Emio Greco va all'Inferno
Otto corpi nudi scatenati sulle
note della Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven suonata
a palla. Una sarabanda infernale di dannati immersi in
una luce calda. Corpi asciutti e muscolosi, quattro uomini
e quattro donne, paiono usciti da una stampa di Gustave
Doré. È il momento
più impressionante di Hell di Emio Greco e Pieter
C. Scholten visto al Festival di Avignone e in arrivo a
Torinodanza il 10 e 11 ottobre. Punto di partenza l'Inferno
di Dante e le immagini che questo ha ispirato nelle arti
visive. Hell si apre con i danzatori come monaci coperti
da un lungo saio di garza nera assatanati in una danza
su musica disco. Poi un flash improvviso di luce inonda
il palcoscenico e mette in rilievo sulla sinistra un albero
spoglio e scheletrico (la riva del fiume Stige?). Sulla
destra un arco di lampadine rievoca il mondo dello spettacolo.
I danzatori passano attraverso diversi stili: un tango,
varie nudità, una lunga sequenza sul silenzio, esibizioni
di bravura in una scenografia fatta soprattutto di luci
in bianco e nero sensazionali.
Sergio Trombetta