memè perlini : regista,
attore, scenografo
Regista di teatro e cinema, ma anche attore
e scenografo, Amelio-Memè Perlini è stato uno
dei protagonisti della scena d’avanguardia romana degli
Anni Settanta. Nato nel 1947 a Montecchio, Reggio Emilia, da
una famiglia di girovaghi proprietari di giostre, nel 1968
si trasferisce nella capitale, dove studia all’Accademia
di Belle Arti da illustratore e disegnatore. Il primo contatto
con il teatro arriva come scenografo per il Teatro dei Folli,
poi con l’approdo alla Fede, dove, oltre che costumista,
si scopre attore sotto la regia di Giancarlo Nanni per il quale
interpreta tra gli altri L’imperatore della Cina, A
come Alice, Risveglio di primavera.
L’anno della svolta è il 1973, quando fonda il
Teatro La Maschera insieme al pittore e scenografo Antonello
Aglioti, che resterà sempre il suo più fedele
collaboratore, ed al musicista Alain Curran: Pirandello
chi? segna l’esordio alla regia al Beat 72, e gli
procura una certa popolarità. Segue una serie di spettacoli
che fanno scalpore per la loro vena dissacratoria e per le
provocazioni antiborghesi, ma la cui ricerca formale, che spesso
attinge all’immaginario popolare ereditato dalla famiglia
stravolgendone i contenuti, proietta la compagnia tra le più stimolanti
del teatro sperimentale: appartengono a questo periodo Tarzan (1974), Candore
giallo (1974), Otello perché? (1975, recitato
in romagnolo, con una vecchia Desdemona e uno Jago bambino), Paesaggio
n.5, Locus solus (1976), La partenza dell’Argonauta (1976).
Con il compagno Aglioti apre a Roma il teatro La Piramide,
che diventerà negli anni un imprescindibile punto di
riferimento per la scena d’avanguardia nazionale e in
cui Perlini dirige tra gli altri La cavalcata sul lago
di Costanza di Peter Handke. All’inizio degli anni
Ottanta sceglie di rivisitare alcuni classici, da Gli Uccelli di
Aristofane a Il mercante di Venezia di Shakespeare,
ma la sua ricerca che procede soprattutto verso l’appropriazione
di nuovi spazi, lo porta a lavorare per la televisione (Cavalleria
rusticana, 1981) e soprattutto ad affrontare una serie
di spettacoli per le strade e nelle piazze italiane: Intorno
a Garibaldi, rappresentato all’aperto sul Lungotevere, Storia
di un Soldato di Ramuz-Stravinskij (1984), in piazza della
Rocca a Todi, All’uscita di Pirandello, in piazza
Grande ad Arezzo (1987).
La crescente popolarità lo rende ospite gradito dei
luoghi più prestigiosi e tradizionali del teatro italiano,
dal Festival di Spoleto al teatro Olimpico di Vicenza, dove
nel 1990 allestisce una versione di Ifigenia in Aulide di
Euripide. A partire dal 1987, inoltre, con Cartoline italiane,
Memè Perlini si cimenta anche nel cinema, dirigendo
in seguito Ferdinando uomo d’onore (1991) e Il
ventre di Maria (1993). Il rapporto con il cinema sarà più intenso
sul fronte attoriale, interpreta infatti parti di rilievo in
film come Atto di dolore (1990) di Pasquale Squitieri, Panama
Sugar (1990) di Marcello Avallone, Un amore americano (1992)
di Piero Schivazappa, senza parlare di piccole parti in film
precedenti come Cercasi Gesù (1982) o La
Famiglia (1986), o successivi come La lingua del santo (2000)
di Carlo Mazzacurati.
L’attività teatrale di Perlini continua tuttora
con ritmi sostenutissimi, sia come regista che come autore:
i suoi testi, circa cinquanta in tutto, sono rappresentati
in tutto il mondo.