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Emma Grammatica

emma gramatica : attrice (1875 - 1965)

Sorella di Irma, si dedicò al teatro con costanza, lottando contro quanti la sconsigliavano di dedicarsi all’arte, ritenendola poco dotata. Con forza di volontà studiò quasi da autodidatta divenendo una delle attrici più colte del suo tempo e vincendo faticosamente la sua scommessa. Esordì con la Duse, per passare poi alle compagnie Rosaspina-Montrezza, L. Biagi, Reinach-Talli, Zacconi, con il quale fu primattrice (1900) ed in seguito Novelli, Andò-Di Lorenzo, Orlandini-Fabbri.
Sue furono le interpretazioni di alcuni dei ruoli femminili più applauditi dei suoi tempi, Anime solitarie, Il Vetturale Henschel e Rosa Bernd di G. Hauptmann; Le gelosie di Zelinda e di Lindoro di C. Goldoni; La samaritana di Edmond Rostand; Casa di bambola e Hedda Gabler di Ibsen. Spesso amava recitare anche en travesti, cimentandosi perfino nel ruolo di Amleto.
Un vero trionfo fu Marcia Nuziale  di H. Bataille, dove recitò al fianco di Ruggeri dal 1906 al 1909. Con Orlandini si specializzò negli autori del Nord-Europa: fece conoscere G. B. Shaw (di cui fu interprete in Candida, nelle vesti maschili di Marchbanks), Non si sa mai, La professione della signora Warren. Fra gli italiani interpretò Pirandello (Ma non è una cosa seria), D’Annunzio (La città morta, Il sogno di un mattino di primavera), Ludovici (La donna di nessuno, Tobia e la mosca), Rosso di San Secondo (Tra vestiti che ballano). Grazie alla sua versatilità nelle lingue recitò spesso all’estero, in Germania e in Argentina, dove rimase due anni dal 1947 al 1949. Tornata in Italia nel 1950 riprese la sua attività teatrale e si dedicò anche alla Televisione.

Intellettualmente curiosa, aperta alle interpretazioni più diverse (a volte anche poco confacenti al suo temperamento, come nel caso di Shaw), con la maturità riuscì a passare dai ruoli più romantici a quelli più venati di un lucido verismo (come nelle sue versioni di Ibsen), venati a volte da accenti di sincera poeticità.

 


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