lunedì, 26 agosto, 2019
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Elena Mannini

Elena Mannini Elena Mannini

Nata a Firenze, dove ha studiato pittura murale all’Istituto d’arte. Il suo debutto come costumista, quasi per gioco, a diciassette anni, nel film Giovanna di Gillo Pontecorvo.
Da allora ha lavorato ininterrottamente, alternando l’attività professionale con l’insegnamento della sua materia all’Istituto d’Arte, all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Accademia Silvio D’Amico di Roma, dove ha partecipato a diversi saggi con la regia di Andrea Camilleri.
Ha collaborato a più di duecento produzioni, tra film, opere liriche, sceneggiati televisivi, spettacoli di prosa e di balletto, in teatri italiani ed europei, con registi italiani e stranieri.

Elena Mannini
Bozzetto per Re Lear, il suo matto e le sue tre figlie

In teatro ha iniziato la sua attività sotto la regia di Beppe Menegatti, firmando i costumi di Sogno di una notte di mezza estate (con Carla Fracci, Gianmaria Volontè e Giancarlo Giannini), de La tempesta di Shakespeare, di Nozze di sangue e La casa di Bernarda Alba di Garcia Lorca, di Maria di Babel e di una Bohème con la direzione di Gavazzeni e sempre per la regia di Menegatti.
Poi, Luca Ronconi la chiama nel 1969 per il suo Orlando Furioso al Festival di Spoleto: lo spettacolo, com’è noto, viene portato in tournée in tutto il mondo.
Nel ‘72 comincia la sua lunga collaborazione con Mario Missiroli, con una serie di spettacoli sia in teatro che in televisione, tra cui un Tartufo di Molière con Ugo Tognazzi e una Lulu di Wedekind con Stefania Sandrelli. Con la sua regia, inaugura anche la stagione 1962 dell’Opera di Roma, con I Masnadieri di Verdi, diretto da Gavazzeni.
Nel ‘75 comincia la lunga intesa con Franco Enriquez, allora direttore del Teatro di Roma. Insieme lavoreranno anche all’estero, come nel caso della Trilogia dell’Orestea di Eschilo al Residenz Theater di Monaco, allora diretto da Ingmar Bergman.
Negli anni ’80 Vittorio Gassman la chiama alla sua Bottega Teatrale di Firenze. Comincia allora una lunga collaborazione con lui e con Giorgio Albertazzi, che cooperava all’insegnamento nella scuola. In particolare, con Albertazzi, inizia una collaborazione (che ancora dura) a un numero rilevante di spettacoli in teatro e in televisione.
Sempre negli anni ’80 Orazio Costa la chiama in Olanda  per Una delle ultime sere di carnevale di Goldoni. Da allora comincia una feconda collaborazione con Guido De Moor, direttore del Teatro Reale dell’Aja.
Di lì a poco, Armand Delcampe, che dirige il più prestigioso teatro del Belgio, lo Jean Vilar di Louvaine, la chiama per firmare i costumi de Il Gabbiano (scene di Svoboda) e anche lì comincia una collaborazione che non si è ancora interrotta.
Ancora in Olanda, in Germania, in Russia, con la regia di Eric Vos, ha firmato i costumi di opere celebri, tra cui Didone ed Enea di Purcell, Orfeo ed Euridice di Monteverdi, Falstaff di Verdi.

Elena Mannini
Bozzetto per Re Lear, il suo matto e le sue tre figlie

Di recente ha collaborato ai costumi della Trilogia dell’Orestea e dei Persiani di Eschilo (Festival di Siracusa 2001 e 2003), entrambi con la regia di Antonio Calenda.
Nel 2004 è all’Opera di Roma per le scene e i costumi del balletto Dio salvi la Regina, protagonista Carla Fracci, regia di Beppe Menegatti.
Ha firmato i costumi di film famosi, come Profondo rosso di Dario Argento, Yuppi du di Celentano e Un viaggio chiamato amore, per la regia di Michele Placido, per il quale ha avuto anche la nomination al David di Donatello e, ultimamente, ha curato i costumi del film anglo-americano, ancora inedito, The Decameron, prodotto dalla Dino De Laurentis.
Tra le sue creazioni stravaganti, la fortunata mostra I costumi degli Oscar per la Biennale della Moda di Firenze e (sempre a Firenze) l’allestimento del Museo del Rinascimento, un percorso di statue di cera in costume d’epoca che segue la storia della capitale toscana e dei suoi protagonisti.
Insieme al marito Italo Dall’Orto (attore e regista), al fratello Armando (scenografo) e al figlio Giovanni (musicista) ha formato una compagnia teatrale, producendo Il piccolo principe e Le avventure di Pinocchio, tuttora  in tournée. Nel gennaio 2006 ha disegnato scene e costumi per lo spettacolo ideato da Menegatti, Re Lear, il suo matto e le sue tre figlie e alle Terme di Caracalla La Vestale. Nel 2007 ha firmato i costumi di Vita di Galileo di Brecht con la regia di Calenda.

Ultima modifica il Martedì, 25 Giugno 2013 13:32
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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