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Daniel Oren

Daniel Oren. Daniel Oren. Foto Parenzan.

Si avvicina precocemente alla musica: dopo lo studio del pianoforte, del violoncello, del canto, dell’armonia e del contrappunto, si presenta nel 1968 per la prima volta in pubblico come cantore per interpretare, su invito dell’autore, i Chichester Psalms di Leonard Bernstein. Dopo aver collaborato con Herbert von Karajan e Franco Ferrara, inizia la sua brillante carriera internazionale nel 1975. Vince, ancora ventenne, il primo premio del Concorso Karajan; tre anni dopo debutta negli Stati Uniti, dopo un trionfale concerto al Festival dei due Mondi di Spoleto. Da allora la sua attività si consolida sempre più in Italia con la direzione stabile al Teatro dell’Opera di Roma e successivamente al Teatro Verdi di Trieste, al San Carlo di Napoli e all’Opera di Genova; appare regolarmente nei maggiori teatri italiani e mantiene rapporti di collaborazione con i più importanti teatri europei e americani, quali Metropolitan di New York, Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna, Colón di Buenos Aires, Houston, Dallas, San Francisco e Washington. Nonostante la predilezione per il repertorio operistico – soprattutto per quello italiano, romantico e verista - non interrompe la sua intensa attività sinfonica che lo porta sul podio di famose orchestre come l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, l’orchestra del Maggio Musicale fiorentino, le orchestre della RAI, i Berliner Philharmoniker e della radio di Monaco, Colonia, Stoccarda, Francoforte e Berlino. Significativa la sua Messa da Requiem di Verdi a Tokyo nel ’93, come la sua trionfale Tosca con Luciano Pavarotti al Metropolitan. Nel dicembre del ’94 inaugura la Nuova Opera di Israele con Nabucco di Verdi. Ha diretto: Carmen all’Arena di Verona, con la regia di Franco Zeffirelli, nell’estate del ’95, La Bohème del centenario al Regio di Torino con la partecipazione di Mirella Freni, Luciano Pavarotti e Nicolai Ghiaurov nel febbraio del ’96 , Fedora al Comunale di Bologna con Mirella Freni, Manon di Massenet alla Staatsoper di Vienna – produzione ripresa regolarmente ogni anno – e ancora nel ‘96 inaugura la stagione dell’Arena di Verona con Carmen, cui seguono un grande concerto a Tel Aviv, con cui vengono celebrati i 3000 anni di Gerusalemme (solisti Nucci, Furlanetto, Alagna, Voigt e Baltsa) e in settembre una nuova produzione di Otello a Cipro con la partecipazione di Katia Ricciarelli, Giuseppe Giacomini e Renato Bruson e la regia di Michael Hampe. Con Madama Butterfly nell’autunno del ’96 è al Teatro Comunale di Firenze e poi al San Carlo di Napoli con Tosca, ancora con Luciano Pavarotti. Tra gli impegni più rilevanti delle ultime stagioni italiane si ricordano Nabucco al Regio di Torino, le due grandi produzioni estive realizzate dal Teatro dell’Opera di Roma nella sede del Teatro Olimpico – Turandot (1997 ) e Tosca, (1998 ) –, Un ballo in maschera nell’estate del 1998 all’Arena di Verona e Aida al San Carlo di Napoli. Nel 199 propone Lucia di Lammermoor al Teatro Verdi di Trieste, Il Pipistrello e Manon di Massenet al Carlo Felice di Genova, una nuova produzione di Aida all’Arena di Verona. Nell’estate 2000 torna all’Arena per l’inaugurazione della stagione con Nabucco (con Bruson, Valeyre, Furlanetto); nel 2001 è a Parigi per Rigoletto e Bohème, a Firenze ancora per Bohème e a Verona per Trovatore. Dirige inoltre Tosca al Metropolitan di New York, Adriana Lecouvreur a Roma, Manon a Napoli, Werther e Nabucco a Trieste, Trovatore a Palermo, Aida e Nabucco all’Arena di Verona, Manon Lescaut, Madama Butterfly e La sonnambula a Firenze. Tra i più recenti successi ricordiamo Bohème a New York, Barbiere di Siviglia a Parigi, Madama Butterfly a Londra; e ancora Rigoletto con la Israel Philharmonic, La Bohème con Fiorenza Cedolins e Marcelo Alvarez, Turandot con Andrea Gruber e José Cura all’Arena di Verona.

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Giugno 2013 08:20
La Redazione

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