
Lia Zoppelli con Totò
lia zoppelli : attrice
(1920 - 1988)
Dopo una breve esperienza nelle filodrammatiche, esordisce nel 1939
nelle compagnie di professionisti con la Cimara-Maltagliati-Ninchi. Nel
1940 è attrice giovane con Ruggeri, nel 1942-43 seconda attrice
con Benassi, quindi, dal 1943 al 1945 è primattrice con Giulio
Stival accanto a Lilla Brignone. Dopo la guerra recitò nelle compagnie
Ferrati-Donadio e in seguito De Sica-Gioi-Besozzi. Sua è l'interpretazione
della Contessa d'Almaviva nel Matrimonio di Figaro con la regia
di L. Visconti (1946). Dal 1947 partecipa alla formazione della Compagnia
del Piccolo Teatro di Milano: sotto la guida di G. Strehler è Elena
in Piccoli borghesi di Gorkij; Natascia in L'albergo dei
poveri sempre di Gorkij (1947); Luisa in Le notti dell'ira di
Salacrou; Clarice in Arlecchino servitore di due padroni di
Goldoni (1949). Nel 1947-48 tornò primattrice con Ruggeri (Compagnia
dell'Istituto del Dramma Italiano), per passare con T. Carraro prima
(1949) e con Ricci poi (1950-1951) con il quale fu Lavinia in Cocktali
party di Eliot.
Dal 1953 fu applaudita interprete di Tredici a tavola di Sauvajon, Affari
di Stato di Verneuil, Il cadetto Winslow di T. Rattigan
insieme a Ernesto Calindri, Franco Volpi, Valeria Valeri. Dopo una parentesi
nella rivista con Dapporto (Giove in doppio petto di Garinei
e Giovannini), la Zoppelli torna alla prosa con U. Tognazzi nella stagione
1956-57. Nel 1958 fu invece nella Compagnia del Teatro Italiano interpretando,
fra l'altro, Le ragazze bruciate verdi di G. P. Callegari, e
in quella dello Stabile di Torino (La conversione del capitano Brassbound di
G. B. Shaw).
Agli anni Sessanta risale il suo avvicinamento alla televisione, per
la quale realizza numerosi sceneggiati: Incantesimo di Barry, Se
volessi di Géraldy, Tom Jones da Fielding (1960), I
Giacobini (1962) di Zardi, Paura per Janet (1963). Con
Calindri, Volpi e la Valeri promuove il ciclo "La prosa del Venerdì",
portando sul piccolo schermo diverse opere teatrali. Sempre per la televisione
partecipa a numerosi short pubblicitari e a programmi di intrattenimento
come la Biblioteca di Studio Uno e Za-bum di Mario Mattoli (1964). Nel
1977 torna sulla scena con Un angelo calibro nove di Nino Marino,
con la regia di A. Foà e nel 1980 con Il galantuomo per transazione di
G. Giraud, alternando al teatro la realizzazione di film per la televisione
e per il cinema (Baciami strega di Duccio Tessari).
Attrice elegante, dal temperamento ironico e arguto,
Lia Zoppelli si è rivelata versatile ed eclettica, anche se con
una netta predisposizione ai ruoli brillanti e comici.