza molta plausibilità e senza diventare accattivante. Tuttavia pare che l’antipaticoCook abbia le sue fan.
Alessandra Levantesi
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