foto Claudio Porcarelli
dino risi : regista
(1916-2008)
Dino Risi nasce a Milano il 23 dicembre del 1916. Inizia la sua gavetta cinematografica come assistente di Mario Soldati per "Piccolo mondo antico" nel 1940 e poi come aiuto di Lattuada in "Giacomo l'idealista" nel 1942. In quegli anni collabora anche alle sceneggiature dei film "Anna" di Lattuada (1952), "Totò e i re di Roma" (1951) di Steno e Monicelli e "Gli eroi della domenica" di Camerini(1952). Dopo una serie di cortometraggi (il più famoso è "Buio in sala") si trasferisce a Roma nel 1952 e realizza il suo primo lungometraggio di finzione: "Vacanze col gangster". Nel 1953 realizza "Paradiso per tre ore", episodio del film "L'amore in città" (gli altri episodi sono firmati da Antonioni, Fellini e Lattuada), cimentandosi per la prima volta in un genere di cui diventerà specialista per tutto il decennio successivo. La commedia di costume venata di sottile amarezza comincia a delinearsi nel 1955 con "Il segno di Venere". Dello stesso anno è anche la realizzazione di "Pane, amore e...", terzo capitolo della saga iniziata da Comencini, nel quale recita una meravigliosa Loren e che ottiene un grandissimo successo. Il 1956 è l'anno della svolta decisiva di Risi: con la realizzazione di un film da lui scritto e diretto apre la strada ad un nuovo genere capace di trasformare il neorealismo in commedia all'italiana. Il suo "Poveri ma belli" racconta le vicende di un gruppo di giovani romani piccolo borghesi alle prese con le prime storie d'amore. Per questo film Risi scopre dei giovani attori sconosciuti come Renato Salvatori, Maurizio Arena e Marisa Allasio. La formula fu replicata nei due seguiti "Belle ma povere" (1957) e "Poveri milionari" (1959). Il passaggio dal film "leggero" alla satira avviene con "Il vedovo" (1959), storia dei tentativi di un piccolo industriale (Alberto Sordi) che per fare fronte ai debiti tenta di uccidere la moglie per intascarne l'eredità. Il sodalizio con Sordi trova la sua migliore espressione con il film "Una vita difficile" (1961). Negli anni seguenti sotto la sua regia nasce la coppia Gassman - Tognazzi impegnati in una serie di film mirati via via a smascherare i luoghi comuni del popolo italiano ("I mostri", "In nome del popolo italiano"). La collaborazione con Vittorio
Gassman è stata sicuramente la più duratura nella carriera di Risi, con ben quindici film in comune. Da "Il mattatore" del 1960, a "Il sorpasso" (1963), da "Il successo" sempre dello stesso anno, a "Il tigre" (1967), da "Il profeta" (1968) fino a "Profumo di donna" (1974), film che ottiene due nomination all'Oscar. Gli ultimi film girati con Vittorio
Gassman sono "I nuovi mostri" (1977), "Caro papà" (1979) e "Tolgo il disturbo" (1990). Negli anni Sessanta Risi si specializza nei film a episodi , dirigendo i più grandi attori italiani (Manfredi, Vitti) e raccontando sempre piccole storie della vita italiana. Nel 1970 realizza "La moglie del prete" interpretato da Sophia Loren e Marcello Mastroianni e nel 1973 "Sesso matto" con Giancarlo Giannini e Laura Antonelli. Il cinema ed il fascismo sono i temi centrali di "Telefoni bianchi"(1975). L'anno successivo realizza un thriller psicologico "Anima persa", tratto da un romanzo di Gianni Arpino e nel 1977 "La stanza del vescovo" da un libro di Piero Chiara. Del 1978 è il film "Primo amore" con Ugo Tognazzi, storia di un amore irraggiungibile. Nel 1993 il Festival di Cannes gli dedica una retrospettiva delle sue quindici opere più significative.
Nel 2000 dirige per la televisione "Bellissime", una fiction ispirata al concorso di Miss Italia, interamente girata a Salsomaggiore e nel 2002 gli è stato assegnato il Leone d'oro alla carriera alla 59° Mostra del Cinema di Venezia.
Il 2 giugno del 2004, in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica, il regista riceve dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.
Muore a Roma il 7 giugno 2008 all'età di 91 anni.