I due volti della papessa
tra ironia e lucida verità
La papessa Giovanna siede
sul trono di Pietro, al Teatro di Documenti, fino al 18
novembre. Lo spettacolo, con regia di Terry D'Alfonso e
musiche originali di Marco Podda, parte da un testo di
Claudio Pallottini e Massimiliano Giovanetti e si affida
allo smalto di Sandra Collodel, qui protagonista fondata
e motivatissima che sa imporre alla rappresentazione il
doppio volto della verità e
dell'ironia. Andrea Pirolli la coadiuva in un multiruolo
che salva la produzione dal dover reclutare altri interpreti.
E ci sono, con Sandra, Giorgio Albertazzi, Gigi Proietti
e Giorgio Lupano, ma sullo schermo: tre omaggi filmici
che vedono la Papessa agire con loro in immagine e, nello
stesso tempo, contrappuntarsi dal vivo.
Siamo nell'anno 855. Secondo la leggenda una donna, nella
Roma di triboli e postriboli in cui il Papa governava il
mondo, sarebbe riuscita, celando i propri attributi, a
diventare Sommo Pontefice. Fino all'evento drammatico la
Papessa incinta avrebbe partorito durante una processione
che provocò la defenestrazione e la condanna al
rogo della "strega". Collodel, come già detto,
a proprio agio sui due piani, storico-narrativo e comico-straniante.
Intrigantissimo e seduttivo Albertazzi. Grande Proietti
nei panni dell'Eremita beone che consiglia ai curiali i
mezzi per smascherare l'ingannatrice.
R.S.