
dina galli : attrice
(1877 - 1951)
Figlia d'arte, in palcoscenico fin da bambina con i
genitori scritturati in una compagnia itinerante, suo maestro fu il milanesissimo
Ferravilla. Ebbe l'occasione di compiere il decisivo salto di qualità allorché Talli,
direttore della Gramatica-Calabresi, avendone intuito le spiccate doti
comiche, le affidò ruoli sempre più rilevanti nelle pochade
di Feydeau, Labiche, Hennequin, Veber. La magra signorinella dal viso
appuntito e dagli occhi sporgenti, inaugurò con la Crevette di
La dame de Chez Maxim una lunga serie di ritratti maliziosi e accattivanti,
ribaditi nelle successive esperienze a fianco di Gandusio, Besozzi, Viarisio,
Calò, Giorda, Stival. Non appagata dal meritato titolo di reginetta
del teatro boulevardier, tenne a battesimo una nutrita serie di novità italiane
firmate da Forzano, Fraccaroli, Chiarelli, Cantini, De Stefani. Con Felicita
Colombo e con Nonna Felicita del prediletto Adami ritornò, nella
pienezza della maturità, alle ascendenze meneghine, perfezionate
alla scuola di Tecoppa-Ferravilla, ritrovando gli stessi entusiastici
consensi che all'indomani della grande guerra aveva colto con Scampolo
e con La maestrina di Niccodemi. Tanti anni dopo, nel secondo dopoguerra,
fu la deliziosa protagonista di Viva l'imperatore di Guitry, di Arsenico
e vecchi merletti di Kesselring e dell'ormai inscindibile Felicita Colombo
che aveva interpretato anche nella versione cinematografica. Conosciuta
universalmente come `la Dina', fu l'ultima autentica esponente di una
milanesità ben presto emarginata dalla omologazione linguistica
e costumistica.